Il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina non riguarda soltanto i feroci sfruttatori dei migranti, quelli che speculano sulla loro pelle e sui loro sogni. Riguarda tutti. Anche E. N. di 83 anni e A. F. di 61 anni, madre e figlio residenti nella frazione di Peticchio, comune di Arcevia, provincia di Ancona. Da ieri la loro casa è sotto sequestro e rischiano fino a cinque anni di carcere. Questa la storia: a luglio, i due italiani, hanno assunto due badanti – madre e figlia – di nazionalità albanese. Ma il paese è piccolo, e la gente mormora. Ai carabinieri della stazione locale è arrivata “una segnalazione”. Fare qualche accertamento è stato facilissimo. Le due donne albanesi hanno immediatamente ricevuto un ordine di espulsione. A quanto si racconta E. N. e A. F. sono rimasti sbalorditi, ma soprattutto ancora non si rendono conto di quali saranno le conseguenze della denuncia che è scattata nei loro confronti. Se verranno giudicati colpevoli di immigrazione clandestina e di assunzione di lavoratori extracomunitari senza permesso di soggiorno dal tribunale rischiano l’arresto complessivamente fino a cinque anni. E oltretutto la confisca e la vendita della loro casa. Una villetta di 250 metri quadri con un giardino di 1.500 metri quadri, per un valore complessivo di 500 mila euro. “Se ne venisse disposta la vendita – informa il comunicato dei carabinieri – il ricavato potrebbe essere destinato al potenziamento delle attività di prevenzione e repressione dei reati in tema di immigrazione clandestina”. impiegare lavoratori al nero è un reato, ci mancherebbe altro. Ma le case degli italiani – anche le belle case come questa – sono piene di donne (e a volte uomini) che rispondono a un’esigenza vera, reale, che chiunque abbia avuto un anziano in casa conoscono benissimo: avere la possibilità di un’assistenza continua, che nessun servizio offre. E il problema, sia chiaro, è proprio questo. Ora arriverà una regolarizzazione. La macchina è già avviata. Ma anche quella dei controlli a tappeto che scatta puntuale come la morte prima di ogni sanatoria.
pubblicato il 30 luglio 2009
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