Il leader del Partito comunista dei lavoratori tunisini l’ha definito imperialismo. Si tratta di un nuovo imperialismo quello dei paesi del Golfo, in questo caso del Qatar, nei confronti della Tunisia. Non è un segreto che il Qatar ha finanziato e finanzia il partito islamista En-nahda, che la tv satellitare del Qatar al Jazeera ha fatto la campagna elettorale che ha contribuito pesantemente alla vittoria degli islamisti il 23 ottobre, che Qaradawi, uno dei fondatori dei Fratelli musulmani e mentore di Rachid Ghannouchi, leader di En-nahda, vive in Qatare e ha una trasmissione sulla sharia su al Jazeera e che Ghannouchi subito dopo le elezioni si è recato in visita a Doha, ma che addirittura lo sceicco del Qatar fosse invitato all’apertura dell’Assemblea costituente tunisina è veramente eccessivo. La decisione ha suscitato l’immediata protesta dell’Unione generale degli studenti tunisini e non solo.
pubblicato il 15 novembre 2011
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9 Commenti a “Un nuovo imperialismo, del Qatar”
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16 novembre 2011 alle 12:29
. Il Qatar ha anche grandi responsabilità nell’aggressione alla Libia ed ora passa all’incasso.
16 novembre 2011 alle 16:36
@giuliana Ricordo non a lei ma ai lettori che il Partito Comunista dei lavoratori Tunisini faceva parte del Parlamento zombi di BEN ALI, forse anche per questo alle elezioni prende meno di un decimo dei voti di En-nadha. Oltretutto è sorprendente che dei comunisti, o sedicenti tali, usino il termine “imperialismo” in modo così decontestualizzato da ogni riferimento economico. Se uno fosse serio su questi argomenti dovrebbe parlare del capitalismo, quello vero, basato sulla delocalizzazione delle produzioni industriali e sulla finanziarizzazione subordinata di molti paesi “emergenti” come la Tunisia, non sulla presenza dello sceicco del Qatar alla Costituente. Peraltro quest’ultima è un episodio, non raro, di megalomania di una monarchia tribale di tipo pre-islamico che si propugna all’esterno come un attore del cambiamento. Ma forse lo sceicco del Qatar va a Tunisi per imparare qualcosa dai fratelli di En-nadha, ischallah.
16 novembre 2011 alle 21:22
@valter mi dispiace il leader del Pcot (partito comunista dei lavoratori tunisini) Hammami è stato spesso in carcere e tortutato.
Lo era anche fino a quando Ben Ali se n’è andato e il suo partito era fuori legge. Si informi meglio prima di fare commenti poco appropriati
giuliana
18 novembre 2011 alle 09:59
Finalmente qualcuno ne parla. E’ dall’inizio del progetto di Grand Tunis che sono chiari gli interessi del Qatar a Tunisi. L’immobiliare è stata la testa di ponte di un progetto più ampio di infiltrazione nell’economia mediterranea della Tunisia. Il sostegno a En-hada è funzionale, riproporre un islam saudita in un paese del Maghreb per cancellare la memoria del paese e per manipolare meglio le masse descolarizzate.
18 novembre 2011 alle 13:03
@ andrea ziomec Ci racconti a quale progetto Grand Tunis fa riferimento. Io ne conosco solo uno della Banca Africana degli investimenti con il quale il Qatar visibilmente non c’entra. Inoltre conosce qualche Paese europeo che rifiuterebbe investimenti reali o finanziari dal Qatar o da chiunque altro in questo momento? Perché dovrebbe essere “sospetto” un ipotetico investimento del Qatar più di quello di qualunque soggetto europeo, americano o cinese?
@giuliana Sarebbe giusto che i lettori sapessero che il PCOT, che rimprovera a En-nadha i legami con il Qatar, aderisce ad una sorta di imitazione della Terza Internazionale che ha come riferimento l’Albania del defunto Enver Hogha. Quello era sicuramente un modello vincente che tutti rimpiangiamo. A Tunisi costruirebbero sicuramente dei bunker contro lo sbarco dei “revisionisti” del Manifesto.
18 novembre 2011 alle 21:01
@valter le sue affermazioni sono un isnulto alla intelligenza, anche la sua
giuliana
28 novembre 2011 alle 20:12
Scusi Giuliana, ma mi sembra Lei che insulta l’intelligenza, in questo caso dei tunisini. “Non è un segreto che il Qatar ha finanziato e finanzia il partito islamista En-nahda, che la tv satellitare del Qatar al Jazeera ha fatto la campagna elettorale che ha contribuito pesantemente alla vittoria degli islamisti il 23 ottobre”. E che vuol dire? Che i tunisini non sono capaci di accendere il cervello e votano quello che dice Al-Jazeera?
Ma poi mi dica, lei vuole la democrazia o no? O vuole la democrazia solo se i cittadini votano quello che piace a Lei?
D’accordo o no, non e’ un segreto che gran parte dell’elettorato nord-africano vota per i partiti islamici moderati (si’ moderati, perche’ An Nadha non sono i salafiti); queste persone sono libere di esprimere le loro preferenze oppure no?
Anche a me non piacciono gli italiani che votano Lega o Berlusconi, ma fa parte del gioco democratico accettare anche il loro parere.
Altrimenti abbia il coraggio di sostenere i dittatori, come fanno in molti, e dica apertamente che sono il male peggiore per “quei paesi”. Sarebbe piu’ onesta con se’ stessa e i suoi lettori.
28 novembre 2011 alle 20:14
@Andrea
In Arabia Saudita Yusuf Al Qaradawi viene chiamato “Al kaddhab al kabir”, ossia il grande bugiardo, perche’ considerato troppo moderato.
15 dicembre 2011 alle 18:53
Sigparlare di islamismo moderato e’ come parlare di nazismo moderato. tra salafismo e fratellanza musulmana c’e’ una sola differenz: il metodo. ma l’obiettivo e’ lo stesso: l’imposizione di una societa’ monolitica controllara da una cricca di censori moralisti.
l’islam e’ un’altra cosa!