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Sembra mettersi male per i media russi, nelle settimane che mancano da qui alle elezioni presidenziali del 4 marzo. Se ieri a ricevere un colpo pesante era stata la popolarissima e autorevole emittente radiofonica Ekho Moskvy, il cui comitato di direzione è stato azzerato dal proprietario statale Gazprom Media, oggi a denunciare un attacco è la star televisiva Ksenia Sobchak, conduttrice di un programma di intrattenimento politico su MTV inopinatamente soppresso dalla direzione in quanto “non rispondente al gusto dello specifico target di spettatori dell’emittente”. In realtà, dice Sobchak, il fulmine è caduto a ciel sereno, dopo la seconda puntata della trasmissione, “quando ho reso noto che nella terza puntata avrei avuto come ospite Alekej Navalny”, il popolarissimo blogger anti-corruzione che negli ultimi mesi è assurto a vero e proprio leader informale del movimento di opposizione a Putin nato sul web. Sobchak, che ha partecipato in prima fila a tutte le grandi manifestazioni di protesta contro le “elezioni sporche” del parlamento, il 4 dicembre scorso, sostiene che la sua trasmissione aveva fatto registrare indici di ascolto superiori alla media di MTV e che quindi la giustificazione adottata per toglierla dal palinsenso non ha senso se non quello di una “punizione” politica per la posizione anti-putiniana sua e della sua trasmissione.
Va ricordato che Ksenia Sobchak, figlia dello scomparso sindaco di San Pietroburgo Anatoly Sobchak, è una specie di nipotina (o sorellina minore, se si preferisce) di Vladimir Putin, che del potente ex sindaco era stato uno strettissimo collaboratore per anni, un vero e proprio protegé, e che gli deve molto della sua carriera politica. Proprio in virtù di questa quasi-parentela Ksenia aveva potuto finora muoversi con molta disinvoltura e molta libertà sulla scena dello show business, meritandosi il titolo di “Paris Hilton russa” per i suoi numerosi amanti e la sua sovraesposizione erotico-mediatica. Solo di recente la giovane (oltre a tutto molto ricca e influente) aveva anche incominciato ad occuparsi di politica, fino alla svolta delle manifestazioni di dicembre: una scelta che potrebbe costarle cara.
E intanto non sono finiti i guai per Ekho Moskvy – accusata da Putin in persona di “continue critiche infondate” e addirittura di “far piovere diarrea” sul governo; anzi, i guai veri sembrano appena incominciati. Ieri il veterano direttore della radio, Aleksej Venediktov aveva annunciato che la rimozione del comitato dei direttori non riguardava il suo proprio ruolo alla testa dell’emittente, che per statuto può essere terminato solo con il consenso del 75 per cento degli azionisti (e Gazprom Media detiene solo il 66 per cento, il resto essendo del collettivo dei giornalisti e di Venediktov personalmente). Ma oggi si è appreso che anche la Procura di Mosca sta indagando sulla radio e Venediktov è stato convocato per testimoniare: secondo le indiscrezioni, un non meglio precisato “cittadino di Tambov” (una città della Russia centrale) avrebbe sporto denuncia per presunte violazioni del codice del lavoro avvenute dentro la radio. Se si dovesse arrivare ad una vera e propria incriminazione, è chiaro che Venediktov potrebbe a quel punto venir sostituito da qualcun altro, presumibilmente più gradito alla proprietà.
pubblicato il 15 febbraio 2012
Tag: Russia
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2 Commenti a “Fulmini di Putin sulla “nipotina” Ksenia”
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16 febbraio 2012 alle 01:44
simili comportamenti che diventano via via sempre più numerosi sono segno che la situazione sta sfuggendo di mano.. che l’opposizione trovi uomini-simbolo grazie a queste pseudo-epurazioni?
12 giugno 2012 alle 13:54
ma se continua a dirigere tutte le sere DOM 2 il grande fratello russo, c’è chi crede ancora ai giganti ……ai russi che mangiano i bambini