Le aveva chieste proprio Vladimir Putin, meno di due mesi fa, proponendo di cambiare al volo la legge per rendere obbligatorie le primarie già per le elezioni parlamentari di dicembre. Ma adesso la situazione è cambiata: per le presidenziali del prossimo marzo niente primarie, non ce n’è bisogno. Anzi, non se ne parla proprio. Il dietrofront è venuto oggi con una dichiarazione del portavoce di Putin, Dmitrij Peskov, che ha smentito le voci di stampa secondo cui ci sarebbero state delle primarie nel partito Russia Unita per designare formalmente il candidato alle presidenziali 2012: “Il candidato del partito alle presidenziali – ha detto Peskov – è nominato a voto segreto da una convenzione del partito sulla base di una proposta del bureau del Consiglio superiore approvata dal presidium del Consiglio generale”. In altre parole, gli iscritti e gli elettori non devono avere voce in capitolo, visto che la decisione è già stata presa e che il candidato sarà Putin. Formalmente, la candidatura di Putin è ancora soltanto una battuta pronunciata dal presidente Medvedev nel corso del recente congresso del partito; la sua formalizzazione deve ancora avvenire e il partito dovrà pur esprimersi in qualche modo.L’improvviso voltafaccia rispetto a quanto era stato proposto da Vladimir Vladimirovic sembra tradire una certa insicurezza nella fedeltà e nella convinzione degli iscritti e degli elettori di Russia Unita; altrimenti non ci sarebbe stato motivo di non consacrare con un voto popolare la candidatura dell’uomo più stimato del Paese. Ma le prospettive di imminente crisi economica e il calo generale di consensi che il partito ha registrato nel corso degli ultimi due-tre anni devono aver consigliato un atteggiamento più prudente, nel timore che proprio dall’interno del corpaccione di Russia Unita possa venire un segnale simbolicamente molto forte di disagio politico, quale sarebbe un’investitura di Putin come candidato con una percentuale troppo bassa.
pubblicato il 14 ottobre 2011
Tag: Russia
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3 Commenti a “Putin ci ripensa, niente primarie”
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19 ottobre 2011 alle 20:43
A a.d. non piace Putin, non piaceva l’Unione Sovietica, ma continua a negare di essere un anticomunista e continua a descrivere la Russia come
l’impero del male, su un giornale guarda caso comunista. Almeno dica da parte sta.
19 ottobre 2011 alle 21:05
C’è poco da piacere o non piacere. Io cerco di descrivere le cose così come le posso vedere e capire. Sia Putin che l’Urss hanno o hanno avuto aspetti positivi e aspetti negativi, e non vedo perché nascondere gli uni o gli altri . Quanto al comunismo, già l’Urss c’entrava poco e ora Putin non c’entra proprio per niente. Quindi non capisco il senso delle osservazioni del lettore. Infine, questo blog si richiama all’EX impero del male, con una citazione ironica della famosa frase di Ronald Reagan.
24 ottobre 2011 alle 14:11
L’articolista come si vede preferisce chiaramente l’ironia di ex-attore, fra i piu’ mediocri uomini nel mondo del cinema e di un ancora piu’ mediocre ed impreparato uomo politico eletto presidente degli USA immeritatamente e a mo’ di tappabuchi, per intitolare
una rubrica che alla russa si potrebbe definire come un ni riba,ni miasa,ovvero una specie di un dare un colpo la cerchio ed uno alla botte.