Wednesday 19 June 2013

IL MANIFESTO BLOG
   intrecci e migrazioni a cura di Cinzia Gubbini
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Soldi, terremoto e immigrati
  • Passata la grande commozione per gli operai morti sotto i capannoni dell’Emilia terremotata- dove l’elenco delle vittime vede insieme, fianco a fianco, italiani e stranieri, una fotografia dell’Italia che (almeno dove la polemica resta muta) rende giustizia alla realtà multiculturale del nostro paese - l’argomento è: servono soldi. Il premier Mario Monti ha rassicurato gli emiliani: non sarete lasciati soli e lo Stato farà quello che va fatto. Ma lo Stato a quanto pare ha finito le riserve, pure per le emergenze. E così, tra gli altri interventi, è stato deciso un aumento di 2 cent delle accise per la benzina.

    La decisione ha ovviamente scatenato qualche polemica. E dove c’è polemica la Lega drizza le antenne e buttà lì con apparente non chalance la benzina che potrebbe incendiarsi alla prima scintilla di rabbia popolare. E in tempo di crisi di scintille ne girano parecchie. A farlo non è un personaggio di secondo piano, ma il consigliere regionale lombardo Davide Boni (il più votato dei leghisti in Lombardia nel 2010, dimessosi da presidente del Consiglio regionale dopo lo scandalo che ha investito il suo partito, molto quotato in tv). “Il Governo potrebbe evitare di aggiungere una accisa ulteriore e utilizzare per i terremotati quella introdotta nel 2011, a causa della guerra in Libia, per far fronte all’emergenza immigrazione. Certamente -continua Boni- si tratterebbe di un utilizzo migliore di quei soldi che al posto di essere spesi per gli immigrati, una volta tanto, verrebbero usati per la nostra gente che certamente merita la priorità”. Il gettonatissimo Boni probabilmente sa che il governo ha deciso (proprio all’ultimo momento, dopo pressioni di numerosi enti locali che duravano da mesi) di prorogare fino al 31dicembre 2013 il decreto di emergenza per i cittadini del NordAfrica e che su quel fronte le cose non sono affatto risolte. In tutta Italia, compreso il nord. Quindi: che va dicendo Boni? Si chiama seminare tempesta. Semini, per carità. Ma non ce n’è bisogno, vista la situazione. Tanto più che sulla benzina pesano accise ben meno giustificate – come ricorda lo stesso Boni, ma in coda al suo discorso anti-immigrazione – come quella per la crisi del canale di Suez nel 1957.

    Al contrario c’è chi, come il sito www.stranierinitalia.it, propone di varare una regolarizzazione per fornire di permesso di soggiorno il mezzo milione di stranieri (queste le stime) che vibe in Italia clandestinamente, visto che negli ultimi tre anni i flussi di ingresso sono stati aperti con il contagocce causa crisi, e che per il prossimo anno il governo Monti ha escluso l’autorizzazione di nuovi ingressi. Scelta balzana e propagandistica, visto che la storia dimostra come chiudendo le frontiere non si fa altro che aumentare la clandestinità. Comunque la si pensi, questi i dati forniti dal sito (basandosi sulla regolarizzazione del 2009): arriverebbero nelle casse dello Stato in pochi giorni 250 milioni di euro. Mica spiccioli.

     

     

di cinzia
pubblicato il 31 maggio 2012
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2 Commenti a “Soldi, terremoto e immigrati”

  1. daniele Scrive:

    MA PERCHè NON SI DANNO –MAI– TUTTI I NUMERI QUANDO SI PARLA DI IMMIGRAZIONE?

    Al nord il 60 % del poco wealfer che c’è rimasto va agli immigrati (mediamente il 10%)

    Bisogna ben riflettere su chi avrebbe diritto a maggiori attenzione soprattutto in questo momento di crisi !

    Saluti

  2. cinzia Scrive:

    veramente su questo blog parlo spesso di numeri. Quelli che dà lei non li ho mai sentiti, magari sono poco informata. Se ha la cortesia di farci sapere le sue fonti, ne discutiamo volentieri.

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