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	<title>EST EST EST</title>
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	<description>notizie dall&#039;ex impero del male a cura di Astrit Dakli</description>
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		<title>Ucraina, giochi fatti per Yanukovich</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a. d.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chiusa la tormentosa &#8220;era arancione&#8221;, mandati a casa prima l&#8217;ultrà nazionalista Yushenko e poi la bellicosa Timoshenko, Viktor Yanukovich è riuscito più in fretta del previsto a terminare con successo le grandi manovre per la formazione di una nuova maggioranza e un nuovo governo; e adesso potrà tentare di guidare il paese fuori dal terribile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiusa la tormentosa &#8220;era arancione&#8221;, mandati a casa prima l&#8217;ultrà nazionalista Yushenko e poi la bellicosa Timoshenko, Viktor Yanukovich è riuscito più in fretta del previsto a terminare con successo le grandi manovre per la formazione di una nuova maggioranza e un nuovo governo; e adesso potrà tentare di guidare il paese fuori dal terribile pantano economico e sociale in cui si trova. Perlomeno, adesso non ci sono impedimenti politici davanti a lui; anche la rovente accusa della ex premier esautorata (&#8220;in questo governo sono rappresentati tutti gli oligarchi&#8221;) non è di quelle che possono rendere difficile la vita a chi ha in mano ora le leve del potere &#8211; tantopiù che, come si dice, la predica non viene proprio dal pulpito più limpido.</p>
<p>La nuova maggioranza di governo, resa possibile da una legge approvata in tutta fretta che consente ai singoli deputati di tirarsi fuori dalla disciplina del partito con cui sono stati eletti, è formata dal Partito delle Regioni dello stesso Yanukovich (che ne costituisce l&#8217;80 per cento), dal Partito comunista di Petro Simonenko, dal Blocco Lytvyn (il partito dello speaker del parlamento Volodomyr Lytvyn, che stava anche nella maggioranza precedente) e da alcuni deputati che hanno cambiato lato della barricata dopo essersi &#8220;liberati&#8221; dal partito di Yushenko e da quello della Timoshenko.</p>
<div id="attachment_1515" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/azarov.jpg"><img class="size-full wp-image-1515" title="azarov" src="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/azarov.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Mykola Azarov (a sinistra) con Viktor Yanukovich</p></div>
<p>Quel che più conta, Yanukovich è riuscito a mettere insieme un esecutivo che si preannuncia abbastanza compatto e affidabile. Il nuovo premier è stato scelto nella persona di Mykola Azarov, un navigatissimo funzionario di origine russa che è stato lungamente viceprimo ministro negli anni in cui premier era lo stesso Yanukovich (2002-2005 e poi 2006-2007), sempre con l&#8217;incarico di supervisore delle finanze. Di orientamento conservatore piuttosto che riformista (secondo un altro lessico, statalista piuttosto che liberista), molto attento alla spesa pubblica, avrà il compito arduo di convincere il FMI a riprendere l&#8217;erogazione del massiccio finanziamento promesso alla Timoshenko l&#8217;anno scorso ma poi congelato perché Kiev non adempiva alle condizioni-capestro legate al prestito. Azarov ha già messo le mani avanti nel suo primo discorso, affermando che ottenere la ripresa dei finanziamenti sarà molto difficile senza che le condizioni annesse vengano &#8220;ammorbidite&#8221; dal FMI. Per rendere più convincente il ruolo di Azarov, Yanukovich gli ha affiancato come vicepremier incaricato delle riforme economiche il banchiere Serhij Tihypko, candidato giunto terzo alle presidenziali e con una fama &#8211; non si sa quanto realistica &#8211; di riformatore e modernizzatore.</p>
<p>Nell&#8217;insieme la nuova compagine si presenta decisamente più filo-russa della precedente: il 62enne premier è nato e vissuto in Russia fino al 1984 e tuttora parla molto male l&#8217;ucraino; il ministro degli esteri era in precedenza ambasciatore a Mosca, il ministro della difesa era un ufficiale della Flotta sovietica del Mar Nero, al posto di ministri sono stati nominati gli ex presidenti dei consigli delle regioni russofone dell&#8217;est (Donetsk e Lugansk), e via dicendo. Poco male per il paese, che di nazionalismo ucraino velleitario ha già fatto indigestione nei quattro anni scorsi; in sostanza si tratta di un ritorno allo <em>statu quo ante</em> dei primi anni Duemila (quando, grazie alla congiuntura favorevole, l&#8217;Ucraina sembrava avviata a un rapido progresso economico). Ma bisognerà vedere se a questo evidente sforzo di Yanukovich per compiacere il potente vicino dell&#8217;est corrisponderà un atteggiamento meno arcigno (perlomeno sul terreno economico) da parte del Cremlino. E&#8217; un buon segno, da questo punto di vista, che il primo a congratularsi col nuovo premier sia stato il suo collega Vladimir Putin</p>
