La prima mossa della campagna “ufficiale” di Sarkozy, iniziata dopo la dichiarazione di candidatura di mercoledi’ sera su Tf1, è stata di coprire il rivale François Hollande di insulti. Il candidato socialista, che non viene mai nominato direttamente, secondo Sarkozy “mente mattina e sera”. Il pretesto è stata una frase di Hollande riportata dal Guardian. Il candidato socialista, che stava parlando del periodo di Mitterrand, ha detto che adesso, a differenza di allora, “non ci sono più comunisti in Francia. O non molti”. Nell’interpretazione di Sarkozy, “quando si dice alla stampa inglese che si è liberisti e si dice ai francesi che il proprio nemico è la finanza, si mente”. Sarkozy faceva riferimento al comizio di apertura di campagna di Hollande, che ha indicato nella finanza il nemico da abbattere. La frase sui comunisti ha del resto suscitato polemiche anche a sinistra, Hollande ha dovuto spiegarsi con il Pcf, che è nel Front de gauche, mentre il candidato di questa alleanza, Jean-Luc Mélenchon ha messo in guardia contro chi intende andare alla guerra (con la finanza) armato di una pistola con le pallottole fatte di turaccioli. Ma se a sinistra “l’incidente è chiuso”, dicono i socialisti, con Sarkozy la battaglia di annuncia violenta.
A meno di due mesi dal primo turno, lo scontro si sta cristallizzando tra i due candidati principali: Hollande, sempre dato favorito dai sondaggi, e Sarkozy, che si presenta come lo “sfidante”, per far dimenticare i cinque anni di presidenza. Il centrista François Bayrou è ormai distanziato. Marine Le Pen sta perdendo terreno ed è per di più sotto la minaccia di non riuscire ad ottenere le 500 firme di eletti necessarie per presentarsi al primo turno. Sarkozy, già prima di entrare ufficialmente in campagna, aveva operato una svolta a destra tutta: “i miei valori” per la Francia (famiglia, lavoro, autorità, responsabilità) racchiusi nello slogan prescelto, “La Francia forte” (con la sua faccia fotografata su uno sfondo di mare calmo, che è stato individuato come il mare Egeo, un riferimento per lo meno bizzarro nel momento in cui la Grecia sta affondando). Sarkozy parla al “popolo” e promette referendum (sulle minoranze, immigrati e disoccupati, da punire perché “assistiti” alle spalle del popolo). Anche se si è ben sognato, nel quinquennato che sta finendo, di indire un referendum sulla contestata riforma delle pensioni e da girato le spalle al “no” francese al trattato costituzionale europeo facendo approvare dal parlamento il trattato di Lisbona, che ne è la copia, in peggio.
pubblicato il 17 febbraio 2012
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