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Credit default swap!
  • 1 Agosto 2011, La Repubblica, pag. 4

     

    “A cominciare dalle nostre banche, le quali – nonostante siano tra le più solide in Europa – hanno visto le loro valutazioni dimezzarsi dall’ottobre del 2009 e sono a livelli più bassi dal marzo dello stesso anno, quando le Borse mondiali toccarono il minimo dal 1996, i seguito alla crisi del debito e alla bolla dei mutui subprime. (…). Gli operatori sono ancora sotto choc per la decisione della Deutsche Bank di scaricare la stragrande maggioranza delle obbligazioni del governo di Roma in suo possesso (7 miliardi su 8) e allo stesso tempo speculare sui Credit defualt swap legati al debito italiano. In sostanza hanno venduto Bot e Btp e hanno comprato l’assicurazione che tutela dal possibile “fallimento” del debito pubblico italiano“.


    Risponde Galapagos

    Che cos’è un mutuo subprime?

    Si tratta di prestiti che vengono concessi a soggetti che non potrebbero permetterselo, duqneu è per definizione molto rischioso. E proprio per questo ha un tasso di interesse molto alto. E’ il contrario dei “prime rate”, che invece sono i prestiti che hanno tassi di interesse molto favorevoli.

    Puoi spiegarci meglio cos’è un credit default swap?

    E’ un’assicurazione che mettono sul mercato delle società finanziarie o bancarie. E’ una vera e propria scommessa: tu dai dei soldi a queste società, e loro ti assicurano che se fallirà quel paese verrai “rimborsato”. C’è chi acquista queste assicurazioni perchè ha dei titoli, dei soldi investiti, in quel paese a rischio fallimento e dunque si tutela. Ma c’è anche chi ci “gioca”, ovvero stipula queste assicurazioni “scommettendo” che quel paese fallirà (dunque speculando, cioè prevede che quel paese andrà verso un fallimento). In questo caso il credit default swap rientra nel mercato dei derivati.

di cinzia
pubblicato il 1 agosto 2011
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3 Commenti a “Credit default swap!”

  1. MICHELE Scrive:

    orrore orrore deutsche bank vende btp !!
    in mezzo a questa farsa dei conti pubblici e dei politici che non sanno altro che fare che temporeggiare la notizia che Deutsche Bank abbia deciso di vendere i propri BTP merita un piccolo approfondimento
    Prodi si è in persona scomodato per dire che è una grave mancanza di tatto e lungimiranza !!!
    vista così la notizia è brutta, anzi, molto brutta…ma guardiamola da un altro punto di vista

    Deutsche Bank ha qualche “problemino” : ha circa 2 trillioni di asset in portafoglio, a fronte di soli 50 miliardi di capitale che fa ad occhio e croce una leva finanziaria di 40 volte ( come dire che se tu guadagnassi 100mila euro all’anno ma al contempo tu avessi un indebitamento di 4 milioni chiunque ti direbbe che sei messo male ).
    SE a fronte di questa situazione in cui il mercato chiede a Deutsche Bank di ridurre gli asset questi vendono i Btp io vorrei sapere quali e quanti sono gli asset problematici che tale banca ha in portafoglio – dubito che in un bilancio così gonfiato la vendita di BTP sia in grado di ridurre il grado di rischio del portafoglio
    i btp li puoi sempre dare alla banca centrale per rifinanziarti – e se li vendi mi viene il fondatissimo sospetto che in pancia finisci per tenerti roba assai piu’ rischiosa e che la vendita del btp finsca per aumentare anzichè diminuire il grado di rischio del portafoglio: ovviamente magari mi sbaglio ma a me sembra l’ultimo capitolo di mala-informazione-finanziaria

  2. cinzia Scrive:

    Caro Michele, sei nominato amico della gatta Savana. Al prossimo post chiediamo un parere all’esperto. Grazie!

  3. bozo4 Scrive:

    Una signora molto vecchia chiese un prestito ad una banca; la quale lo concesse, ma chiese e ottenne in cambio che la signora firmasse una assicurazione a proprio carico sulla propria vita a garanzia del credito. Le carte vennero cosi’ mescolate: non si dovrebbe vietare tale prassi in quanto contraria alla trasparenza e concorrenza delle condizioni? Se il TAEG ricalcolato tenendo conto del premio pagato dalla signora superasse il 16% annuo, si potrebbe a termini di legge parlare di usura ? — PS banca e assicurazione facevano parte dello stesso grande gruppo.

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