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		<title>Medvedev interviene per un incidente stradale</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 18:11:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a. d.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tocca allo stesso capo del Cremlino intervenire nel caso di cronaca più scottante degli ultimi giorni, l&#8217;incidente stradale che il 25 febbraio ha visto l&#8217;auto di un super-VIP, a velocità folle nel centro di Mosca, distruggere l&#8217;utilitaria di due donne, uccidendole sul colpo. La polizia della capitale ha frettolosamente archiviato il caso attribuendo tutta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1510" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/carcrash.jpg"><img class="size-medium wp-image-1510" title="carcrash" src="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/carcrash-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">Piazza Gagarin, il luogo dell&#39;incidente del 25 febbraio</p></div>
<p>Tocca allo stesso capo del Cremlino intervenire nel caso di cronaca più scottante degli ultimi giorni, <a href="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/2010/03/05/rivolta-contro-limpunita-del-vip/" target="_blank"><strong>l&#8217;incidente stradale </strong></a>che il 25 febbraio ha visto l&#8217;auto di un super-VIP, a velocità folle nel centro di Mosca, distruggere l&#8217;utilitaria di due donne, uccidendole sul colpo. La polizia della capitale ha frettolosamente archiviato il caso attribuendo tutta la responsabilità alle due vittime e rifiutando di fornire qualsiasi documentazione alle famiglie; secondo queste ultime, si tratterebbe di un clamoroso esempio di copertura fornita dalla polizia a un personaggio ricco e potente (nel caso specifico Anatoly Barkov, vicepresidente di LukOil, la maggior compagnia petrolifera russa) che compie un crimine in danno di cittadini &#8220;normali&#8221;.</p>
<p>Medvedev in persona ha ordinato al ministro dell&#8217;interno Nurgaliyev di compiere un&#8217;accurata indagine sulla vicenda, e ha fatto aperto riferimento al malessere provocato nell&#8217;opinione pubblica dal comportamento della polizia. La quale, per dirne una, ha negato di dare una copia dei verbali alle famiglie delle vittime, e poi ha negato che ci fossero immagini registrate dell&#8217;incidente pur essendoci ben 15 telecamere in funzione in quel centralissimo tratto di strada; infine ha fatto saltar fuori un confuso filmato in cui si vede effettivamente la Mercedes di Barkov che sorpassa a tutta velocità una fila di auto pochi metri prima del luogo dell&#8217;impatto con l&#8217;utilitaria, proveniente in direzione opposta. Il filmato tuttavia si interrompe prima del momento dell&#8217;incidente.</p>
<p>Al presidente si sono rivolti, con un inedito appello pubblico, decine di noti intellettuali russi; nella loro lettera indignata essi chiedono a Medvedev di farsi garante della costituzione e della giustizia contro il &#8220;doppio standard&#8221; che sistematicamente garantisce l&#8217;impunità ai ricchi e potenti. La presa di posizione degli intellettuali, come del resto tutta la vicenda, ha fatto molto scalpore, al punto che anche le inibizioni e i timori di esporsi che nell&#8217;ultimo decennio avevano frenato ogni tipo di opposizione e protesta pubblica ormai sembrano molto diminuite. Un noto cantante rock, esponente del gruppo Ddt, al termine di un concerto ha violentemente criticato la polizia esortando il pubblico a boicottare il partito Russia Unita al potere, mentre un noto attore ha chiesto ai suoi fan di non guardare più la tv di stato.</p>
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		<title>I nazionalisti ucraini: &#8220;Yanukovich traditore&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 17:16:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I più noti gruppi ultranazionalisti ucraini hanno promesso azioni di piazza per protestare contro il nuovo presidente Viktor Yanukovich e quello che definiscono il suo &#8220;tradimento della nazione ucraina&#8221;. Nel mirino di gruppi di estrema destra come l&#8217;UNA-UNSO &#8211; ha detto il leader Ihor Mazur &#8211; ci sono le promesse che il neopresidente avrebbe fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1505" class="wp-caption alignright" style="width: 272px"><a href="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/ucraina-nazionalisti.jpg"><img class="size-full wp-image-1505" title="ucraina nazionalisti" src="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/ucraina-nazionalisti.jpg" alt="" width="262" height="185" /></a><p class="wp-caption-text">Nazionalisti ucraini in piazza col ritratto di Stepan Bandera</p></div>
