Thursday 23 May 2013

IL MANIFESTO BLOG
   intrecci e migrazioni a cura di Cinzia Gubbini
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Ancora sul terremoto. E gli immigrati?
  • Il decreto sull’emergenza terremoto approvato dal Consiglio dei ministri non prevede nulla, niente, zero, sui cittadini stranieri. Lo nota il coordinamento migranti di Bologna che chiede quindi al governo di approvare una serie di misure eccezionali per garantire che chi è rimasto vittima del terremoto ma “a prescindere” è vittima della legge Bossi-Fini possa togliersi dalla testa i problemi col permesso di soggiorno e concentrarsi solo su quelli (parecchi) determinati dal sisma (che continua).

    Il Coordinamento migranti di Bologna propone alcune misure (ad esempio la moratoria di due anni sul rinnovo del permesso, l’abolizione sempre per due anni della super-tassa decisa dal governo Monti  per chi rinnova i documenti), il consiglio dei ministri ne puo’ immaginare altri.

    Fatto sta che è davvero indicativo di come funziona il paese questa “assenza” nel decreto emergenza. Dice tutto, come accade sempre con i rimossi. Gli immigrati sono il grande rimosso: non esistono, se non sul terreno della fobia. Non esistono nella testa dei legislatori, non esistono nella testa dei governanti, soprattutto in momenti di emergenza (e l’Italia è un paese in perenne emergenza, altrimenti non riuscirebbe a scrollarsi di dosso la pesantezza delle sue sovrastrutture politiciste).

    Eppure la nostra legislazione ha deciso che chi vive e lavora in Italia ma è di origine straniera vive in uno “stato” a parte, dove per dirne una alcuni reati considerati “lievi” per un italiano nel caso di un immigrato diventano ostativi al rinnovo del permesso di soggiorno. Quel permesso che gli ultimi governi hanno fatto a gara a rendere sempre più precario, più “corto”, più difficile da ottenere e rinnovare, più costoso. E se non ce l’hai, un anno e mezzo in un Centro di espulsione. Insomma, una follia.

    E, appunto – sempre per fare fanta psicoanalisi – il terreno dell’ossessione, che spesso si associa a un trauma, può associarsi anche a periodi di rimozione. Quando torniamo alla realtà, quando ci occupiamo di qualcosa di terribilmente reale, materiale, grave e urgente come un terremoto che ha ammazzato 17 persone e creato centinaia di sfollati l’ossessione svanisce (e in questo caso anche l’”oggetto” immigrato).

    Quando la realtà ci richiama con l’incredibile potenza distruttrice della scossa della terra, si pensa a questioni come: trovare i soldi, inviare la Protezione civile, coordinare gli aiuti, alleviare le incombenze di “cittadinanza” delle persone colpite (vedi le tasse, vedi ‘Imu).

    Mica si pensa che nel periodo di ossessione son state create cose tipo: per rinnovare il tuo permesso di soggiorno devi presentarti 60 giorni prima della scadenza, pena il mancato rinnovo, il rinnovo è negato dopo sei mesi di disoccupazione (in qualunque situazione, ovviamente, la legge non ammette deroghe!), per rinnovarlo oltre al costo base è stata aggiunta una tassa che va dagli 80 ai 200 euro. Sei un immigrato terremotato e pensavi di chiedere il permesso di soggiorno CE, quello per gli immigrati che vivono da cinque anni nel nostro paese, hanno un buon reddito, sono buoni etc…, quello che va rinnovato ogni cinque anni anche se in realtà la sua validità è illimitata? Peccato, per averlo è necessaria l’idoneità alloggiativa (va da sé: senza deroghe!).

     

di cinzia
pubblicato il 1 giugno 2012
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