A Villepinte (lontana periferia parigina), di fronte a migliaia di militanti Ump arrivati con treni e autobus, Sarkozy ha tentato di rilanciare la campagna per le presidenziali. Un lungo discorso, con una sola idea: riformare (cioè limitare) Schengen. E’ la stessa posizione che aveva tenuto Berlusconi.
«L’Europa deve riprendere il suo destino in mano , se no rischia la disintegrazione” ha affermato. “Ci vuole un governo politico di Schengen. Ci vuole una disciplina comune. Non è possibile lasciare la regolazione dei flussi migratori nelle sole mani dei tecnocrati e dei tribunali”. Secondo Sarkozy, “gli accordi di Schengen non permettono più di rispondere alla gravjtà della situazione. Devono essere rivisti. Su Schengen dobbiamo mettere in opera una revisione altrettanto strutturale di quella che abbiamo appena attuato per l’euro”. A Villepinte, Sarkozy ha confermato la svolta “a destra tutta” della prima parte della campagna. Ha ripreso l’idea, che aveva condiviso – su fronti opposti – con Berlusconi ai tempi del braccio di ferro tra Italia e Francia sui tunisini emirati dopo la “primavera”. I centristi della destra (i radicali di destra, l’ex ministro Borloo in testa) non si sono fatti vedere. Rama Yade, ex ministra diventata radicale di destra, ha spiegato di non poter aderire alla posizione troppo a destra del presidente uscente, che punta come non mai a rubare voti al Fronte nazionale per poter battere François Hollande, che resta in testa nei sondaggi a 42 giorni dal voto del primo turno.
pubblicato il 11 marzo 2012
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Un Commento a “Sarkozy come Berlusconi: rivedere Schengen”
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13 marzo 2012 alle 13:49
L’Europa di oggi è governata da tecnocrazie bancarie che si muovono in base ad un’idea esclusivamente mercantile e monetarista ed in accordo con le strategie di uno stolido globalismo perfettamente funzionale al sistema della speculazione globale che attraverso le scorrerie dei capitali liberi, aggredisce le economie, in particolare quelle delle democrazie europee. Bisogna comprendere che anche l’immigrazione senza regole fa parte del progetto della finanza globale, infatti non a caso i radicali francesi, che come quelli italiani sono finanziati dal noto speculatore Soros, si defilano dal progetto di Sarkozy di porre un limite alla immigrazione selvaggia. Se l’ideologia “mondialista” della sinistra si salda con la “globalizzazione” voluta dagli spaculatori finanziari, alla lunga saranno le libertà dei cittadini ad essere conculcate, insieme alla stessa idea di democrazia.