<p>I più noti gruppi ultranazionalisti ucraini hanno promesso azioni di piazza per protestare contro il nuovo presidente Viktor Yanukovich e quello che definiscono il suo &#8220;tradimento della nazione ucraina&#8221;. Nel mirino di gruppi di estrema destra come l&#8217;<a href="http://www.una-unso.org/av/mainview.asp?TT_id=17&amp;TX_id=409" target="_blank"><strong>UNA-UNSO</strong></a> &#8211; ha detto il leader Ihor Mazur &#8211; ci sono le promesse che il neopresidente avrebbe fatto ai suoi interlocutori russi in occasione della sua recente visita a Mosca, il 5 marzo scorso: reintroduzione del bilinguismo ufficiale, rinnovo anche oltre la scadenza del 2017 della concessione alla flotta da guerra russa della base di <a href="http://www.sevastopol.info/" target="_blank"><strong>Sevastopol</strong></a> e soprattutto abrogazione della legge (uno degli ultimi atti del predecessore Yushenko) che concede il titolo di eroe nazionale a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stepan_Bandera" target="_blank"><strong>Stepan Bandera</strong></a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Roman_Shukhevych" target="_blank"><strong>Roman Shukhevych</strong></a>, figure-simbolo dell&#8217;antisovietismo degli anni &#8216;30 e &#8216;40.</p>
<p>In effetti, su quest&#8217;ultima vicenda, Yanukovich sta cercando di rimediare a un gesto di Yushenko che aveva provocato parecchie perplessità &#8211; per usare un eufemismo &#8211; non solo in Russia ma in tutta Europa. I due &#8220;eroi&#8221; citati, infatti, sono stati senz&#8217;altro figure di riferimento della lotta armata antisovietica fra il 1941 e il 1950, ma nel ruolo di collaborazionisti dei tedeschi occupanti; i loro uomini hanno partecipato, secondo molte testimonianze, al massacro della comunità ebraica di Lviv e poi a una vera e propria campagna di pulizia etnica della Volynia, nell&#8217;Ucraina occidentale, dagli abitanti polacchi, costata centomila morti. Anche prima del 1941 l&#8217;attività &#8220;patriottica&#8221; dei due era consistita soprattutto in atti di terrorismo contro l&#8217;amministrazione  di Varsavia (all&#8217;epoca, fra le due guerre, l&#8217;Ucraina occidentale era inclusa nel territorio polacco), e contro quella di Praga (una regione ucraina, la Transcarpazia, nello stesso periodo faceva parte della Cecoslovacchia). Ci fu collaborazione con i nazisti anche in occasione dello smembramento della Cecoslovacchia del 1939, e poi nel 1941 furono Bandera e Shukhevych a fornire gli uomini &#8211; il famigerato Battaglione Nachtigall &#8211; per la &#8220;Legione ucraina&#8221; che combattè per il Terzo Reich.</p>
<p>Insomma, fare di questi due, nel 2010, degli &#8220;eroi nazionali&#8221; era cosa da far correre brividi su per la schiena non solo al Cremlino ma a mezza Europa, e bene farà Yanukovich a correggere prima possibile questa abnormità, checché ne pensino gli eredi nazisteggianti di Bandera.</p>
<p>Altra cosa però è il <a href="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/2010/02/23/quale-sara-la-lingua-dellucraina/" target="_blank"><strong>bilinguismo</strong></a>: proprio oggi il neopresidente ha tenuto a dichiarare che l&#8217;ucraino è e resterà l&#8217;unica lingua ufficiale; al massimo il russo potrà essere usato (nei documenti, a scuola, in tribunale ecc.) a livello regionale. Una scelta prudente, come prudente è stato l&#8217;atteggiamento preso sulla questione di Sevastopol: in sostanza un &#8220;vedremo&#8221; che lascia aperte tutte le strade, evitando di mettersi subito in urto con il Cremlino (del cui aiuto in campo economico Yanukovich ha un estremo bisogno) come di indisporre Washington (ai cui umori pure il leader ucraino è abbastanza sensibile).</p>
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		<title>Rivolta contro l&#8217;impunità del VIP</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 17:18:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un grave incidente stradale nel centro di Mosca, due donne uccise, un super-VIP illeso, la polizia che si affretta a dare tutta la colpa alle due vittime e ad assolvere il potente&#8230; Ordinaria amministrazione, nella Russia di oggi come in quella di ieri. Ma per una volta, l&#8217;arroganza del potere e del denaro sta incontrando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1497" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a href="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/avaria1.jpg"><img class="size-full wp-image-1497" title="avaria1" src="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/avaria1.jpg" alt="" width="250" height="170" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;incidente sul Leninskij Prospekt</p></div>
<p>Un grave incidente stradale nel centro di Mosca, due donne uccise, un super-VIP illeso, la polizia che si affretta a dare tutta la colpa alle due vittime e ad assolvere il potente&#8230; Ordinaria amministrazione, nella Russia di oggi come in quella di ieri. Ma per una volta, l&#8217;arroganza del potere e del denaro sta incontrando resistenza. Vuoi per la tenacia dei familiari delle vittime, vuoi per la crescente insofferenza di alcuni giornalisti e del &#8220;popolo di internet&#8221; (che in Russia è molto vasto e attivo) le autorità non sono riuscite a chiudere il caso, e per <a href="http://gdb.rferl.org/21520B98-455A-4C6F-B476-E5058B228EEE_mw800_mh600.jpg" target="_blank"><strong>Anatoly Barkov</strong></a>, vicepresidente della <a href="http://www.lukoil.com/" target="_blank"><strong>LukOil</strong></a>, la maggior compagnia petrolifera del paese,  la storia sta diventando complicata.</p>
