EX3, un centro per l’arte contemporanea che aveva scommesso su un territorio piuttosto periferico rispetto le strade più «battute» turisticamente di Firenze, chiude la sua attività, causa scadenza della convenzione con il comune per la gestione dell’ex auditorium di viale Giannotti e la mancanza di una alternativa «sostenibile» per i costi da concordare con l’amministrazione. Tre anni fa aveva aperto, con il sindaco Renzi in prima linea, puntando su un percorso «difficile» in una realtà come quella fiorentina poco avvezza alle tematiche del contemporaneo. Poi però aveva conquistato il suo spazio culturale e chiamato a raccolta tramite stage e workshop molti giovani. Accesso gratuito, cinque giorni alla settimana con orario continuato, undici mesi l’anno, EX3 – dal 2009 ad oggi con 16 mostre, laboratori, convegni, performance, concerti – ha svolto un servizio pubblico, utilizzando in massima parte risorse private, attivando collaborazioni sul territorio e con importanti istituzioni museali italiane e straniere. Chiude quindi perché la politica l’ha abbandonato a se stesso, ha deciso di non rilanciare il Centro tenuto vivo e vivace dai curatori Lorenzo Giusti e Arabella Natalini. E’ un modello di comportamento non nuovo, che si è già sperimentato in un’altra «isola» lasciata che rischia di desertificarsi, come il Maxxi di Roma. Una maggior «attenzione» era stata sollecitata più volte dai responsabili e utenti del Centro e, a metà aprile, la risposta che l’associazione ExTre Toscana Contemporanea aspettava non è mai arrivata. Anzi, chi avrebbe dovuto affiancare EX3 ha indirizzato le risorse altrove, spesso favorendo eventi più spettacolari. E gli sponsor hanno ridotto la loro presenza: l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze ad esempio, che in un primo momento aveva annunciato un contributo sostanzioso, lo ha poi ridotto a 10mila euro annui. Il problema è sempre il medesimo: si preferisce concentrare lo sforzo su istituzioni già celebri e prestigiose e non sostenere realtà meno «conformiste», un po’ fuori dal giro riconosciuto e conosciuto.
pubblicato il 15 giugno 2012
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3 Commenti a “A Firenze chiude EX3. Renzi abbandona l’arte contemporanea”
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20 giugno 2012 alle 11:33
Non conosco EX3, ma quel che scrive Arianna è tristemente vero. In questo paese è così che le amministrazioni comunali, provinciali e regionali intendono la cultura, esclusivamente come un richiamo che attiri i turisti e il pubblico, molto pubblico, possibilmente. Nessuna finalità veramente culturale o educativa, di questo non interessa niente a nessuno, al di là di qualsiasi colore politico. Si pensa prima a finanziare i grandi eventi, e poi, se avanza qualche soldo, lo si dà, come un’elemosina, per cose ‘non di cassetta’, come pare potesse essere questa di Firenze. A Torino – città che conosco bene – c’è un assessore alla Cultura, ma si occupa anche di Turismo, e questa per me non è una cosa seria: parlate piuttosto di Eventi, ok, ma scorporate le deleghe alla Cultura e affidatele a qualcuno che se ne occupi seriamente, non a un funzionario Rai.. Poi c’è la Nazionale, “la più amata dagli italiani”, con il trucido Cassano, e ci sono i Grandi Fratelli, i Fiorelli, le Minetti e le Ruby (un modello per molte adolescenti, secondo un sondaggio di qualche tempo fa).. qualcuno ha il coraggio di stupirsene?
26 giugno 2012 alle 13:54
ogni tanto mi lascio prendere e scrivo due righe di commento a questo blog, poi quando torno a dare un’occhiata (magari fosse stato pubblicato e ci fossero anche altri commenti) leggo sempre lo stesso malinconico ‘nessun commento’.. boh?! evidentemente l’autrice una volta pubblicato il suo pezzo se ne disinteressa completamente, e allora – mi chiedo – che senso ha dar credito alle sue parole per, addirittura, commentarle? meglio lasciar perdere.. però, che tristezza.
26 giugno 2012 alle 15:10
approvati! Non me ne volere!