“Non riesco a guidare bene questa moto”, dice Valentino Rossi della sua Ducati al termine del gran premio del Qatar. Prima mondiale e decimo posto. A Valentino sta succedendo quel che è successo alla sua (nostra) Inter del 2010. L’Inter di Mou che vince tutto, come lui ha vinto 9 mondiali. E poi un 2011 più nero che azzurro per la (nostra) squadra, un 2011 più nero che rosso Ducati per Valentino. ”Speranze? Le abbiamo finite tutte l’anno scorso. Ci vogliono risultati”, dice adesso il ragazzo maturo che non vince più. Per altro, la Ducati è anche ufficialmente in vendita. Se Massimo Moratti avesse ceduto il giorno dopo la vittoria della Champions a Madrid chi se ne voleva andare (Milito, Maicon, Schneider e forse altri), se Valentino non fosse passato alla Ducati perché non sempre ton sur ton, italiano su italiana, è la soluzione a qualcosa che forse si è rotto, se…sono se che non servono a nulla. Baudelaire diceva che per reggere al peso del tempo, bisogna essere ubriachi o di alcol, o di poesia, o di virtù. Escludendo le prime due, ho forte l’impressione che l’Inter e Valentino nostri di oggi non abbiano più la necessaria dose di terza via. Separarsi è giusto.
pubblicato il 9 aprile 2012
Tag: mourinho inter valentino, valentino rossi ducati 2012, valentino rossi gran premio del qatar
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3 Commenti a “Valentino come l’Inter, separarsi è giusto”
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12 aprile 2012 alle 12:54
La nostra Inter?? La tua,semmai! Io per esempio sono MILANISTA e ti consiglio di leggere un bel libro pubblicato da CHIARE LETTERE dal titolo “NEL PAESE DEI MORATTI”che denuncia in modo dettagliato i misfatti ambientali del “democratico”presidente del club degli “onesti”. A scanso di equivoci,dichiaro subito di essere comunista,un “casciavit”,insomma,ed una eventuale tua replica sul presidente del Milan mi lascia indifferente.Come sai il tifo è tifo e la squadra del cuore non si tradisce.Inoltre da non dimenticare è la propensione politico ideologica delle rispettive tifoserie(lo dicono le varie inchieste effettuate nel corso degli anni),quella dell’Inter di destra,quella del Milan di sinistra.Insomma nel Milan presidente di destra tifosi in larga parte di sinistra e nell’Inter presidente, diciamo così,”progressita”ma tifosi in larga parte di destra,anche estrema(BOYS E VICHING)docet!
12 aprile 2012 alle 13:58
Vero. Tifoseria interista di tradizione sanbabilina, quella milanista oggi berlusconiana. O per caso sono categorie superate e conta soltanto la nostra fede? Cmq, scudetto meglio a voi che alla Juve, Saluti cari
13 aprile 2012 alle 00:58
Perfettamente d’accordo sull’ultima affermazione.Prima regola aurea del buon tifoso di calcio in Italia è seguire,un sano,direi quasi ecumenico,antijuventinismo, da insegnare e praticare sin dalla più tenera età e svilupparlo, poi, nel corso degli anni, fino a farlo diventare una buona norma da seguire per tutta la vita! Un caro saluto antigobbo