<p>La mattina del 25 febbraio scorso Barkov, con la sua Mercedes S500, stava andando verso il centro della capitale percorrendo il largo stradone che porta ancora il nome di Lenin, Leninskij Prospekt, quando la sua auto si è scontrata frontalmente con una piccola Citroen C3 che andava in direzione opposta, verso la periferia, distruggendola completamente e uccidendo sul colpo le due donne che erano a bordo, la ginecologa Vera Sidelnikova, 72 anni, e sua nuora Olga Aleksandrina, 35. La polizia stradale arrivata sul posto ha immediatamente attribuito tutta la responsabilità dell&#8217;incidente alle due donne, che avrebbero invaso la carreggiata opposta investendo la Mercedes di Barkov, uscito senza danni dallo scontro così come il suo autista.</p>
<p>Ma la cosa non è apparsa credibile ai familiari delle due vittime, accorsi a loro volta sul luogo dell&#8217;incidente. Anzitutto i poliziotti hanno rifiutato di consegnar loro una copia del verbale dell&#8217;incidente, come prescrive la legge; poi, è stato loro impossibile entrare in contatto, per i due giorni seguenti, con l&#8217;ufficiale incaricato del caso. E soprattutto non riuscivano a capacitarsi: perché mai doveva esser stata la Citroen, che andava verso la periferia sulla parte di strada che a quell&#8217;ora è semivuota, a mettersi contromano, e non piuttosto la Mercedes, che procedeva verso il centro in un traffico congestionato e poteva ben cercare di sorpassare la fila mettendosi appunto sulla corsia opposta? Non c&#8217;è moscovita che non abbia visto quotidianamente le grosse berline nere dei VIP sfrecciare a tutta velocità in sorpassi contromano sui vialoni congestionati della capitale. E la violenza stessa dell&#8217;urto, tale da disintegrare la piccola Citroen, non stava forse a testimoniare che l&#8217;auto di Barkov procedeva ad altissima velocità? &#8211; una velocità impossibile a quell&#8217;ora in direzione del centro, a meno di non andare appunto contromano.</p>
<p>Non riuscendo ad avere risposte dalla polizia, che non aveva nemmeno ritenuto di aprire un&#8217;inchiesta, i familiari di Sidelnikova e Aleksandrina si sono rivolti a degli amici giornalisti, e anche diversi blogger si sono mobilitati. Subito è emerso che il tratto di strada dove è avvenuto l&#8217;incidente è sorvegliato da ben tre telecamere, una di un ristorante, una della polizia stradale e una del servizio federale che protegge gli spostamenti degli uomini di stato (la strada è quella che collega il Cremlino con l&#8217;aeroporto di Vnukovo, usato per i voli di stato). Per una strana circostanza, però, secondo la polizia tutte e tre le telecamere in quel momento erano spente o fuori uso. Il rumore che cominciava a crescere sulla vicenda si è di colpo alimentato quando un portavoce della LukOil ha dichiarato che l&#8217;azienda non avrebbe versato alcun risarcimento alle famiglie delle vittime. Un noto gruppo rap russo, Noize MC, ha immediatamente scritto una <a href="http://www.noizemc.ru/" target="_blank"><strong>canzone-video</strong></a> in cui Barkov è ritratto in compagnia di un diavolo e diretto all&#8217;inferno (e la canzone è stata poi censurata dalla radio <a href="http://www.echo.msk.ru/" target="_blank"><strong>Ekho Moskvy</strong></a> (eco di Mosca), che pure ha fama di emittente &#8220;liberal&#8221;).</p>
<p>Sotto una pressione crescente di opinione pubblica, la polizia ha finalmente aperto un&#8217;inchiesta sull&#8217;incidente. Il primo risultato è stata la riapparizione di un video registrato da una delle telecamere di cui sopra, in cui &#8211; guardacaso &#8211; si vede la Mercedes che sfreccia sull&#8217;estrema sinistra della sua carreggiata, sorpassando la fila, circa 200 metri prima del punto d&#8217;impatto. Poi, provvidenzialmente, il filmato si interrompe.</p>
<div id="attachment_1498" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/leninskij.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1498" title="leninskij" src="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/leninskij-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Fotogramma dal video di una telecamera fissa che coglie la Mercedes di Barkov</p></div>
<p>Nel frattempo un gran numero di testimoni si fanno vivi con i giornalisti: tutti raccontano la stessa &#8211; ovvia &#8211; versione: era l&#8217;auto di Barkov che andava a tutta velocità sorpassando la fila e si è allargata contromano prendendo in pieno la Citroen. Tutti, però, evitano di dare il proprio nome e dichiarano di non volersi recare alla polizia per paura di guai. Si sa, tra l&#8217;altro, che Barkov alla LukOil ricopre il ruolo di responsabile della sicurezza, e ha un passato nei servizi segreti federali&#8230;</p>
<p>Si è fatta avanti anche la potente Federazione russa dei proprietari d&#8217;auto, che nel recente passato ha promosso scioperi e manifestazioni contro il governo a proposito delle nuove tasse sull&#8217;auto imposte da Putin, e ha offerto una difesa legale ai familiari delle due donne nonché la testimonianza di tre suoi aderenti che hanno visto l&#8217;incidente e sono pronti a presentarsi in procura; si parla anche di un invito al boicottaggio delle stazioni di servizio LukOil. A questo punto anche Barkov, visto che la faccenda non andava più tanto liscia, ha pensato di smorzare le cose e si è  offerto di &#8220;aiutare&#8221; le famiglie delle due donne attingendo al suo portafogli; e invitando poi pubblicamente &#8211; anche se, detto da lui, suona piuttosto come una intimidazione &#8211; &#8220;tutti i testimoni dell&#8217;incidente a farsi vivi&#8221;.</p>
