Wednesday 22 May 2013

IL MANIFESTO BLOG
   Agguato ai quotidiani a cura di Savana
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    Tra tutti i problemi che porta la crisi economica, c’è pure quello della lettura dei giornali. Quotidiani, settimanali e persino i siti internet sono ormai invasi da termini e concetti inafferrabili, propri di un linguaggio tecnico, quello dell’economia e in particolare della finanza. Mondo distante dalla testa (e dal cuore) della maggior parte delle persone, ma vicinissimo ai loro portafogli. Se la previsione di tracolli e Armageddon neanche tanto lontani provoca comprensibile ansia, non aiuta il fatto di non capirci un’acca quando cerchiamo di fare il punto, di mettere in fila le informazioni, di strutturare le nostre conoscenze. E’ anche attraverso questo tecnicismo che la finanza divora i nostri risparmi. E che banche e governi sciorinano “soluzioni” , ad armi impari.
    I giornalisti, da parte loro, un po’ sono costretti a utilizzare quel linguaggio, e un po’ si fanno prendere dal “gioco” dimenticando i loro lettori.
    Allora, visto che siamo arrivati alla resa dei conti, è ora di vederci chiaro. Contro i pescecani della finanza, schieriamo la gatta Savana. Sui giornali si è sempre rifatta le unghie, ma di fronte a certi titoloni appare perplessa. Le piace tenere tutto sotto controllo, ed è diffidente di natura. Chi l’ha detto che la finanza non è a misura di gatto? Guidata da esperti di economia di rango – tutti amanti dei gatti, va da sé  – Savana riuscirà a godersi di nuovo i suoi giornali.
    Avviso ai pescecani: quando si arrabbia, graffia.

     

    Corriere della Sera martedì 19 luglio pagina 2

    (La manovra finanziaria) doveva servire a rassicurare i mercati dopo gli attacchi della scorsa settimana, ma ha fatto ben poco visto che ieri forse è andata anche peggio con lo spread dei Btp decennali salito da 306 fino a 337 punti in pochi minuti e le azioni delle banche cadute in picchiata.
    Nemmeno l’esito positivo degli stress test è riuscito ad arginare le vendite.

     

    Spiega Francesco Piccioni

     

    Che cos’e’ lo spread?

    E’ una differenza (differenziale) tra il rendimento del titolo considerato (in questo caso i Buoni del tesoro italiani) e i corrispettivi, che sono i Bund tedeschi. Ecco l’esempio pratico: sul mercato si compra un titolo – e quando si compra un titolo significa che si stanno prestando dei soldi a chi lo ha messo sul mercato. Questo titolo ha scadenza a cinque anni e vale 100 (100 è quanto che mi verrà ridato al termine della scadenza, in questo caso cinque anni). Per ognuno di questi anni, inoltre, quel titolo mi garantisce un rendimento percentuale (per esempio 5%). Come si stabilisce il prezzo di un titolo così? Sul mercato si fa un’asta per stabilire quanto costa un titolo che garantisce alla sua scadenza un rendimento di 100 euro + 5% l’anno. Se il titolo è molto sicuro c’è la possibilità di pagare persino qualcosa in più di 100. Se il titolo è insicuro, invece, il prezzo sarà molto inferiore di 100, perché si stanno prestando dei soldi a chi forse non sarà in grado di restituirli. Per esempio in questo momento un titolo greco può costare anche 50. A questo punto c’è una formula che si applica a qualsiasi titolo per capire quanto rende: si calcola quanto lo hai pagato (per esempio 90) e quanto ti garantisce alla scadenza (100+ 5% per ogni anno). Ieri un Btp decennale garantiva un 6% annuo. Questo stesso esercizio va rifatto con il Bund tedesco. Lo spread è la differenza che c’è tra il rendimento del titolo acquistato e il Bund tedesco. Ieri il titolo tedesco garantiva un rendimento del 2,65%,, il titolo italiano del 6%,. Quindi la differenza è circa 3,35% ovvero 335 punti base (centesimi).

    E i Btp decennali?

    Sono i Buoni tesoro poliennali, il decennale viene considerato il parametro medio.

    Cos’e’ lo stress test?

    Sono degli esercizi contabili fatti su i patrimoni, i conti e le caratteristiche delle banche in cui si finge che ci sia una crisi del credito per vedere se le banche possono resistere o no a queste condizioni di “stress”. Lo decide la Banca centrale europea e lo applicano le Banche nazionali. E’un esercizio contabile di qualità discutibile., In genere sono considerati poco stringenti, cioè troppo facili.

di admin
pubblicato il 19 luglio 2011
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