Wednesday 16 May 2012

IL MANIFESTO BLOG
   notizie dall'ex impero del male a cura di Astrit Dakli
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Kirill moltiplica i vescovi
  • Il patriarca Kirill (Vladimir Mikhajlovic Gundjaev)

    Il Patriarcato ortodosso di Mosca sta procedendo a una vasta riorganizzazione territoriale che secondo alcuni rappresenta la più importante riforma della chiesa ortodossa da quando questa, con la fine dell’URSS e del ruolo guida del Partito comunista sovietico, ha ripreso la sua piena autonomia dallo Stato. Seguendo le direttive del patriarca Kirill, sono state istituite 13 nuove eparchie (diocesi) che si aggiungono alle 8 create la primavera scorsa e alle 49 preesistenti che coprivano il territorio della Federazione russa (molte altre eparchie, circa 80, si trovano fuori dalla Russia per le necessità spirituali dei fedeli ortodossi che vivono all’estero).

    La creazione di numerose nuove eparchie, di cui alcune situate nei vasti e poco popolati territori del nord e dell’est del Paese, è giustificata con la necessità di ridurre il territorio di competenza delle singole diocesi, alcune delle quali sono talmente vaste e con i centri abitati talmente dispersi che il lavoro dei vescovi (i titolari delle eparchie) per visitare le singole parrocchie diventa troppo costoso e faticoso quando non letteralmente impossibile: si citano i casi di preti che nelle loro parrocchie ricevono una visita pastorale dal proprio vescovo, basato magari a più di mille chilometri di distanza, solo una o due volte nella loro vita. In effetti, alcune eparchie della Siberia coprono estensioni immense e raggiungere i singoli villaggi a volte è possibile solo con l’elicottero o con lunghissimi percorsi in fuoristrada: il che rende difficile ai vescovi avere una visione effettiva di quanto accade nelle loro giurisdizioni, e dunque prendere decisioni e provvedimenti adeguati alla realtà delle parrocchie.

    D’altra parte non manca chi fa notare che con la creazione di nuove eparchie e quindi con la nomina di nuovi vescovi di sua scelta, Kirill ottiene anche lo scopo non secondario di rafforzare considerevolmente la propria posizione e la propria autorità all’interno delle riluttanti gerarchie ortodosse. Una condizione di importanza sempre maggiore man mano che la chiesa, come sta accadendo in questi ultimi vent’anni, assume nella società russa un ruolo guida anche politico, lasciato vacante dai partiti esistenti e in particolare da Russia Unita, formazione pigliatutto che governa il Paese a tutti i livelli ma ha rinunciato fin dalla nascita ad avere un’ideologia di riferimento e a fornire dei “modelli” ai cittadini.

di a. d.
pubblicato il 9 ottobre 2011
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