Che Ichiro Ozawa, peso massimo della politica giapponese degli ultimi 30 anni, fondatore e affossatore di quattro partiti (compreso quello ora al governo) e attualmente “in castigo” per una storia, guarda caso, di tangenti “non dichiarate” (gia’ , in Giappone le tangenti sono accettabili, ma vanno dichiarate) sia un abile manovratore e stratega non vi era alcun dubbio. Ma stavolta rischia di superare se stesso. Dopo aver accusato ininterrottamente l’attuale premier Naoto Kan di inettitudine, invitandolo a dimettersi, ieri ha annunciato che appoggera’, assieme ai suoi seguaci (un-ottantina di deputati che devono a lui, e solo a lui, l’elezione) la mozione di sfiducia che l’oramai anemico partito liberaldemocratico ed il Komei, ex braccio politico della Soka Gakkai in crisi di astinenza dal potere, hanno deciso di presentare alla Camera. Una mozione che non ha nessuna possibilita’ di passare, visto che lo stesso Ozawa ha, privatamente, istruito i suoi seguaci a non votarla. Troppo complicato? macche’. Semplicissimo. Se la mozione passasse, il premier Kan scioglierebbe immediatamente la camera, come a suo tempo fece il “mago” Koizumi e chiamerebbe i giapponesi a votare per sconfiggere una volta per sempre la “vecchia” politica. E come a suo tempo fece Koizumi, il cui spessore era certamente inferiore a quello di Kan, rischierebbe di stravincere. Soprattutto se avesse il coraggio di puntare tutto sull’uscita dal nucleare. Un sogno che fino a qualche mese fa, in Giappone, era inimmaginabile. Bastonati dal terremoto e dallo tsunami, e preoccupati per un’emergenza nucleare che non accenna a rientrare, mai come ora i giapponesi sembrano pronti a seguire un leader che parla di qualita’ della vita, di benessere, di sviluppo sostenibile e di welfare. Voltando le spalle ai ladroni e ai funambolieri. Da vecchio lupo, Ozawa questo l’ha capito, e ha istruito a dovere le sue pecorelle. Che fino all’ultimo appoggeranno, a parole, la mozione. Ma alla fine, voteranno contro. A questo punto, Kan dovrebbe chiedere ai suoi sostenitori di votargli contro. Un livello di perfidia e di cinismo al quale, per ora, non e’ ancora arrivato.
pubblicato il 1 giugno 2011
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2 Commenti a “Sfiducia all’italiana”
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3 giugno 2011 alle 11:46
Salve,
lei dice che lo spessore di Naoto Kan è superiore a quello di Koizumi.
A cosa si riferisce di preciso? Seguendo (ma non da vicino) le vicende giapponesi, mi ero fatto l’idea che Koizumi fosse invece piuttosto popolare, anche per via del suo atteggiamento, nonché abile stratega, come aveva appunto dimostrato quando sciolse la camera.
Grazie in anticipo per i chiarimenti
3 giugno 2011 alle 20:16
Salve,
avevo lasciato un commento qualche ora fa ed è sparito.
Chiedevo un chiarimento sul perché lo spessore politico di Naoto Kan venisse considerato dall’autore superiore a quello di Koizumi.
A presto!