In Africa, a Lilongwe in Malawi, le forze dell’ordine hanno acciuffato e arrestato una banda che era diventata il terrore delle strade: in 15, tutti uomini, arrivavano, accerchiavano le donne con addosso i pantaloni, sia lunghi che corti, e strappavano i calzoni, anche pantaloncini, lasciando le donne in mutande e portando via gli indumenti strappati. Un’aggressione dettata da motivi politici: alle donne infatti è stato proibito portare i pantaloni fino al 1994, quando cadde il regime dittatoriale del presidente a vita Hastings Kamuzu Banda. Per Davie Chingwalu, portavoce della Polizia nazionale: “Sono cose da retrogradi, un passo indietro rispetto alla democrazia e ai diritti umani. La gente dev’essere libera d’indossare quello che le pare e piace”. Sembra però che le aggressioni delle donne in strada con i pantaloni si stia muovendo verso nord, a Mzuzu, dove ci sono stati casi analoghi a quelli successi a Lilongwe.
pubblicato il 19 gennaio 2012
Tag: Africa, aggressioni, Malawi, pantaloni
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4 Commenti a “Ti strappo i pantaloni, e non è una moda”
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19 gennaio 2012 alle 11:47
Da noi succedeva circa cento anni fa. Cento, appunto, non oggi!
19 gennaio 2012 alle 18:53
Livia, senza voler fare del relativismo o giustificare questi atti, da noi succedono altre cose che fanno scuotere la testa agli africani – in primis anziani sl e abbandonati. Non e’ un gioco a chi fa peggio, e’ che c’e’ sempre da stare attenti a dire che gli altri sono “retrogradi”.
19 gennaio 2012 alle 23:56
Non sono stata io a usare il termine “retrogadi”, ma se qualcuno lo tira fuori, ok: sull’abbigliamento femminile (e molte altre cose correlate) costoro si possono ben definire retrogradi. E maschilisti. E violenti. Molto. Francamente trovo soltanto saccente chi ci ricorda ogni santa volta che da noi ci sono tanti guai manco non lo sapessimo perché non ci flagelliamo a ogni parola. Non se ne può più. Andate a contrirvi dai parroci che dovrebbero apprezzare queste figure retoriche e lasciate pure che questa intolleranza sommerga il sottile strato laico che si era cominciato a creare qualche decennio fa in questi paesi… ovviamente le donne prese di mira saranno le prime beneficiarie dei vostri abiti mentali.
21 gennaio 2012 alle 01:08
non è tanto una questione di tempo, retrogradi o non retrogradi, questi uomini sono violenti, maschilisti come dice livia ; o silvia ricorda confucio che predicava tanto il rispetto per i PADRI, anziani quindi e lasciava senza commento il fatto che la ventesima o la centesima moglie di un porco fosse uccisa se lo tradiva………TRADIRE………. le parole spesso sono ambigue: era lei che tradiva o era lei che era tradita da leggi di una misoginia che fa spavento ?
e oggi, restando in cina, l’aborto selettivo di future bambine perchè l’unico figlio concesso doveva essere maschio.
veramente la violenza contro le donne, la misoginia non conoscono confini nè di tempo nè di spazio