Friday 24 May 2013

IL MANIFESTO BLOG
   Prima donne e bambine. A cura di Luisa Betti
Articoli marcati con tag ‘bambini’
  • Secondo lo studio del University College di Londra, coordinato dal dottor Eamon McCrory, assistente clinico al dipartimento di Psicologia e Scienze del Linguaggio, gli effetti della violenza domestica sul cervello dei bambini sarebbe uguale al trauma subito da un reduce di guerra. A conferma di quanto detto, il risultato di uno studio neurofisiologico che ha analizzato i tracciati celebrali di bambini coinvolti in dinamiche violente dentro le mura di casa: “Oltre quaranta bambini sono stati scansionati con risonanza magnetica: venti di essi avevano subito violenze domestiche, mentre 23 non avevano mai subito maltrattamenti a casa”, dichiara lo studio pubblicato su Current Biology. Nello studio “i ricercatori hanno usato i tracciati celebrali per esplorare l’impatto di abusi fisici o di violenza domestica sullo sviluppo emozionale” e hanno osservato un collegamento con “un incremento nell’attività in due zone del cervello nel momento esatto in cui ai bambini sono state mostrate immagini di volti arrabbiati”. Le zone interessate del cervello sono state l’isola anteriore e l’amigdala, che sono associate a “l’individuazione di potenziali pericoli”, e i ricercatori hanno osservato che sono le stesse aree che si attivano, esattamente nello stesso modo e con lo stesso tracciato, per “i soldati esposti a situazioni di combattimento violento”. Un riscontro che ha portato i ricercatori a definire con certezza scientifica che “sia i bambini che i soldati diventano ipersensibili a situazioni ostili nel loro ambiente circostante, fino a essere paranoici, come succede quindi per la sindrome del veterano”, che altro non è se non una risposta di difesa rispetto all’ambiente ostile. Nel rapporto si legge che “questa reattività aumentata potrebbe rappresentare una risposta adattiva per i bambini che in questo modo sono aiutati, nel breve periodo, a tenersi lontano dai pericoli”, uno stress celebrale che però comprende un aumentato rischio di depressione futura: “la depressione è già una delle cause principali di mortalità, disabilità e fardello economico, e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2020 diventerà la seconda malattia mondiale per tutte le età”. L’esposizione a violenza in età infantile è quindi una delle principali cause scatenanti di “disordini del comportamento e dell’ansia”, compresa la possibilità di sviluppare depressione persistente e ricorrente, con meno probabilità di rispondere positivamente e rapidamente alle cure per la loro malattia mentale. L’età media dei bambini studiati è di circa 12 anni e provengono tutti dai servizi sociali locali di Londra. “Stiamo iniziando solo ora a capire come gli abusi sui minori influenzi il funzionamento dei sistemi emozionali del cervello”, ha detto McCrory, “e questa ricerca offre i primi indizi su come le regioni del cervello del bambino possano adattarsi alle prime esperienze di abuso”.

    (fonte: Reuters)



  • In Costa d’Avorio ogni 36 ore un bambino/a subisce uno stupro. Questo il dato allarmante di Save the Children e Unicef presenti nel Paese. Nel periodo che va da novembre 2010 a settembre 2011, si legge nel rapporto “Minacce, violenze, gravi violazioni, dei diritti dei bambini – Rapporto sull’impatto della crisi post-elettorale sui minori in Costa d’Avorio” redatto dalle organizzazioni internazionali che lavorano sul territorio, oltre 1.000 donne e minori hanno subito gravi violazioni dei Diritti Umani e i due terzi delle vittime sono bambine mentre il 60% è sotto i 15 anni: 213 i casi di violenza sessuale (pari al 55% di tutte le gravi violazioni documentate), 45 casi di bambini associati a gruppi armati (pari all’11,5% delle gravi violazioni e al 7% delle violazioni riportate), 79 casi di bambini feriti o mutilati (il 10,5% delle gravi violazioni e il 6,5% di violazioni commesse contro i bambini), 41 casi di bambini uccisi negli scontri armati, scoppio di granate (20,5% di gravi violazioni e 12,5% di violazioni), 10 casi di rapimento (il 50% di bambine la meta’ delle quali sotto i 10 anni). “I bambini sono stati le principali vittime del conflitto in Costa d’Avorio e questo rapporto permette per la prima volta di avere una chiara idea del numero dei bambini direttamente colpiti dalla crisi”, sottolinea Hervé Ludovic de Lys, Rappresentante di Unicef in Costa d’Avorio. Nello stesso tempo, durante un incontro a Bruxelles, il Presidente Alassane Dramane Ouattara si è rivolto agli investitori economici dell’Unione Europea con l’invito esplicito a investire in Costa d’Avorio spacciandolo come un paese dove “c’è sicurezza” e in cui la crisi post-elettorale è ormai superata, ottenendo, dall’incontro con Philippe Maystadt presidente della Banca europea per gli investimenti, il sostegno finanziario ai vari progetti di ricostruzione in Costa d’Avorio. Una situazione di stabilità smentita subito da Doudou Diene, esperto delle Nazioni Unite per i diritti umani in visita in Costa d’Avorio, che ha parlato di “grande instabilità e insicurezza”, citando il caso del villaggio di Duékoué dove gli abitanti di etnia guéré sono continuamente vittime di attacchi, saccheggi e violenze. “Le sofferenze dei bambini in Costa d’Avorio sono state finora ignorate – ha confermato Xavier Simon, Direttore di Save the Children in Costa d’Avorio – e molti minori sono terrorizzati dallo sporgere denuncia, quindi chi denuncia  dovrebbe ricevere supporto. Noi continueremo ad assistere le vittime e a monitorare le istituzioni che sono responsabili della salvaguardia dei diritti dei bambini ivoriani”.

di Luisa Betti
pubblicato il 29 novembre 2011
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  • In Italia i dati sui bambini che subiscono violenza sono aumentati: dai 4.178 registrati dalla Polizia di Stato nel 2009 si è passati ai 4.293 nel 2010. Le vittime di violenza sessuale sono stati 763 nel 2010, con 349 vittime di violenza sessuale aggravata, mentre 186 bambini sono stati picchiati in famiglia in maniera grave con intervento di assistenza medica e denuncia per abuso dei mezzi di correzione e disciplina. 1.004 hanno subito gravi maltrattamenti in famiglia, 319 sono stati abbandonati. Sono dati resi pubblici da Terre des Hommes (www.terredeshommes.it) in questi giorni, all’interno della campagna “IO Proteggo i Bambini” per la prevenzione della violenza sull’infanzia in Italia e nel mondo, e sta anche sensibilizzando i Comuni d’Italia proponendo un Manifesto insieme al CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento all’Infanzia), che impegni le istituzioni locali sulla prevenzione della violenza sui bambini e la loro protezione una priorità. Raffaele Salinari, presidente di Terre des Hommes ha fatto un caloroso appello affinché il nuovo governo di Mario Monti non prenda nella sua “scure” anche i bambini e si impegni a non tagliare quello che è già difficile fare con interventi sia di prevenzione che di monitoraggio e soccorso dei minori che subiscono violenza o che sono a rschio: “Coerentemente con i propositi di accresciuta attenzione all’equità sociale espressi da Mario Monti – ha detto Salinari – ci auguriamo che essa si estenda alle categorie più vulnerabili e che il nuovo corso della politica italiana si distingua per un rinnovato impegno nei confronti dei diritti dei bambini”.  Più che un augurio mi sembra una preghiera (in ginocchio e sui ceci).



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