Sarkozy era a reti unificate (nove tv) ieri sera. Doveva annunciare delle misure “choc” per risanare la Francia. Ma il presidente non ha neppure detto se sarà candidato alla propria successione nella presidenziale del 22 aprile e 6 maggio. La notizia era stata pero’ diffusa dalla Cdu tedesca. Hermann Gröhe, segretario generale della Cdu, ha affermato nel week-end che “la cancelliera si rallegra degli incontri comuni previsti in occasione della campagna di primavera”. In altri termini, Angela Merkel, a differenza dei cittadini francesi, è non solo al corrente della ricandidatura di Sarkozy ma conosce anche le date dei meeting che il presidente ha organizzato. E verrà a sostenere attivamente Sarkozy. Curioso modo di considerare la democrazia e la relazione con i cittadini.
Comunque, Sarkozy, che è in gravi difficoltà, ha cercato di spianare il terreno con alcune proposte. Il programma è decisamente liberista: propone di aumentare l’Iva di 1,6 punti (dal 19,6% al 21,2%), in cambio di uno sgravio dei soli contributi padronali (l’obiettivo è di rendere più competitivi i prodotti francesi all’export, facendo pagare la fattura ai consumatori). Propone inoltre un ulteriore passo verso la distruzione del diritto del lavoro: gli accordi conclusi a livello di impresa per diminuire i salari o aumentare il tempo di lavoro al di là delle 35 ore legali saranno imposti, anche senza il consenso del lavoratore, come era finora. Si tratta di accordi battezzati competitività-occupazione, presentati come il “modello tedesco” vincente, alla Schroeder (in sostanza, il contratto avrà più forza della legge). Per rendere meno amara la pillola, Sarkozy ha promesso una legislazione più lassista sull’edilizia, alla Berlusconi (si potrà costruire il 30% in più della superficie esistente, dalle villette ai condomini). Ha ribadito la volontà di applicare la tassa sulle transazioni finanziarie e ha promesso in tempi brevissimi la fondazione di una banca per l’industria. Molte di queste misure non potranno entrare in vigore prima delle presidenziali. Hollande ha già affermato che, se sarà eletto, non applicherà il rialzo dell’Iva.
pubblicato il 30 gennaio 2012
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