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L’ennesimo, umiliante disastro tecnico di lunedì scorso sta facendo seriamente ripensare la Russia ai propri programmi aerospaziali. Un razzo vettore della classe Proton-M ha avuto un guasto tecnico mentre andava a mettere in orbita due costosi satelliti per telecomunicazioni (entrambi russi, ma uno era stato acquistato dall’Indonesia) che quindi sono andati perduti. A questo punto le autorità del settore hanno sospeso tutti i prossimi lanci in programma – otto, in questo 2012, di cui il primo avrebbe dovuto avvenire il 23 agosto – in attesa dei risultati dell’inchiesta sull’incidente di lunedì.
Nel frattempo il governo, nella persona del premier Dmitrij Medvedev, ha mostrato una rabbiosa insoddisfazione nel modo in cui l’attività del settore aerospaziale viene portata avanti da Roskosmos, l’agenzia federale per la cosmonautica: “Non possiamo andare avanti così, il Paese sta perdendo troppi soldi e soprattutto perde credibilità”, ha detto Medvedev. Gli ha fatto eco il vicepremier Dmitrij Rogozin (sì, quello che ha dato della “vecchia bagascia” a Madonna per il suo sostegno alle Pussy Riot), che ha l’incarico di sovrintendere all’industria militare, accusando apertamente Roskosmos di avere idee vecchie e superate: “Finché il più giovane dirigente di Roskosmos sarà un 62enne, possiamo soltanto sognarci Marte”. L’umiliazione per la Russia è tanto più grande in quanto proprio negli stessi giorni del fallito lancio del Proton-M il mondo si è riempito di titoli e fotografie dedicati ai successi del modulo americano Curiosity su Marte. Quest’anno, in precedenza, era clamorosamente fallita una missione russa su Phobos, uno dei satelliti di Marte.
La Russia ha ancora il primato nel numero complessivo dei lanci di satelliti scientifici e commerciali e nel “mercato” mondiale dei razzi vettori, ma è un primato che si va rapidamente riducendo e che il tasso elevatissimo di fallimenti mette in crisi – anche se l’enorme costo della perdita dei satelliti (in media cento miioni di dollari l’uno) viene di regola sopportato dalle compagnie di assicurazioni. Ora sembra probabile che a Roskosmos cadano diverse teste, compresa quella del suo massimo responsabile Vladimir Popovkin: anche se da più parti si tende a sottolineare che la vera colpa dei fallimenti a ripetizione (ormai il tasso di fallimenti sul totale dei lanci è arrivato ad essere il triplo di quel che accade con i lanci cinesi e americani) non è tanto da ricercare dentro l’agenzia federale ma nelle priorità sbagliate del governo, che non finanzia in modo adeguato i programmi di ricerca scientifica e tecnologica.
pubblicato il 11 agosto 2012
Tag: Cina, Russia, Stati Uniti
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13 agosto 2012 alle 16:05
Sembra che sia un brutto periodo per le esplorazioni spaziali, neanche gli americani fanno faville:
http://video.unita.it/media/Scienze/Nasa_flop_sonda_per_la_luna_esplode__5464.html