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La più autorevole emittente radiofonica russa, Ekho Moskvy (“l’eco di Mosca”) ha perso di colpo l’intero comitato di direzione – o quasi – in una ancor confusa operazione di allineamento politico. O forse come punizione per il modo in cui ha seguito le manifestazioni di protesta anti-Putin. La notizia è stata data via twitter dal notissimo direttore della radio, Aleksej Venediktov, il quale però sostiene di essere ancora in carica fino al 2014. La decisione di licenziare tutti i membri del comitato (salvo Venediktov, ma la cosa non è ben chiara) è stata presa dalla proprietà della testata, cioè Gazprom Media, la società del gruppo Gazprom che si occupa di informazione e che possiede vari giornali e televisioni di primaria importanza nazionale; nessuna motivazione ufficiale, anche se tutti hanno pensato subito al duro attacco pubblico che Vladimir Putin ha sferrato contro la radio il mese scorso, incontrando proprio Venediktov. Il premier aveva allora affermato che Ekho Moskvy aveva “fatto piovere diarrea” su di lui, di alimentare “critiche immotivate” contro il governo e infine, più grave di tutto, di “servire interessi stranieri”.
Ovviamente il portavoce del premier, Dmitrij Peskov, ha smentito qualsiasi coinvolgimento del suo capo nella vicenda, sostenendo che “probabilmente si tratta di una questione interna tra Gazprom e la radio”; ma è difficile credergli – anche se è chiaro che l’intera operazione non gioverà di sicuro al candidato Putin, che sta cercando in queste settimane di presentare agli elettori e ai russi indignati un volto più “soft” e aperto al dialogo con gli oppositori. Nonostante il fatto di essere di proprietà del colosso energetico statale Gazprom, che in generale esercita per conto del Cremlino la funzione di cane da guardia dei media, oltre che di braccio economico della politica estera, Ekho Moskvy ha sempre saputo mantenere finora una notevole indipendenza che l’ha fatta apprezzare da tutti, aprendo i suoi microfoni alle personalità più varie di qualsiasi opinione politica. Un suo brusco allineamento al conformismo di regime sarebbe un duro colpo ai tentativi – evidenti negli ultimi mesi un po’ in tutto il mondo dei media russi – di riconquistare spazi di libertà per l’informazione.
La radio, nata nell’agosto 1990, è rimasta di proprietà di un trust di istituzioni pubbliche (tra cui anche l’università della capitale) fino al 1994, quando venne acquistata dal gruppo Media-Most del tycoon Vladimir Gusinski; nel 2001, al culmine dello scontro tra quest’ultimo e il Cremlino, l’emittente passò sotto il controllo di Gazprom Media, che ne detiene tuttora il 66% del pacchetto azionario, il rimanente essendo di proprietà del collettivo dei giornalisti e personalmente di Venediktov.
pubblicato il 14 febbraio 2012
Tag: Russia
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Con questa nuova “linea informativa” vogliamo fornire, a chi interessa e non ha modo di accedere a fonti più dirette, alcune notizie di tipo generale che ci sembrano di rilievo, provenienti dalla Russia e da altri paesi dell’ex Unione sovietica. E’ un tentativo, modesto, di andare oltre l’opacità che sui media occidentali – e italiani in modo particolare – sembra circondare questi luoghi, pur tanto vicini e importanti anche per le nostre società. Cercheremo di fornire notizie politiche, ovviamente, ma anche di economia e società, e dove possibile anche notizie culturali e informazioni pratiche, il tutto in modo alquanto soggettivo e senza alcuna pretesa di completezza: il blog è gestito da una sola persona, con tutti i limiti che ciò comporta. Accanto alle notizie raccontate in modo diretto, segnaleremo anche link alle fonti più interessanti e consultabili (in lingua inglese); sono naturalmente graditi contributi e commenti dei lettori.
pubblicato il 18 dicembre 2008
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