<p>Nessuno ovviamente crede che Barkov verrà davvero chiamato a rispondere da un tribunale per il suo comportamento in strada (sarebbe un fatto enorme!) ma per il momento la storia, che si voleva chiudere subito, è ancora aperta e la gente ne discute. Non è poco.</p>
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		<title>Il vento di Vancouver gela il Cremlino</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 18:14:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un imprevisto terremoto politico sta scuotendo i vertici del potere russo: potentissimi personaggi del clan putiniano sono sotto tiro e probabilmente dovranno lasciare le loro poltrone, cacciati con onta dal presidente Medvedev. L&#8217;onda d&#8217;urto è partita da Vancouver, dove lo squadrone olimpico russo, arrivato con grandi ambizioni, ha realizzato la peggior performance della storia sportiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un imprevisto terremoto politico sta scuotendo i vertici del potere russo: potentissimi personaggi del clan putiniano sono sotto tiro e probabilmente dovranno lasciare le loro poltrone, cacciati con onta dal presidente Medvedev. L&#8217;onda d&#8217;urto è partita da Vancouver, dove lo squadrone olimpico russo, arrivato con grandi ambizioni, ha realizzato la peggior performance della storia sportiva nazionale. Invece delle 27-28 medaglie attese con gran festa e fanfare da tutti i media, la squadra russa torna a casa con sole tre medaglie d&#8217;oro e dodici piazzamenti, lasciata globalmente a un umiliante undicesimo posto nella classifica generale.</p>
<div id="attachment_1492" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/hockey.jpg"><img class="size-medium wp-image-1492" title="hockey" src="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/hockey-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">La squadra russa di hockey su ghiaccio contro i canadesi (in bianco) a Vancouver</p></div>
<p>Un vero disastro, simbolizzato in modo particolare dall&#8217;affondamento della squadra di hockey su ghiaccio (lo sport più popolare del paese), partita per vincere e giunta solo sesta. E la Russia sta organizzando le prossime Olimpiadi invernali, nel 2014 a Sochi.</p>
<p>Nei giorni scorsi il presidente Dmitrij Medvedev aveva pubblicamente chiesto la testa di &#8220;certi gatti grassi&#8221; che sono stati seduti sulle loro ricche poltrone di dirigenti senza ottenere dei risultati dignitosi: oggi il presidente del Comitato olimpico federale russo, Leonid Tyagachev, ha presentato le sue dimissioni e  anche il ministro dello sport, Vitaly Mutko, ha detto di esser pronto a lasciare l&#8217;incarico, &#8220;se le parole di Medvedev erano dirette a me&#8221;. Si tratta di due uomini molto legati al premier Vladimir Putin:  Tyagachev in particolare è stato il suo istruttore di sci e viene considerato un amico personale. Putin per ora non ha espresso giudizi sull&#8217;operato della squadra russa in queste Olimpiadi invernali, limitandosi a osservare che &#8220;bisogna trarre delle lezioni da quel che è accaduto a Vancouver&#8221;.</p>
<p>Da diversi giorni sia i media sia i politici più in vista hanno iniziato una campagna battente contro Tyagachev e Mutko, accusati di essere i responsabili del disastro; sul fuoco hanno soffiato anche le dichiarazioni di campioni importanti (degli anni scorsi) come l&#8217;hockeista Fetisov, che hanno lanciato roventi accuse di incapacità, scarsa professionalità e irresponsabilità ai dirigenti sportivi di più alto livello. Il risultato è che forse mai come oggi gli &#8220;intoccabili&#8221; in Russia sono apparsi esposti e dileggiati. Sotto casa di Tyagachev un gruppo politico giovanile (il Fronte di sinistra) ha organizzato un picchetto durato tre giorni, per chiederne le dimissioni. Vedremo presto come la storia andrà a finire.</p>
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		<title>Il governo ucraino al capolinea</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 18:27:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo speaker della Rada, il parlamento ucraino, ha annunciato ieri formalmente che la coalizione di partiti finora schierata a sostegno del governo di Yulija Timoshenko &#8220;non esiste più&#8221;. L&#8217;annuncio di Volodimyr Lytvyn prende spunto dal fatto che il suo partito (che prende anche il nome da lui, come usa nella nuova Ucraina politica) si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1487" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/rada.jpg"><img class="size-medium wp-image-1487" title="rada" src="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/03/rada-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La Rada in sessione</p></div>
