Monday 20 May 2013

IL MANIFESTO BLOG
   Un patrimonio in transito a cura di Arianna Di Genova
Archivio di maggio 2012
  • La rovina dei beni culturali aggiunge un altro nome alla sua lunga lista: la basilica romana di san Pietro in Vincoli. L’edificio, in parte oggi sede della facoltà di Ingegneria, è transennato. Una vistosa crepa si è aperta sulla sua facciata e ci sono state cadute di intonaco e mattoni.
    La chiesa ha antichissime origini, risale all’era imperiale. Fu fatta costruire da Eudossia, moglie dell’imperatore Valentiniano III, e per questo è detta anche Basilica Eudossiana. Fu consacrata nel 439 da papa Sisto III sul luogo di un più vecchio edificio già riservato al culto cristiano. A intervenire in maniera imponente sulla sua struttura fu il cardinale Giuliano Della Rovere, nipote di Sisto IV, che nel 1471 fece un importante restauro. La chiesa è famosissima perché in fondo alla navata laterale destra è collocato il Mausoleo di Giulio II, opera del 1513 di Michelangelo, adorno di ben quaranta statue e di numerosissimi rilievi, con al centro la figura seduta di Mosè, uno dei capolavori dell’artista. La leggenda, inoltre, vuole che sotto l’altare siano ancora custodite le catene con le quali venne legato san Pietro. Fra le tombe di personaggi illustri, qui è custodita quella di Antonio di Jacopo Benci, detto “il Pollaiolo”.

di arianna
pubblicato il 17 maggio 2012
| Nessun commento »


in varie
  • A volte, le case degli artisti vengono trasformate in musei dopo la loro morte, santuari per il pellegrinaggio. Ma per Mike Kelley suicidatosi a febbraio scorso, le cose sono andate in modo diverso. Per lui c’è invece una replica minuziosa della sua casa d’infanzia nei suburbi di Detroit, la Mobile Homestead, roulotte pronta ad attraversare il territorio che già nel 2010 venne realizzata in parte e fece il suo primo viaggio, da Detroit all’interland di Westland. Nella Biennale di Whitney (a New York) che inizia domani 16 maggio verrà proposta quelll’iniziativa, corredata da alcuni video. Molti erano i dubbi su questa installazione rimasta in stand by dopo la scomparsa di Mike Kelley, ma adesso il museo di arte contemporanea di Detroit, insieme con Artangel e la Fondazione Luma hanno annunciato che la costruzione della casa inizierà a giugno, su un terreno abbandonato alle spalle del museo, e la dimora verrà aperta all’inizio del 2013. Una parte sarà però una specie di mobile-house e rimarrà staccabile così da concedersi dei tour. Non ci saranno i lavori dell’artista e non sarà un museo, ma un centro di servizi per la comunità, fornendo parrucchieri, magazzini per barbecue, spazi meeting e caselle postali per i senzatetto. Sotto la casa, due piani interrati, accessibili tramite scale che non saranno aperti al pubblico. Kelley aveva immaginato quei piani come un luogo labirintico in cui avrebbe fatto arte o musica, una specie di studio/tana. Ora quei seminterrati potrebbero essere dedicati all’attività di altri creativi. L’artista li aveva programmati per attività segrete, di cui non si è saputo nulla. Prima di morire, però, aveva dettagliatamente spiegato come voleva fosse realizzata la sua casa. Kelley, divenuto celebre col suo peluche messo in copertina dell’album “Dirty” dei Sonic Youth, ha sparso il suo virus horror, che indagava tra le viscere dell’America in tutto il mondo. E’ partito dalla musica – rock, heavy metal, punk – per approdare alla cultura trash e fustigare il sogno a stelle e strisce trasformandolo in un incubo.

di arianna
pubblicato il 15 maggio 2012
| Nessun commento »


in varie
  • Sotheby’s e Christie’s, un corpo a corpo a suon di mucchi di dollari. Dopo il record stabilito da Mark Rothko con il suo «Orange, red, yellow» venduto da Christie’s a 86,9 milioni di dollari (il prezzo più alto mai pagato per un’opera del dopoguerra, precedentemente solo un trittico di Bacon aveva suscitato tanto scalpore), ieri è stata la volta dell’artista pop Roy Lichtenstein: la sua celebre «Sleeping Girl» è stata venduta da Sotheby’s a New York a 44,8 milioni di dollari. Sempre nel corso delle stessa vendita all’incanto, «Double Elvis» di Andy Warhol non ha avuto la medesima fortuna e è stato battuto per 37 milioni di dollari (la sua stima aveva una forbice tra i trenta e i cinquanta) il cui valore si attestava tra i 30 ei 50 milioni di dollari, è stato battuto a 37 milioni di dollari (28,5 milioni di euro). Nonostante la crisi, la casa d’aste Christie’s ha dichiarato un incasso totale pari a 388,5 milioni di dollari, infilando un altro record dopo il 2007. Bene rifugio o status symbol senza prezzo, capriccio di magnati e miliardari, l’arte contemporanea non ha conosciuto grandi flessioni, almeno tra i nomi dei suoi maestri più accreditati. E in netta salita figura tutto il periodo del secondo dopoguerra. Ma a guidare la classifica stupefacente resta la versione dell’«Urlo» di Edvard Munch, dipinto nel 1893 dall’artista norvegese, venduto la settimana scorsa per 119,9 milioni di dollari (comprese le tasse d’asta).

