Thursday 20 June 2013

IL MANIFESTO BLOG
   Dolori e motori dei nostri tempi a cura di Francesco Paternò
Archive del 1 febbraio 2010
  •  All’Angelus di domenica scorsa (http://www.youtube.com/user/vaticanit) Benedetto XVI ha chiesto ai manager della Fiat e dell’Alcoa di «fare tutto il possibile» per salvare i posti di lavoro in «realtà difficili» come Termini Imerese e Portovesme. Insomma, non chiudete quelle fabbriche. L’intervento – forte, con nome e cognome – non deve stupire in tempi di crisi delle vocazioni, per le quali i preti sono stati invitati a usare perfino Internet, «un dono per l’umanità». Ma il papa ha pescato le sue parole anche nell’enciclica del luglio scorso sulla dottrina sociale della chiesa, la “Caritas in veritate”, nei toni verso il capitale meno piatta di quella del 1991 di Giovanni Paolo II, “Centesimus annus”. E ci mancherebbe, visto il disastro mondiale provocato dalla deregolazione finanziaria. «Senza forme interne di solidarietà e di fiducia reciproca – si legge nelle 127 pagine dell’enciclica – il mercato non può pienamente espletare la propria funzione economica. Ed oggi è questa fiducia che è venuta a mancare, e la perdita della fiducia è una perdita grave». Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, a suo modo considerabile un papa nel mondo dell’industria dell’auto, ama ripetere che «non possiamo costruire su speranze e sogni». Parlava di piccoli costruttori destinati a sparire, ma sembra anch’esso un messaggio urbi et orbi. Il «fare tutto il possibile» dell’altro papa, al confronto, è un’esortazione che non basta.

di fpaterno
pubblicato il 1 febbraio 2010
Tag:
| Nessun commento »


in Varie