<p>Lo speaker della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Verchovna_Rada" target="_blank"><strong>Rada</strong></a>, il <a href="http://portal.rada.gov.ua/rada/control/en/index" target="_blank">parlamento ucraino</a>, ha annunciato ieri formalmente che la coalizione di partiti finora schierata a sostegno del governo di Yulija Timoshenko &#8220;non esiste più&#8221;. L&#8217;annuncio di Volodimyr Lytvyn prende spunto dal fatto che il suo partito (che prende anche il nome da lui, come usa nella nuova Ucraina politica) si è ritirato dalla coalizione stessa. In altre parole, come la premier ha efficacemente commentato, &#8220;Lytvyn ha di fatto ucciso la maggioranza&#8221;. Domani la Rada dovrebbe &#8211; salvo sorprese davvero grosse &#8211; votare la sfiducia all&#8217;esecutivo della Timoshenko, sancendone definitivamente la caduta.</p>
<p>Anche se formalmente non era necessario dichiarare la non esistenza della coalizione di governo (in teoria i voti dei deputati fedeli a Lytvyn non erano indispensabili), il gesto dello speaker ha accelerato la fine di una transizione che rischiava di durare troppo a lungo e di provocare troppi danni: ora ci saranno 30 giorni di tempo perché si formi una nuova coalizione all&#8217;interno della Rada, trascorsi i quali il nuovo presidente Viktor Yanukovich potrà decidere di sciogliere il parlamento e indire nuove elezioni politiche. Ma anche la formazione di una nuova coalizione non è una garanzia che non si vada alle elezioni: la legge prevede infatti che dopo la nascita di una maggioranza parlamentare ci siano 60 giorni di tempo per varare un nuovo governo. Tutti passaggi per niente facili e sicuri per Yanukovich, così come per niente facile e sicuro sarebbe del resto un ricorso alle urne.</p>
<p>Una nuova coalizione dovrà ovviamente basarsi sul partito di Yanukovich, il Partito delle Regioni, che ha oltre a tutto una consistente maggioranza relativa alla Rada (175 seggi su 450): tutti gli altri partiti presenti &#8211; il partito Nostra Ucraina del presidente uscente Yushenko (72 seggi), il Partito Comunista (27), il Blocco di Lytvyn (20) e persino il partito della premier, il Byut (156) &#8211; sono potenzialmente disponibili a far parte della nuova maggioranza, in relazione alle offerte che Yanukovich sarà in grado di fare a questo o a quello. In effetti però, dato che molto probabilmente il Byut non vorrà dare una mano all&#8217;uomo che ha sconfitto la sua leader, il compito del nuovo presidente non sarà tanto facile: dovrà per forza far entrare nella coalizione il partito di Yushenko &#8211; che ideologicamente è il più lontano &#8211; oppure tentare di provocarne una spaccatura interna per recuperare un po&#8217; di deputati. C&#8217;è persino chi già ipotizza che Yushenko, uscito dalla presidenza della repubblica, potrebbe diventare il nuovo premier. Ci sarà chiaramente bisogno di parecchio lavoro&#8230;</p>
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		<title>Russia, 200 tank regalati a chi li vuole</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 17:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a. d.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Duecento carri armati T-72 &#8211; non i più moderni ma neppure i più vecchi in dotazione alle forze armate russe &#8211; sono stati abbandonati alle intemperie, incustoditi e aperti, ai margini di un bosco in una regione dei monti Urali. Ne riferisce, con tanto di filmato dimostrativo, la rivista online LifeNews, e la notizia è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1483" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/02/tankT72.jpg"><img class="size-medium wp-image-1483" title="tankT72" src="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/02/tankT72-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">I tank abbandonati nel bosco (da LIFENEWS)</p></div>
<p>Duecento carri armati <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/T-72" target="_blank"><strong>T-72</strong></a> &#8211; non i più moderni ma neppure i più vecchi in dotazione alle forze armate russe &#8211; sono stati abbandonati alle intemperie, incustoditi e aperti, ai margini di un bosco in una regione dei monti Urali. Ne riferisce, con tanto di filmato dimostrativo, la rivista online <a href="http://news.life.ru/news/14493" target="_blank"><strong>LifeNews</strong></a>, e la notizia è stata ovviamente ripresa da moltissimi altri media. Secondo tutte le apparenze, i mezzi corazzati sono stati puramente e semplicemente &#8220;buttati via&#8221;, come si butta un pacchetto di sigarette vuoto.</p>
<p>&#8220;Li hanno portati qui col treno, nel novembre scorso&#8221; &#8211; racconta un testimone che abita nella città di Ekaterinburg. &#8220;Li hanno scaricati alla stazione di Elanskoe, li hanno ammucchiati nel bosco e lungo i binari, poi se ne sono andati tutti e li hanno lasciati qui&#8221;. Ora, come si vede anche nel filmato, i tank sono coperti di neve, ma nessuno li sorveglia e tutti i portelli sono aperti: chiunque potrebbe entrare, mettere in moto (ammesso che nei serbatoi ci sia del carburante) e andarsene. Anche le dotazioni standard dei tank sono state lasciate a bordo, salvo le munizioni.</p>
