Volevo segnalarvi questa lettera che mi è arrivata. Poche parole piene di drammaticità e consapevolezza.
E rivolgervi un appello: salviamo Maryam e le altre
«Sta mane ho saputo della drammatica notizia, l’uccisione di Sanaa.
tre anni fà tocco a Hina e tra qualche anno potrebbe toccare a me.
Ogni giorno combatto con questa realà. Penso di essere emancipata, colta e una donna libera ma poi ogni giorno sono portata a scegliere tra la mia famiglia e l’amore, tra la libertà e la sottomissione, tra la vita e la morte.
Queste ragazze sono state abbandonate e oggi mi sento responsabile perchè nulla è stato più fatto e così ci tocca ancora leggere di questi orrori.
Vorrei fare qualcosa ma non so da dove iniziare, io sono pronta a fare qualsiasi cosa pur di portare a galla questa realtà e cercare un cambiamento.
maryam»giuliana
pubblicato il 17 settembre 2009
| 28 Commenti »
Era troppo «occidentale». Sanaa Dafani, 18 anni, di origine marocchina, è stata uccisa dal padre ieri, 15 settembre 2009, perché voleva vivere come molte altre ragazze italiane. L’ha trovata in macchina con il fidanzato, con il quale conviveva da tre mesi, lei è scappata, l’ha inseguita, colpita con un coltello alla gola. E’ successo a Montereale Valcellina, vicino a Pordenone. Come era successo a Hina, a Sarezzo, vicino a Brescia, tre anni fa.
Non siamo in un paese musulmano dove il crimine d’«onore» è all’ordine del girno, ma in un paese occidentale dove ogni giorno o quasi un fidanzato uccide l’ex fidanzata perché ha deciso di lasciarlo, o un marito uccide la moglie perché vuole divorziare, etc.
Perché non ci uniamo (donne italiane e non) per combattere questo potere patriarcale che pensa di poter controllare la vita delle donne fino a ucciderle in nome (anche se non dichiarato) dell’«onore»?
Perché noi donne occidentali invece di invocare tolleranza in difesa di tradizioni «altre» (che erano anche nostre) non ci battiamo per l’uguaglianza di diritti e doveri di tutte le donne e uomini che vivono nel nostro paese? Perché non facciamo sentire a queste donne che vengono a vivere da noi, che crescono con noi, la nostra solidarietà?
Forse non basterebbe, e ora per Sanaa è troppo tardi, ma almeno manifestiamo tutto il nostro sdegno e non guardiamo dall’altra parte. Altri padri sono in agguato e sono pronti a colpire le figlie che sempre più vogliono decidere del loro futuro.
giuliana
pubblicato il 16 settembre 2009
| 21 Commenti »
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