Dopo l’incontro di ieri Sarkozy-Merkel, tutti i giornali parlano di eurobond. Ma cosa sono gli eurobond?
Approfittiamo del fatto che sull’edizione odierna del manifesto c’è una spiegazione ben fatta. Copio e incollo.
Gli eurobond, o meglio l’euro obbligazione, sarebbero dei titoli comuni con garanzie altrettanto collettive da lanciare sui mercato europei. Il denaro reperito verrebbe poi distribuito a ciascuno dei 17 paesi della moneta unica per coprire le rispettive esigenze di rifinanziamento del debito, che andrebbero approvate in anticipo. Un meccanismo di questo tipo darebbe sollievo a paesi messi sotto pressione, come Italia e Spagna, che potrebbero così appoggiarsi su paesi finanziarmene più solidi come la Germania. I favorevoli ritengono che gli eurobond eserciterebbero un appeal maggiore sugli investitori rispetto ad un mercato obbligazionario frammentato, convinti che il prestito comune creerebbe un mercato dei titoli di alta liquidità di oltre 8 trilioni di euro, secondo per dimensioni solo al mercato del debito degli Usa. Le euro-obbligazioni porterebbero inoltre il tasso di interesse ad un livello medio tra il basso rendimento tedesco e i più alti yelds di Spagna e Italia. I contrari temono invece che l’emissione di titoli comuni dela zona euro ponga fine alle pressione sui governi nazionali per ridurre i deficit.
pubblicato il 17 agosto 2011
Tag: Eurobond, Obbligazioni
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18 agosto 2011 alle 13:35
sono un ottimo salvagente per tirare sù l’economia italiana e risanare il disavanzo pubblico
6 settembre 2011 alle 21:13
diciamo che questa e’ una versione degli eurobond, quella che i tedeschi non accetterebbero
l’altra versione e’ quella, piu’ simile ai bond usa, per cui si tratta di debito “federale”: anche negli usa ci sono i debiti e i bond dei singoli stati, chiedere alla california.
i ricavi del collocamento di tali bond sarebbero da usare per investimenti “europei”, possibilmente in infrastrutture che garantiscano maggiore efficienza e competitivita’ al sistema europa, in modo da “ripagarsi” (come investimento a leva).
non sto certo parlando di autostrade e di tav, semmai di smart grid per le rinnovabili e magari di un linux “europeo” – troppo ne avremmo a beneficiare.
saluti