<p>Dai comandi delle forze armate giungono ammissioni imbarazzate. &#8220;Non è vero che quei mezzi sono abbandonati. Sono regolarmente sorvegliati da pattuglie armate&#8221;, hanno fatto sapere fonti militari. Ma l&#8217;evidenza è che non c&#8217;è nessuna sorveglianza e che i tank, lasciati in quello stato, nel giro di poco tempo saranno ridotti a un ammasso di ruggine inservibile &#8211; sempre che qualche buontempone non decida di venire a prendersene qualcuno per usarlo in qualche modo originale.</p>
<p>La notizia ha suscitato parecchio clamore, anche perché le forze armate regolarmente piangono miseria, sostengono di non avere mezzi sufficienti e stanno addirittura programmando acquisti massicci all&#8217;estero (per la prima volta dai tempi della seconda guerra mondiale): ma risulta che in effetti ci siano oltre ventimila carri armati in dotazione alle forze di terra, di cui solo una parte (a quanto pare) è effettivamente necessaria; e il resto è, come si dice, &#8220;a riserva&#8221;. In un bosco sperduto della Siberia.</p>
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		<title>Quale sarà la lingua dell&#8217;Ucraina?</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 15:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a. d.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Adesso che Viktor Yanukovich è diventato presidente dell&#8217;Ucraina, uno dei problemi più delicati che si troverà sul tavolo è quello della lingua. La sua, tanto per incominciare &#8211; visto che il neopresidente è di madrelingua russa e nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni ha ancora qualche difficoltà a esprimersi in modo perfetto in ucraino. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso che <a href="http://yanukovych.com.ua/home.html" target="_blank"><strong>Viktor Yanukovich</strong></a> è diventato presidente dell&#8217;Ucraina, uno dei problemi più delicati che si troverà sul tavolo è quello della lingua. La sua, tanto per incominciare &#8211; visto che il neopresidente è di madrelingua russa e nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni ha ancora qualche difficoltà a esprimersi in modo perfetto in ucraino. E poi quella dello Stato: da alcuni anni l&#8217;unica lingua ufficiale in Ucraina è l&#8217;ucraino, nonostante il fatto che un abitante su cinque sia di etnia e lingua russa e oltre la metà della popolazione parli il russo meglio dell&#8217;ucraino &#8211; il che può piacere o no (è una conseguenza della storia, che ha visto l&#8217;Ucraina inglobata nell&#8217;impero russo e poi sovietico per trecento anni, fino al 1991) ma è comunque una realtà di fatto. Ci si ricorderà che il primo presidente dell&#8217;Ucraina indipendente, Leonid Kravchuk, l&#8217;ucraino non lo parlava proprio e il giorno della proclamazione dell&#8217;indipendenza lesse in modo stentato il suo discorso scritto in ucraino su un foglietto.</p>
<div id="attachment_1478" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/02/scuolaukraina.jpg"><img class="size-medium wp-image-1478" title="scuolaukraina" src="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/02/scuolaukraina-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a><p class="wp-caption-text">Olga Deineko, &quot;Verso la scuola di campagna&quot;, ca. 1940</p></div>
<p>Proprio Yanukovich, da leader del <a href="http://www.partyofregions.org.ua/eng/" target="_blank"><strong>Partito delle Regioni</strong></a> all&#8217;opposizione, ha ripetutamente sollevato negli anni passati la questione del russo come seconda  lingua ufficiale &#8211; senza ottenere altro che uno status di &#8220;lingua regionale&#8221; in alcune, pur importanti, regioni del Paese (Crimea, Donetsk, Kharkov, Lugansk). Ieri <a href="http://en.rian.ru/world/20100223/157978294.html" target="_blank"><strong>Vadim Kolesnichenko</strong></a>, un deputato del partito del presidente, ha dichiarato pubblicamente che non ci sarà nessun referendum sulla questione della lingua, per non spaccare pericolosamente il paese: ogni regione si arrangerà nel modo che riterrà più opportuno.</p>
<p>Una soluzione comoda, ma che nasconde una sostanziale marcia indietro di Yanukovich su uno dei temi che ha maggiormente sfruttato in questi anni: l&#8217;Ucraina infatti è uno stato fortemente centralizzato, in cui l&#8217;autonomia regionale (salvo che per la Crimea, che ha uno status speciale) è molto limitata; altrettanto limitata sarà quindi la possibilità per gli abitanti russofoni di usare la propria lingua in ambito ufficiale. Primo e più importante caso, l&#8217;insegnamento: sarà ammesso o no l&#8217;insegnamento in lingua russa? e nei tribunali, e negli impieghi statali? Nelle regioni dove i russofoni sono in larga maggioranza, non ci sarà problema (in effetti non ci sono stati problemi nemmeno negli anni del nazionalismo oltranzista di Yushenko) ma nelle altre regioni, dove pure i russofoni costituiscono una quota non trascurabile della popolazione?</p>
