Un migliaio di veterani del cosiddetto “esercito dei liquidatori” di Chernobyl ha letteralmente preso d’assalto oggi il Parlamento ucraino chiedendo il ritiro del progetto di legge che toglie loro una serie di sussidi e benefit. Gli ex “liquidatori”, cioè i sopravvissuti di quel mezzo milione e più di lavoratori civili e militari che nei mesi successivi alla catastrofe del 1986 lavorarono con gravi rischi per pulire tutta la zona dai residui radioattivi, rientrano tra i dieci milioni di cittadini che a vario titolo hanno finora goduto di benefit e sostegni economici di Stato che il governo ha ora deciso di azzerare per migliorare i conti pubblici. L’assalto al parlamento è stato bloccato con fatica e scontri dai cordoni di polizia; i manifestanti hanno allora chiesto che qualche membro del governo e in particolare il vicepremier Tigipko (un miliardario prestato alla politica e alleatosi con il partito del presidente Yanukovich) venga all’esterno a discutere con loro. Per il momento sembra che i deputati, per timore del peggio, abbiano deciso di rinviare ancora una volta la seconda e definitiva lettura del provvedimento di legge, approvato in prima lettura agli inizi di settembre e successivamente rimasto in sospeso per le fortissime proteste delle categorie interessate. L’opposizione e in particolare il partito dell’ex premier Timoshenko, ovviamente, soffiano sul fuoco e hanno fatto propria la causa dei “liquidatori”, rendendo molto difficili i lavori del parlamento.
pubblicato il 1 novembre 2011
Tag: Ucraina
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