Wednesday 16 May 2012

IL MANIFESTO BLOG
   notizie dall'ex impero del male a cura di Astrit Dakli
Share 'Moldova, tutto da rifare' on AddThis Share 'Moldova, tutto da rifare' on Facebook Share 'Moldova, tutto da rifare' on FriendFeed Share 'Moldova, tutto da rifare' on Google Reader Share 'Moldova, tutto da rifare' on Tumblr Share 'Moldova, tutto da rifare' on Twitter Share 'Moldova, tutto da rifare' on Email
Moldova, tutto da rifare
  • Per la terza volta in meno di due anni la Moldova, ex repubblica sovietica nonché titolare del poco ambito titolo di Paese più povero d’Europa, è andata alle urne per eleggere i 101 deputati del Parlamento (camera unica). E per la terza volta, il risultato non è stato tale da consentire un’uscita chiara dall’impasse politica in cui il Paese si trova. A vincere nettamente, con il 41 per cento dei voti e 44 seggi su 101, è stato il Partito comunista; a seguire il Partito liberaldemocratico con il 28,7 % e 31 seggi, il Partito democratico con il 12,9% e 15 seggi e infine il Partito liberale con il 9,3% e 7 seggi. Come le due volte precedenti, quindi, né i comunisti (che hanno perso qualcosa) né un’alleanza degli altri tre partiti (ne hanno perso uno per strada, rimasto sotto la soglia del 4%) possono disporre dei 61 seggi (i tre quinti del totale) necessari per eleggere il presidente della repubblica – che la costituzione, inutilmente sottoposta a un referendum per modificarla, vuole eletto dal parlamento.

    Il leader del Pc moldavo, Voronin

    Si ripropone quindi ancora una volta il dilemma per i tre partiti “borghesi”: adeguarsi a un’alleanza con i comunisti oppure cercar di governare da soli, ma senza poter eleggere la massima carica dello Stato e quindi restando in condizioni di sostanziale impotenza (in realtà non è che il Pcm sia molto diverso dagli altri, ma è pur sempre l’erede diretto del vecchio Pcus sovietico, branca moldava). Il leader del Pc, cioè l’ex presidente della repubblica Vladimir Voronin, immediatamente dopo aver visto i risultati ha lanciato un’offerta al Partito democratico per costituire un’alleanza di governo: alleanza che però non riuscirebbe in ogni caso a mettere insieme i numeri per eleggere anche il presidente (mancherebbero due voti). Si preannuncia quindi, come già è avvenuto in passato peraltro senza esito, una complessa “campagna acquisti” in parlamento per recuperare qualche voto in più in cambio di… qualcosa.

    A dividere i deputati in modo trasversale ai partiti, oltre a tutto, c’è anche la mai sopita “questione nazionale”, cioè la scelta se avvicinarsi di più o di meno al traguardo di un’unione con la vicina Romania; e, sul versante opposto, la questione della riunificazione con i “fratelli separati” della Transdnistria – entrambe questioni che coinvolgono pesantemente la collocazione internazionale del Paese tra Unione Europea e Russia e che dunque provocano attenzioni non sempre disinteressate sia da parte di Bruxelles che da parte di Mosca. Nell’attesa, la Moldova sembra destinata a restare confinata nella condizione di emarginazione e sottosviluppo che la attanaglia da troppo tempo.

di a. d.
pubblicato il 29 novembre 2010
Tag:
|
È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.


Un Commento a “Moldova, tutto da rifare”

  1. verita` Scrive:

    I comunisti,in qualsiasi parte del mondo,sono Ladri,assassini,non hanno voglia di lavorare,e mettono il paese in Rovina.Esempio:L’Ucraina!!Prima si stava abbastanza meglio,anche se la povera gente molto povera mangiava poco.Adesso non puo` proprio mangiare!Tutto aumentato,tutto carissimo!E perche`?Per fare arricchire i ladri che stanno al Governo.Ci vuole un rivoluzione!!! questi devono andare VIA!!

Lascia un Commento

Pagine
 
novembre: 2010
L M M G V S D
« ott   dic »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930  
GLI ALTRI BLOG