Wednesday 16 May 2012

IL MANIFESTO BLOG
   notizie dall'ex impero del male a cura di Astrit Dakli
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Russe in affari
  • Natalia Kasperskaya

    Nei giorni scorsi il sito Ekho Moskvy ha pubblicato, facendosi riprendere da diversi giornali, un elenco delle 100 donne più influenti e famose della Russia odierna. Ottenuto attraverso un vasto sondaggio tra giornalisti ed esperti, l’elenco è dominato come sempre (e come del resto avviene nella maggior parte dei paesi del mondo) da donne di spettacolo – attrici, cantanti, soubrette di vario genere – e da politiche, magistrate, scienziate, giornaliste, sportive, scrittrici e “mogli di”: ma contiene, abbastanza sorprendentemente, un buon quarto di donne d’affari, imprenditrici, titolari o manager di aziende. Una forte crescita dai tempi non lontani in cui l’unica o quasi donna-manager era Elena Baturina, la ricchissima moglie dell’ex sindaco di Mosca Yurij Luzhkov.

    Una sorpresa, perché in una Russia in generale molto maschilista l’ambiente del business lo è in modo particolare – e non a caso, visto che nel Paese la “libera impresa” è nata da poco tempo da un brodo di coltura di tipo criminal-avventuriero, chiaramente più adatto a maschi aggressivi e violenti. Come sottolinea il giornale Moscow News, in russo non esiste nemmeno una parola che indichi la figura dell’imprenditrice, al di là del ridicolo biznesmenka, letteralmente “uomo d’affari donna”. La crescita di popolarità e importanza delle imprenditrici nell’immaginario collettivo è dunque molto significativa, e va considerata un trend positivo nella società russa odierna: come sottolinea l’economista Natalia Orlova, è il segno di una crescita d’importanza delle “regole”, nel mondo del business, rispetto alla “forza”, che finora è stata dominante.

    Da notare come nel gruppo delle imprenditrici importanti figurino in primo piano le donne che gestiscono banche e altre aziende finanziarie e quelle alla testa di case editrici, di produzioni cine-tv e simili; ma anche diverse donne che guidano aziende ad alta tecnologia – l’esempio più noto è quello di Natalia Kasperskaya, dirigente di InfoWatch, l’azienda che produce e vende in tutto il mondo (oltre a numerosi altri prodotti) uno dei migliori software antivirus esistenti – “Kaspersky”, per l’appunto, che forse sta “girando” anche sul vostro computer in questo momento.

di a. d.
pubblicato il 31 gennaio 2012
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14 Commenti a “Russe in affari”

  1. Francesco Manzella Scrive:

    La società economica russa rispecchia in pieno il suo giudizio circa la virilità del ruolo delle imprese marchiatamente maschiliste, ma queste eccezioni bisogna catalogarle come l’assuefazione del mondo femminile ad un certo “stile” di vita ed un certo modo di “pensare”.

    Francesco Manzella
    Villa Vicentina (UD)

  2. ira64 Scrive:

    E’ORA CHE TOGLI DALLA RUBRICA EST EST EST QUEL SOTTOTITOLO EX IMPERO DEL MALE. I SOVIET E L’URSS NON SONO MAI STATI UN MALE PER GLI ABITANTI DI QUELLE REPUBBLICHE SOCIALISTE, MA AL CONTRARIO SEGNARONO UNA SVOLTA EPOCALE CHE CONFERI’ DIGNITA’, GIUSTIZIA ED EQUITA’ ALLA CLASSE OPERAIA DOPO QUASI DUE MILLENNI DI SCHIAVITU’ E SOFFERENZE INDESCRIVIBILI !

  3. Fabio Scrive:

    Il capitalismo è un’ingiusta ripartizione della ricchezza. Il comunismo è una giusta distribuzione della miseria (riportata da Churchill ma già diffusa in forma anonima ai suoi tempi).

    E’ stato il patriottismo, non il comunismo, ad ispirarmi (Ho Chi Min).

    Il comunismo non è amore. Il comunismo è un maglio che si usa per schiacciare il nemico (Mao Zedong).

    Dopo il crollo del comunismo nella Repubblica Ceca si ha la libertà di credere. Prima le credenze e la libertà di esprimersi erano molto limitate. Ora ci si esprime liberamente. Molti credono nel buddismo. Prima anche per la religione non c’era scelta. Non si potava fare nulla. Non ci si poteva esprimere artisticamente, negli scritti, nella musica. Non si poteva parlare di politica. Ora è tutto diverso (Eva Herzigova, che non sarà un’esperta di scienze politiche ma avendo vissuto in una succursale dell’Impero del Male può parlare, lei, per esperienza diretta ed esistenziale).

