Wednesday 17 March 2010

IL MANIFESTO BLOG
   a cura di Pio D'Emilia
Archivio di ottobre 2009
  • Incredibile ma vero, nel paese della mazzetta libera e detraibile dalle tasse, dove l’assoluto asservimento della magistratura al potere esecutivo alimenta da sempre uno dei sistemi più diffusi di corruzione e malversazione, un povero monaco buddista è stato condannato in via definitiva ad un’ammeda di 5.000 euro per aver “violato” la legge elettorale. Il monaco si chiama Yosei Arakawa, ha 62 anni e lo scorso agosto, durante la campagna elettorale, si era messo a distribuire dei volantini in cui incitava a votare per il candidato locale del PC. La polizia l’ha più volte fermato, in quanto in Giappone è vietato volantinare all’interno di edifici pubblici e privati, senza regolare autorizzazione. Dopo due mesi, la sentenza: 5 mila euro. “Semplicemente, non riesco a capire cosa ci sia di male, anzi di criminale, nel distribuire un volantino”, ha commentato il monaco, che ha comuque promesso di pagare.

di pio
pubblicato il 16 ottobre 2009
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in varie
  • L’aumento della criminalità, dei suicidi, e soprattutto delle violenze familiari è direttamente legato alle politiche disumane portate avanti dal Keidanren, la Confindustria giapponese. L’accusa, pesantissima, è stata portata da Shizuka Kamei, ministro per le riforme postali e dei serivizi finanziari, nel corso di un discorso ufficiale ieri a Tokyo.  “Gli omicidi perpetrati all’interno del nucleo familiare sono aumentati in Giappone perché le aziende hanno smesso di trattare gli esseri umani così come dovrebbero essere trattati” – ha dichiarato Kamei – c’è un limite alla resistenza dell’essere umano e alcune aziende questo limite l’hanno passato. Quando si dice, parlar chiaro.

    Shizuka Kamei non è uno qualsiasi. Capo della polizia di Tokyo durante il ‘68 (guidava le operazioni ai tempi dell’Asama Sanso) è stato per molti anni uno dei mastini del PLD, fino a quando non si è scontrato a brutto muso con l’ex premier Junichiro Koizumi, che provò a “farlo fuori” opponendogli, nel suo storico collegio di Hiroshima, il “furbetto” Horie-mon.  Kamei, che nel frattempo è diventato un garantista (è presidente della lega parlamentare contro la pena di morte ed è sempre in prima linea nel denunciare gli abusi della polizia)  fu l’unico a sopravvivere allo “tsunami” di Koizumi, sbaragliando il “furbetto” (che venne poi arrestato per lo scandalo Livedoor). Ora guida uno dei piccoli partiti della coalizione di centrosinistra al potere in Giappone, lo  Shin Kokumin-to (Nuovo partito del popolo).

di pio
pubblicato il 6 ottobre 2009
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in varie
  • Visto che l’argomento ha sollevato abbondanti e articolate reazioni mi permetto un breve update. A seguito delle pressioni internazionali (soprattutto dell’Australia, la cui piccola cittadina di Broome aveva annunciato la fine del gemellaggio con Taiji) ) qualche giorno fa i pescatori di Taiji hanno, per la prima volta, liberato un centinaio di delfini, dopo aver proceduto alla selezione per gli acquari. Il sindaco dfi Taiji, Sangen, in un comunicato ha detto che per ora si tratta di un “gesto di buona volontà”, ma che non significa che la “tradizione” della mattanza verrà interrotta per sempre. Comunque sia, un buon segno. Ci sono delle bellissime immagini girate da un ambientalista svizzero, dove si vede chiaramente una barca togliere le reti e i delfini, prima riluttati, poi felici, prendere il largo saltando sulle onde. Provo a metterlo in rete, ma non sono sicuro di riuscirci, in caso chiederò aiuto ai colleghi della redazione.

    Una brevissima nota per Pier Franco, a proposito dei conigli spellati in pubblico. Non è una palla. Oggi magari le cose saranno diverse, ma trent’anni fa, epoca a cui si riferisce Komatsu, nei mercati rionali tipo Piazza Vittorio e Ponte Milvio i conigli venivano presi dalle gabbie, uccisi e spellati in pubblico, esattamente come i polli. Per non parlare delle varie fiere popolari.

di pio
pubblicato il 6 ottobre 2009
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