93 lavoratrici della fabbrica di biancheria intima Lejaby di Yssingeaux (Haute-Loire) rischiavano di perdre il posto in seguito alla chiusura del sito, considerato non concorrenziale grazie alla possibilità di delocalizzare la produzione in un paese del Nord Africa. Ma Sarkozy, il non-ancora candidato che aveva promesso “non abbandonero’ Lejaby” ha telefonato al suo amico e testimone di matrimonio, il miliardario Bernard Arnault, e gli ha chiesto di intervenire. Detto fatto. Il ministro dell’Insegnamento superiore, Laurent Wauquiez (che è anche sindaco di una cittadina dello stesso dipartimento), ha annunciato che Monsieur Rabérin, suo ex compagno di scuola proprietario della fabbrica Sobama che impiega 208 persone nell’Allier e che lavora per LVMH, il polo del lusso di proprietà di Arnault, aveva una proposta: rilevare la fabbrica Lejaby e riconvertire tutte le 93 operaie dal pizzo della biancheria alla lavorazione del cuoio di lusso (per la Luis Vuitton). “Grazie” ha detto la socialista Martine Aubry a François Fillon, nel dibattito in tv di ieri sera. Anche il Ps aveva cercato di venire in aiuto di Lejaby. Arnaud Montebourg era andato sul posto con una responsabile della società di produzione di biancheria intima Princesse Tam Tam, per studiare la possibilità di una ripresa del sito. “Spero che sia una soluzione durevole – ha commentato Montebourg sull’ipotesi Rabérin – ho fiducia nella Cgt per assicurarsene”.
Il lavoro è uno dei temi centrali della campagna elettorale in corso. Il caso Lejaby ha trovato una soluzione, ma tanti altri casi analoghi sono invece stati abbandonati. In Francia, negli ultimi mesi ogni giorno ci sono mille disoccupati in più e la disoccupazione colpisce ormai 4,2 milioni di persone, il 10% della popolazione attiva. 872 dipendenti dei traghetti SeaFrance, tutti licenziati la scorsa settimana, sono ancora in attesa di sapere se la società potrà tirar fuori la testa dall’acqua. Il gruppo petrolifero svizzero Petroplus ha annunciato la chiusura una settimana fa, 550 persone hanno perso il lavoro. Cofinoga, specialista nel credito al consumo, ha annunciato 433 licenziamenti. Sono solo i dati dell’ultima settimana, che ha visto anche la chiusura dell’edizione cartacea del quotidiano economico La Tribune (su 160 giornalisti sono una cinquantina potrà continuare a lavorare nell’edizione web e nel settimanale previsto). Nel 2011, 4200 imprese con più di 10 dipendenti hanno fatto fallimento in Francia e nell’ultimo trimestre i fallimenti delle società con più di 50 dipendenti sono in crescita de 35%. Ci sono 25mila posti di lavoro minacciati in questo periodo, tra cui 450 proprio nelle industrie del lusso di LVMH di Arnault. Sarkozy, all’inizio del suo mandato, aveva promesso e giurato di salvare una fabbrica a Gandrange. Purtroppo per questi lavoratori, le elezioni allora erano appena passate e la promessa non è stata mantenuta.
pubblicato il 3 febbraio 2012
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