    Detto questo mi sembra che l’autore della rubrica, in quanto “comunista” (a differenza mia), abbia messo il sottotitolo Impero del Male in senso ironico. Come dire: vediamo cosa succede ora dopo che i liberali (come me) ed i fasci gli han dato tanto addosso. Detto questo a me la rubrica sembra la parte più bella del Manifesto.

  4. MaU Scrive:

    Ira, e basta. Scrivere maiuscolo è voler a tutti i costi sbraitare il proprio messaggio. “quel sottotitolo” che contiene un’ironia che ti sfiora a 200 km/h (che bella corrente d’aria, non te ne accorgi?) non disturba nessun’altro lettore. ti chiedi perché?

  5. ira64 Scrive:

    Fabio fa da spalla a a.d. e MaU fa finta di non accorgersi che a leggere questa rubrica siamo in tre gatti … Io non ho paura a dichiararmi comunista e continuare ad esserlo, a differenza di a.d. che scrive su un giornale comunista, pur parlando male dei comunisti e del comunismo !

  6. Fabio Scrive:

    Faccio da spalla ad un giornalista del manifesto. Vi giuro questa non me l’avevano ancora detta… Poi, sai cosa mi interessa se siamo tre gatti: finchè c’è la leggo perchè la trovo interessante anche se scritta da un giornalista molto distante dalle mie idee.

  7. MaU Scrive:

    una cosa è chi commenta, di sicuro saranno meno dei visitatori. più che altro in questo modo si va “off-topic”.

    penso comunque che nel crescente ruolo della donna in Russia c’entri anche la bassa età media maschile, che lascia crescenti spazi alle donne..

  8. ira64 Scrive:

    Nella Repubblica Ceca, come in Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia, il partito comunista e’ stato messo fuori legge. Ma prova ad andare in quei paesi oggi… troverai che il costo della vita e’ piu’ caro che in Italia, Francia e Germania e le paghe di chi ancora trova lavoro e le pensioni, sono da fame! Questo ha prodotto un sistema capitalistico selvaggio in meno di 20 anni dalla caduta dell’URSS. Voglio qui ricordare soprattutto che durante il periodo sovietico, ogni stato facente parte dell’URSS aveva un suo proprio governo con un suo proprio statuto e con sue proprie leggi. Di quale dittatura parlate, dunque, voi che vi riepite la bocca di democrazia e di liberta’ ? Oggi, sempre in quei paesi, la gente e’ costretta ad emigrare in cerca di lavoro, la sola speranza che rimane loro di poter continuare a vivere.

  9. Marco Siddi Scrive:

    Caro Dr. Dakli,
    sono un giovane ricercatore che si occupa di Russia e seguo sempre con interesse il suo blog. Questa e’ la mia pagina web, con le mie pubblicazioni: http://exact-training.net/11493.html
    Cercavo di contattarla per chiederle se sarebbe disponibile per un colloquio (…)
    Marco.

  10. a. d. Scrive:

    @Marco Siddi: mi contatti per favore via facebook (adakli48) o via email (redazioneweb@ilmanifesto.it)

  11. begemot Scrive:

    Polonia, Repubblica Ceca e paesi baltici che avevano il loro proprio governo?!? Cos’è una barzelletta? O una provocazione? Chiunque ha studiato un minimo di storia, o almeno letto gli autori e i poeti di quei paesi sa benissimo che la situazione era ben altra. Che poi il capitalismo sia un sistema che crea ignobili disuguaglianze, è tutt’altro discorso..e non è questa la sede per affrontarlo. Sul fatto che a leggere il blog siamo quattro gatti non ci giurerei e spero proprio che non sia così. Ma la colpa eventualmente non sarebbe certo del servizio offerto, ottimo, semmai del vergognoso e assai triste crollo dell’attenzione dell’Occidente nei riguardi della Russia.

  12. ira64 Scrive:

    Nessuna barzelletta o provocazione,io sono lettone e al signor (o signora) begemont posso inviare documentazione e giornali che attestano quanto ho affermato nel mio commento.

  13. ira64@one.lv Scrive:

    per begemont (dall’inglese)

    A Latvian constituent assembly, elected in April 1920, met in Riga on May 1, and on August 11 a Latvian-Soviet peace treaty was signed in Riga, under which the Soviet government renounced all claims to Latvia. The Latvian constitution of Feb. 15, 1922, provided for a republic with a president and a unicameral parliament, the Saeima, of 100 members elected for three years

  14. ira64@one.lv Scrive:

    E ora tolgo l’incomodo. Evviva il Comunismo rivoluzionario !

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