Wednesday 16 May 2012

IL MANIFESTO BLOG
   Dolori e motori dei nostri tempi a cura di Francesco Paternò
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Quel che non è buono per Uaw e Fiom
  • Il prossimo settembre scade il contratto dei metalmeccanici statunitensi. Al salone di Detroit Mark Reuss, capo di Gm Nordamerica, e Alan Mulally, presidente della Ford, hanno avanzato l’idea di legare aumenti salariali a miglioramenti produttivi. “Tutti dovrebbero condividere profitti”, aggiunge Mulally, mentre Bob King, leader del sindacato dell’auto Uaw, parla di un “mucchio di cose da discutere”  e sottolinea i “tremendi sacrifici” affrontati in questi anni dai lavoratori. A Detroit, solo Sergio Marchionne, come boss di Chrysler, ha taciuto sull’argomento. 

     Alla vigilia del voto di Mirafiori, è forse comprensibile: quel che non è buono per Fiom, non è buono nemmeno per Uaw. E viceversa, naturalmente: quel che è stato buono per Uaw, dovrà essere buono per i lavoratori italiani. Ricordiamolo: Marchionne ha chiuso l’accordo per il controllo di Chrysler nel 2009 puntando il fucile sul sindacato americano. O a Detroit operai e impiegati rinunciavano a scioperare almeno fino al 2013, ai benefit sanitari e pensionistici e a buste paghe intere per i neo assunti, oppure lui avrebbe tolto dal tavolo la proposta. E’ stato un bluff vincente, perché senza accordo con Uaw e amministrazione Obama, Marchionne oggi non sarebbe in grado ”mostrare la regola della forza”, come scrive Stefano Rodotà su Repubblica.  Nell’urna di Mirafiori c’è anche tutto questo.

di fpaterno
pubblicato il 11 gennaio 2011
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