Tuesday 21 May 2013

IL MANIFESTO BLOG
   Dolori e motori dei nostri tempi a cura di Francesco Paternò
Archive del 5 luglio 2012
  • I giornalisti con i giornalisti e i manager Fiat con i manager Fiat. Una cena (di lavoro) così non mi era mai capitata, perché è solito a livello internazionale che i due gruppi siano alternati, benché quasi sempre su indicazione ferree dell’ufficio stampa dell’azienda. E invece martedì sera alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, luogo simbolo della storia operaia dove è stato ospitato il lancio della nuova Fiat 500L prodotta in Serbia, l’amministratore delegato di Fiat-Chrysler Sergio Marchionne si è seduto a un tavolo con altre 9 persone del gruppo (più l’amministratore delegato di Lavazza Antonio Baravalle, già a capo dell’Alfa Romeo e successivamente di Einaudi), con a fianco un altro tavolo Fiat tra cui spiccava Gian Luigi Gabetti. I giornalisti a parte, su altri otto o nove tavoli. Sia chiaro: Marchionne ha il diritto di cenare con chi gli pare, ma se invita la stampa e poi la ignora platealmente appena si spengono le luci della presentazione (dove pure ha preso la parola al microfono, cosa formalmente non prevista), manda almeno due messaggi. O che disprezza la stampa, come la magistratura quando gli dà torto e come la Fiom che sa dirgli no. Oppure che è davvero in grande difficoltà, al punto di non voler accettare altre domande. Per la cronaca, non è stato sempre così: in tempi migliori (per Fiat), Marchionne dialogava con i giornalisti anche a tavola (taccuini aperti e biro in mano), fino a condividere un suo compleanno con tanto di torta in una cena di un giugno siciliano. Non è questo naturalmente che manca, anche se – al punto in cui siamo e vista la crisi – non ci sarebbe da stupirsi se Marchionne arrivasse a fare come Barack Obama: 40.000 dollari a testa per chi vuole cenare con lui. Se poi “voto Sergio”, magari vinco anche una cena con George Clooney.



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