-
Il “partito del potere” Russia Unita ha come prevedibile vinto tutte e sei le elezioni regionali dove si è votato domenica; ma i risultati ottenuti, in termini assoluti, sono stati inferiori alle speranze dei suoi leader e tali da far intravedere un futuro politico un po’ meno “a partito unico” per il paese. Soprattutto, quasi ovunque è stato piuttosto basso il turnover degli elettori, nonostante gli sforzi di tutto l’apparato statale per ottenere un’alta partecipazione (sforzi che quasi sempre comportano anche brogli, forzature e falsificazioni, definite stavolta “mostruose” dalle opposizioni). Come che sia, i dirigenti del partito di Putin sostengono di aver vinto con risultati migliori di quelli dell’ultima tornata elettorale tenutasi nel paese l’autunno scorso.
Il risultato migliore è stato conseguito nella piccola regione di Tuva, remoto e selvaggio angolo di Siberia ai confini della Mongolia, dove ha votato il 65,6 per cento degli elettori e il 77 per cento dei voti è andato a Russia Unita, contro il 10,3 di Russia Giusta e gli altri partiti fermi su percentuali inferiori alla soglia del 7% necessaria per ottenere dei seggi nel parlamento regionale. Non è escluso che un buon contributo a questo risultato l’abbia dato personalmente il premier Putin con le sue ripetute visite nella regione e le sue dichiarate passioni naturaliste (qui si è fatto riprendere dalle tv con ogni sorta di animali, tigri orsi leopardi e quant’altro, qui è venuto a caccia e a pesca…).
Nelle altre regioni coinvolte dal voto, la situazione appare più equilibrata. Nella regione di Novosibirsk (una delle più importanti della Siberia, ad altissima concentrazione industriale) ha votato solo il 35,7 per cento degli elettori, dando a Russia Unita il 44,8 per cento dei consensi contro il 25,1 andato al Partito comunista, il 16,3 toccato a Russia Giusta e il 10,3 dei nazionalisti di Zhirinovskij. Nella regione di Cheljabinsk, altro poderoso distretto industriale negli Urali, i votanti sono stati il 46 per cento e di essi il 56 per cento ha dato fiducia a Russia Unita, contro il 15 che ha preferito Russia Giusta, l’11 i comunisti e il 9 i nazionalisti.
Nell’estremo oriente della regione di Magadan l’affluenza alle urne è stata del 39,5 per cento; metà dei votanti ha appoggiato Russia Unita, il 15,6 i comunisti, il 13,9 i nazionalisti e l’11,1 Russia Giusta. Cinquanta per cento dei voti per Russia Unita anche nella povera regione di Kostroma (Russia del nord) e un confortante 66 per cento nella regione agro-industriale di Belgorod (Russia occidentale), in entrambi i casi con gli altri tre partiti (comunisti, nazionalisti e “giusti”) a debita distanza, fra il 10 e il 20 per cento dei consensi.
Ancora non è noto il risultato finale di un’altra interessante partita elettorale, quella per il posto di sindaco della città di Samara, una delle maggiori del paese, dove il candidato di Russia Unita, Dmitrij Azarov, partiva dall’opposizione essendo il municipio in mano a un sindaco di Russia Giusta, Viktor Tarkhov, che aveva vinto le ultime elezioni. Azarov sembra avviato comunque a vincere, secondo le prime proiezioni e secondo l’opinione generale raccolta dai giornalisti locali, secondo i quali l’amministrazione di Tarkhov è stata talmente inefficace di fronte ai gravi problemi che attanagliano la città (uno dei poli industriali più importanti della Russia) da fargli perdere il vasto consenso di cui godeva; Azarov si è presentato paradossalmente come il candidato del rinnovamento contro la vecchia nomenklatura cittadina, e questo pare avergli assicurato un largo appoggio popolare.
pubblicato il 11 ottobre 2010
Tag: Russia
|
È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.
Lascia un Commento
- gennaio 2013
- novembre 2012
- ottobre 2012
- settembre 2012
- agosto 2012
- luglio 2012
- giugno 2012
- maggio 2012
- aprile 2012
- marzo 2012
- febbraio 2012
- gennaio 2012
- dicembre 2011
- novembre 2011
- ottobre 2011
- settembre 2011
- agosto 2011
- luglio 2011
- giugno 2011
- maggio 2011
- aprile 2011
- marzo 2011
- febbraio 2011
- gennaio 2011
- dicembre 2010
- novembre 2010
- ottobre 2010
- settembre 2010
- agosto 2010
- luglio 2010
- giugno 2010
- maggio 2010
- aprile 2010
- marzo 2010
- febbraio 2010
- gennaio 2010
- dicembre 2009
- novembre 2009
- ottobre 2009
- settembre 2009
- agosto 2009
- luglio 2009
- giugno 2009
- maggio 2009
- aprile 2009
- marzo 2009
- febbraio 2009
- gennaio 2009
- dicembre 2008
- Harken su Un mezzo trasloco
- stefano su Un mezzo trasloco
- erverin3764 su Un mezzo trasloco
- erverin3764 su Un mezzo trasloco
- Sergio Finardi su Un mezzo trasloco
- Annaviva
- Baikal World Web
- Caucasian Knot
- Caucasus Journalists
- CeceniaSOS
- Comitato per la pace nel Caucaso
- DE REBUS ANTIQUIS ET NOVIS
- Eagle and the Bear
- English Russia
- Eurasianet
- Far from Moscow
- In Moscow's Shadows
- karlmarxplatz
- La Russia che non tutti conoscono
- La Russophobe
- Latvia Economy Watch
- Mat Rodina
- Osservatorio Caucaso
- Raffaele Mastrolonardo
- Ragoburgo
- Robert Amsterdam
- RUNET-ECHO
- Russia Blog
- Russia di Vadim Nikitin
- russiablog
- sean's russia
- The Sochi Project
- Antiviolenza
- Anziparla
- AutoCritica
- Chips&Salsa
- Compagni di squadra
- Dal Giappone con Furore
- EstEstEst
- FranciaEuropa
- Game Odissey
- Generazioni Occupy
- Horror Vacuo
- Islamismo
- La finanza spiegata ai gatti
- La Rete nel cappio
- Losangelista
- Lo scienziato borderline
- Napoli centrale
- Nuvoletta Rossa
- Popocatépetl
- Poltergeist
- Quinto Stato
- Rovesci d'Arte
- Street Politics







