Saturday 25 May 2013

IL MANIFESTO BLOG
   intrecci e migrazioni a cura di Cinzia Gubbini
Archive del 14 aprile 2012
  • La notizia è che un coordinamento di associaizoni ha deciso di depositare una denuncia contro ignoti (ma di fatto contro l’esercito francese) a proposito del tragico mezzo-naufragio in mare avvenuto nel marzo 2011: quando 72 persone furono lasciate alla deriva nonostante diversi paesi sapessero del loro allarme e della loro situazione: mentre era inc orso un attacco armato in Libia, paese da cui quelle persone fuggivano, senza però ricevere in quanto civili alcuna protezione da parte dei paesi che – teroicamente – attaccavano quel paese proprio con il fine di difendere i civili in base a una specifica delibera dell’Onu. Un caso “di scuola” che rappresenta altre centinaia (e la dimensione non è in eccesso, forse in difetto) di casi sconosciuti, meno “perfetti” e per questo ancora in cerca di giustizia. Morirono in 63, tra cui donne e bambini: il Consiglio d’Europa ha avviato un’indagine e le conclusioni sono state univoche: la responsabilità degli Stati europei, da Malta, all’Italia, alla francia è inequivocabile. Anzi, sull’Italia ricadono le maggiori responsabilità.

    Ma Consiglio d’Europa non vuol dire condanna. E invece di condanne è giusto e urgente parlare, sul piano legale. Per questo una colaizione di associazioni ( Agenzia Habeshia, Associazione ARCI, Boat4People, Coordination et initiatives pour réfugiés et immigrés (Ciré), Fédération internationale des ligues des droits de l’Homme (FIDH), Groupe d’information et de soutien des immigrés (GISTI), Ligue des droits de l’Homme (LDH), Migreurop, Progress Law Network, Réseau euro-méditerranéen des droits de l’Homme (REMDH)) ha deciso per il ricorso. Ora l’Arci sta valutando di avviare la stessa procedura anche in Italia. Un’azione urgente e necessaria.

di cinzia
pubblicato il 14 aprile 2012
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