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		<title>Timoshenko si ritira. Tutti con Yanukovich</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 18:42:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La premier ucraina Yulija Timoshenko ha deciso oggi di ritirare l&#8217;istanza che aveva presentato presso il supremo tribunale amministrativo per invalidare i risultati delle elezioni presidenziali (secondo turno) in cui era stata sconfitta da Viktor Yanukovich &#8211; a suo dire solo in virtù di una serie di brogli e falsificazioni. &#8220;Non ha senso continuare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1473" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/02/timoshenko-tribunale.jpg"><img class="size-medium wp-image-1473" title="timoshenko-tribunale" src="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/02/timoshenko-tribunale-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">Yulija Timoshenko lascia il tribunale supremo amministrativo</p></div>
<p>La premier ucraina <strong><a href="http://vybory.tymoshenko.ua/en/" target="_blank">Yulija Timoshenko</a></strong> ha deciso oggi di ritirare l&#8217;istanza che aveva presentato presso il supremo tribunale amministrativo per invalidare i risultati delle elezioni presidenziali (secondo turno) in cui era stata sconfitta da Viktor Yanukovich &#8211; a suo dire solo in virtù di una serie di brogli e falsificazioni. &#8220;Non ha senso continuare a insistere quando è ormai chiaro che i miei diritti non verranno in alcun modo tutelati&#8221;, ha detto la premier. Con ciò, non c&#8217;è più nessun ostacolo al regolare insediamento di Yanukovich alla presidenza, previsto per il 25 febbraio in una solenne seduta della Rada. Al vincitore oggi ha fatto le proprie congratulazioni e gli auguri di rito il presidente uscente Viktor Yushenko &#8211; suo acerrimo nemico fino a pochi mesi fa &#8211; che ha anche ordinato alla premier (cui compete per legge) di finanziare le cerimonie di insediamento.</p>
<p>Yushenko ha detto nei giorni scorsi di volersi &#8220;ritirare in un angolo&#8221;, almeno per un po&#8217; di tempo: ma c&#8217;è da scommettere che gli uomini del suo partito, se non lui personalmente, saranno in prima fila nei prossimi giorni nell&#8217;offrire la propria collaborazione al neopresidente in vista della formazione di una nuova maggioranza e un nuovo governo. Due parlamentari fedelissimi di Yushenko, per dire, saranno alla testa del comitato organizzatore delle cerimonie di cui sopra. E non è detto che la stessa Timoshenko non provi a restare in carica come primo ministro, offrendo a sua volta a Yanukovich un&#8217;alleanza da &#8220;unità nazionale&#8221;: già l&#8217;aver ritirato la propria istanza al tribunale costituisce una chiara offerta al vincitore (cui vengono in questo modo risparmiate non poche grane).</p>
<p>Da parte sua il neopresidente ha annunciato oggi che la sua <strong><a href="http://www.kyivpost.com/news/nation/detail/60059/" target="_blank">prima visita di stato</a></strong> verrà compiuta ai primi di marzo, cioè la settimana successiva al suo insediamento, e avverrà presso Dmitrij Medvedev, al Cremlino &#8211; tanto perché sia chiaro che l&#8217;orientamento di fondo della politica estera ucraina non è più quello mantenuto tra bufere e contrasti d&#8217;ogni sorta negli anni di Yushenko.</p>
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		<title>Vittorie olimpiche nel nome di Dio</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 15:35:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;era un&#8217;epoca, nemmeno troppo remota, in cui gli atleti russi che vincevano una competizione internazionale come una gara olimpica ringraziavano il socialismo che aveva permesso loro di eccellere, e dedicavano la vittoria al popolo, alla patria o simili. Tempi che sembrano lontanissimi, oggi: fatto sta che la prima medaglia d&#8217;oro russa ai giochi invernali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1468" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/02/kriukov.jpg"><img class="size-medium wp-image-1468" title="kriukov" src="http://blog.ilmanifesto.it/estestest/files/2010/02/kriukov-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">Nikita Kriukov</p></div>
<p>C&#8217;era un&#8217;epoca, nemmeno troppo remota, in cui gli atleti russi che vincevano una competizione internazionale come una gara olimpica ringraziavano il socialismo che aveva permesso loro di eccellere, e dedicavano la vittoria al popolo, alla patria o simili. Tempi che sembrano lontanissimi, oggi: fatto sta che la prima medaglia d&#8217;oro russa ai giochi invernali di <a href="http://www.vancouver2010.com/" target="_blank"><strong>Vancouver</strong></a>, lo sciatore fondista Nikita Kriukov (che ha vinto ieri la gara di sprint individuale maschile) ha dichiarato di aver vinto grazie alla benedizione impartitagli il giorno prima da un prete, giunto al villaggio olimpico appositamente. &#8220;Dopo la benedizione ho capito che avrei vinto&#8221;, ha detto Kriukov, che ha poi dedicato la sua vittoria ai suoi colleghi &#8220;che adesso vinceranno certamente molte altre medaglie&#8221;.  Per ora, comunque, il bottino della squadra russa è abbastanza modesto &#8211; tanto che tutti i media dibattono con furore sul perché i risultati siano tanto inferiori alle ambizioni di partenza.</p>
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