Wednesday 17 March 2010

IL MANIFESTO BLOG
   a cura di Giuliana Sgrena
La partita "nucleare" di Ahmadinejad
  • La manovra di logoramento giocata dal presidente iraniano Ahmadinejad va ben al di là del nucleare. O meglio con il nucleare il presidente iraniano gioca una partita molto più importante sul piano interno, regionale e internazionale. Con una pesante e sanguinosa repressione è riuscito a bloccare, per il momento, la rivolta interna nell’indifferenza dell’opinione pubblica internazionale. Del resto in questione in Iran non è il nucleare ma la democrazia. Ma la partita di Ahmadinejad va oltre i propri confini, innanzitutto si estende ai paesi vicini. L’affermazione dell’Iran come potenza regionale, nel momento in cui si trova circondato da paesi in possesso di armi nucleari (Pakistan, India e Israele), passa anche attraverso l’affermazione del diritto al nucleare “civile”. L’Iran è il punto di riferimento di tutti gli sciiti nell’area, dagli Hezbollah libanesi agli hazara afghani, ma soprattutto degli sciiti iracheni, molti dei quali al governo. E sia in Afghanistan che in Iraq si terranno a breve le elezioni, quindi un ruolo di egemonia è importante e urgente. Una “ragione” quella di Ahmadinejad che non può essere ignorata dall’occidente e soprattutto dagli Stati uniti, impegnati ancora in Iraq e soprattutto in Afghanistan. La questione del nucleare iraniano va quindi ben al di là dell’accordo con l’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) anche se passa inevitabilmente attraverso organismi internazionali che pur non essendo indipendenti, visto che subiscono l’influenza delle grandi potenze, possono però avere una qualche maggiore legittimità. Quale può essere dunque l’unico modo per disinnescare la “bomba” iraniana? Quella di affrontare la questione alla base con il processo di non proliferazione nucleare e con il disarmo nucleare, lanciato da Barack Obama al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ma che deve essere messo in pratica. Una forza come la nostra dovrebbe mettere al centro delle proprie iniziative politiche proprio una campagna per il disarmo nucleare, come già suggerito dal Forum internazionale di Sinistra ecologia e libertà.

di giuliana
pubblicato il 1 novembre 2009
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in guerra

3 Commenti a “La partita "nucleare" di Ahmadinejad”

  1. alvise Scrive:

    Condivido gran parte dell’analisi fatta da Giuliana.
    Devo anche ricordare che gli USA erano disposti a concedere all’Iran il nucleare quando regnava lo Scia. Gli serviva per avere un loro gendarme sul Golfo.
    Oggi è l’ambizione del gruppo sciita fondamentalista a inseguire la stessa politica, ma col fine ultimo di far prevalere una visione religiosa sciita nel contesto musulmano mondiale.
    Ai popoli che Giuliana elencava andrebbero aggiunti anche le consistenti minoranae sciite nei paesi della costa sud del Golfo Persico. Proprio le zone più ricche di petrolio.
    Francamente non credo molto all’idea di un disarmo nucleare vecchia maniera. (Chi potrebbe ad esempio impedire a un paese emergente come Brasile di farsela. E infatti Lula, uomo di sinistra, la vuole)
    Dubito anche che si possa davvero concludere qualcosa con Ahmadinejad, se il suo obiettivo di fondo è far prevalere la Scia sulla Sunna.
    Obama ,l’UE o la Russia, tutti paesi di infedeli, non possono influire in alcun modo su questo suo proposito.
    Vorrei ricordare a Giuliana ( e non lo dico per contestarla) che esiste il principio coranico della TAKKIYE ovvero della dissimulazione. Una prassi ammessa , quando è necessario mascherare le proprie idee se ci si sente insicuri . Viene usata soprattutto dagli sciiti nei riguardi del mondo sunnita, là dove i primi sono minoranza .
    Questo “l’islam camaleontico” può essere applicato ovunque.
    Anche in italia.

  2. Roberto Scrive:

    “Perché guardi la pagliuzza dell’occhio del tuo vicino quando nel tuo c’è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi potrai guardare la pagliuzza dell’occhio del tuo vicino” (Gesù ca. 1970 anni fa).
    Quelli che si preoccupano del programma nucleare del’Iran (che ha sempre accettato le ispezioni) hanno mai detto nulla sul nucleare di Israele, esistente e ufficialmente negato, ma rivelato dall’ingegnere israeliano Mordechai Vanunu, che per questo si è fatto 18 anni di carcere nelle prigioni sioniste ed è tuttora impedito dall’uscire da Israele?

  3. alvise Scrive:

    A onor del vero c’è una differenza.
    L’Iran ha sottoscritto il patto di non proliferazione nucleare. Israele no, per cui non riceve nemmeno ispezioni.
    Se l’Iran non l’avesse sottoscritto, non si porrebbe il problema.

    Vi sono siti nucleari per i quali l’Iran di Ahmadinejad non ha mai permesso la visita. Anzi ne ha dichiarato l’esistenza solo nelle scorse settimane.

    E queste sono “pagliuzze” che restituisco volentieri.

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