di arianna
pubblicato il 10 maggio 2012
| Nessun commento »


in varie
  • All’età di 83 anni, a causa delle complicazioni dovute a un infarto, è morto lo scrittore e illustratore statunitense Maurice Sendak, uno degli autori più amati (dai piccoli lettori) del XX secolo. Dal suo celebre libro «Where the Wild Things Are», pubblicato nel 1963 e tradotto in una trentina di lingue (in italiano da Babalibri), per il quale nel 1964 ottenne la Caldecott Medal come il miglior libro illustrato americano, nel 2009 Spike Jonze realizzò il film «Nel paese delle creature selvagge» (Where the Wild Things Are), una pellicola che strappava i bambini dai mondi edulcorati e ovattati per gettarli fra i meandri della paura e delle oscure forze della natura. La storia è quella di un bambino capriccioso che, messo in punizione, decide di fuggire, finendo nell’isola dei mostri. Dovrà destreggiarsi tra spinte anarchiche e principi d’ordine. Un modo come un altro per crescere, fuori dai cliché. Nato a New York, nel quartiere di Brooklyn, il 10 giugno 1928 da genitori ebrei polacchi immigrati, a vent’anni Sendak costruiva già giocattoli animati in legno tanto da richiamare l’attenzione di un commerciante che lo volle come assistente. Una decina di anni dopo, ha al suo attivo l’illustrazione di una cinquantina di libri. Spesso censurato per la sua “cruda” fantasia, per i ragazzini non proprio educati che tratteggia e piuttosto scapigliati nei modi di fare, ispirato da tante fonti – da Mozart a Melville e Blake, le cui opere abbellì con suoi disegni – lo scrittore era anche conosciuto per le sue scenografie teatrali. Interrogato sulla nascita del suo capolavoro, Sendak rispose che ” era un esorcismo personale”, un ritorno alla sua difficile infanzia di Brooklyn mentre le creature mostruose “un omaggio agli zii e zie che venivano a casa  per le festività religiose”. Fra i suoi libri figurano «Il lupo ballerino» e «Luca, la luna e il latte», quest’ultimo pubblicato per la prima volta nel 1970 e oggetto di polemiche a causa del piccolo protagonista della storia che appare spesso nudo. Nel 2003 Sendak ha ricevuto il Premio Astrid Lindgren per la Letteratura per l’insieme della sua opera, come riconoscimento «per la sua coraggiosa esplorazione dei segreti recessi dell’infanzia, che ha cercato di illuminare con fantasia e amore». Nel corso della sua carriera ha ottenuto il Premio Hans Christian Andersen nel 1970, il National Book Award nel 1982, la Laura Ingalls Wilder Medal nel 1983 e la National Medal of Arts nel 1996. Come illustratore fu autodidatta e cercò sempre di trasmettere la malinconia tipica di molti bambini. Il suo segno “grafico” rimanda alle stampe dell’Ottocento ma anche agli acquerelli di Chagall nonché agli eroi dei fumetti. 


di arianna
pubblicato il 8 maggio 2012
| Nessun commento »


in varie
  • Doveva rilanciare il turismo a Helsinki, capitale della Finlandia, a corto di attrazioni per tour collettivi o individuali. Ma il museo Guggenheim pensato per essere costruito sul porto, di fronte al mare, non ci sarà. E’ stato bocciato dalle autorità locali che secondo i media avrebbero “ascoltato” le perplessità dei cittadini. Il consiglio comunale ha fatto cadere la proposta con 8 voti contrari e 7 favorevoli. Il Guggehneim, blockbuster con sedi a New York, Berlino, Venezia, Bilbao e presto a Abu Dhabi, era un progetto da 140 milioni di euro e il museo avrebbe dovuto inaugurare la sua nuova sede nel 2018, in omaggio alla lunga tradizione nel design moderno che può vantare la città di Helsinki. Ma il piano è stato rispedito al mittente. Lo stesso ministro della cultura finlandese Paavo Arhinmaki ha espresso tutte le sue riserve in merito all’opera che pure, in un primo momento, l’aveva fortemente suggestionato. 

di arianna
pubblicato il 3 maggio 2012
| 2 Commenti »


in varie
Categorie
maggio: 2012
L M M G V S D
« apr   giu »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  
GLI ALTRI BLOG