Friday 24 May 2013

IL MANIFESTO BLOG
   
Archivi per la categoria ‘India’
  • Un razzo spaziale cinese “Lunga Marcia” sulla rampa di lancio

    Una notizia passata senza clamore nei giorni scorsi: la Cina è diventata il paese che effettua più lanci spaziali, superando Russia e Stati uniti. La fonte è il bollettino di Energomash, il colosso dell’industria aerospaziale russa, che per il primo semestre 2012 ha contato un totale nel mondo di 35 lanci spaziali, di cui dieci cinesi contro nove russi e otto statunitensi: è la prima volta che, su base semestrale, la Cina supera i due tradizionali protagonisti della corsa allo spazio – per non parlare dell’Europa, visto che Ariane ha effettuato solo tre lanci. Un lancio ciascuno hanno effettuato India, Iran, Giappone, Nord Corea (quest’ultimo, peraltro fallito, è stato considerato essere in realtà un test di missile balistico intercontinentale), e un lancio la compagnia privata multinazionale Sea Launch.Energomash mantiene comunque il primato mondiale per quanto riguarda i propulsori: tredici dei lanci compiuti (tutti e nove i russi, tre americani e l’unico di Sea Launch) hanno utilizzato un motore Energomash, nelle sue varianti RD-253 (per i 5 lanci col razzo Proton), RD-180 (per i 3 lanci col razzo americano Atlas-5), RD-120 (per il razzo Zenit 3 usato da Sea Launch), RD-107 (per i 4 lanci col razzo Soyuz). I cinesi hanno usato il razzo Lunga Marcia per tutti e dieci i loro lanci.

di a. d.
pubblicato il 5 luglio 2012
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  • La copertina dell'edizione russa del libro sacro hindu

    Un tribunale nella città siberiana di Tomsk ha respinto la richiesta, avanzata dalla locale procura, di mettere al bando per “estremismo” la traduzione russa di uno dei principali libri sacri della religione hindu, la Bhagavad Gita. Il singolare processo aveva prodotto un incidente diplomatico tra Mosca e New Delhi, con l’ambasciatore russo in India convocato per spiegazioni e con la richiesta formale, da parte del parlamento e del ministero degli esteri indiano, che il governo di Mosca si adoperasse per una positiva soluzione del caso. Il che a quanto pare è effettivamente avvenuto, visto che non succede quasi mai che un giudice russo dia torto alla procura.

    La vicenda era tanto più paradossale in quanto il libro sacro in oggetto non rappresenta certo una novità dell’ultima ora in Russia: le prime copie tradotte furono pubblicate in Russia già nel remoto 1788 e da allora ci sono state numerose edizioni che non hanno mai incontrato nessun problema né da parte delle autorità zariste (e poi sovietiche) né da parte delle gerarchie religiose ortodosse, a conferma di una tradizione nazionale abbastanza tollerante della Russia in materia religiosa. La richiesta di messa al bando era invece venuta su pressioni di ambienti legati alla destra nazionalista, che negli ultimi tempi hanno incominciato a prendersela con le minoranze religiose attive nel Paese. Il testo messo sotto accusa è “L’autentica Bhagavad Gita”, curato dal fondatore della Società Internazionale per la consapevolezza di Krishna, Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

di a. d.
pubblicato il 28 dicembre 2011
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