solidaires contre le fanatisme religieux
Ricevo questa petizione da una amica tunisina e vi invito a sottoscriverla
Un courant de fanatiques veut aujourd’hui déclencher la terreur dans notre pays et posent les préludes d’une véritable guerre civile en divisant le peuple tunisien en « musulmans » et en « koffar ». Cela est inacceptable pour la révolution du 14 janvier qui s’est faite au nom du respect de la dignité de tous et de l’aspiration à la liberté et pour laquelle sont morts des centaines de jeunes tunisiens, cela est inacceptable pour la démocratie que nous voulons construire.
Cette secte violente de fanatiques s’est manifestée à maintes reprises depuis plusieurs mois, par des actes inacceptables de violence et d’agressions physiques et verbales à l’égard des citoyens tunisiens, actes dont nous ne citerons que les plus graves : les attaques du cinéma Africa pour la projection du film de Nadia el Fani ; de la faculté de Sousse pour forcer à l’acceptation du nikab et l’occupation depuis presque deux mois de la faculté de la Manouba pour les mêmes raisons, avec de multiples agressions des professeurs, du doyen, et des étudiantes ; de la chaine Nessma pour la projection du film Persépolis et les agressions graves du domicile et de la famille de son directeur ; de la ville de Sejnane avec la volonté des fanatiques d’en faire un bastion du salafisme wahabite, avec des agressions violentes contre les citoyens de cette ville ; les nombreuses agressions dont sont victimes au quotidien des femmes parce qu’elles ne portent pas le voile et des hommes pour leur comportement jugés par eux non conforme à l’Islam ; aujourd’hui encore, ces fanatiques ont porté atteinte, par leurs agressions physiques et verbales devant le palais de justice lui-même, aux citoyennes et citoyens venus soutenir la liberté de presse et d’expression à l’occasion du procès intenté à la chaine Nessma et se sont violemment attaqués, en particulier, à deux journalistes et à un universitaire connus pour leurs opinions critiques à l’égard de l’Islam politique. Les lignes rouges ont donc été franchies depuis plusieurs mois mais le courant fanatique continue à exercer ses violences en toute impunité voulant installer dans notre pays un climat de terreur propice à leur domination.
Face aux dérives grave de ces nouveaux fascistes,
le silence du gouvernement ne peut être que complice, perpétuant la violence en mettant aux banc des accusés les victimes quant les fauteurs de troubles demeurent en liberté ; les déclarations ambigües du mouvement Nahdha ne peuvent que leur fournir un blanc seing en renvoyant dos à dos les violences physiques et verbales des fanatiques avec la projection d’un film, le refus du nikab d’une étudiante dans l’enceinte universitaire ou la liberté de presse d’un journaliste ou d’une chaine TV, comme si celles-ci justifiaient celles-là.
les partis et formations politiques, aussi bien ceux qui partagent le gouvernement que ceux qui ne le partagent pas, ainsi que toute la société civile devraient poser fermement comme condition sine qua non au débat politique sur la transition démocratique, l’arrêt immédiat et définitif de toutes formes de violences perpétrées par les salafistes et l’application ferme de la loi à leur encontre.
Quant à nous, citoyens et citoyens inquiets de la dégradation de la sécurité dans notre pays et signataires de cette pétition, nous demandons fermement à ce que soit mis fin, de façon définitive, aux agissements haineux des fanatiques, que des enquêtes soient ouvertes en vue de définir les responsabilités directes et indirectes de ces violences et de les punir sévèrement ;
Nous mettons en garde sur les risques encourus par notre pays de sombrer dans l’anarchie et la guerre civile si nous n’arrêtons pas à temps cette escalade de la violence et du fanatisme.
Nous déclarons totalement solidaires de tous ceux et celles victimes de l’obscurantisme et de la violence et appelons à dénoncer avec fermeté tous les comportements ou discours qui les justifierait ou les provoquerait.
Il en va de nous tous, de notre pays, de la démocratie.
Neila Jrad
per sottoscrivere andate sul sito http://www.petitions24.net/soli
pubblicato il 24 gennaio 2012
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12 Commenti a “Contro il fanatismo religioso”
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24 gennaio 2012 alle 13:28
Che dire ?
A differenza di molti altri, ho sempre sostenuto che non esiste una separazione tra islam politico e islam religioso. Il testo che la sig.ra Giuliana ci propone, mi pare lo confermi.
Vogliamo trarne qualche conseguenza logica anche per il nostro Paese ?
24 gennaio 2012 alle 17:38
ok.vado al sito
25 gennaio 2012 alle 18:15
@giuliana. Cerco di spiegarle/mi perché non sono d’accordo con Neila Jrad e con coloro che hanno firmato e firmeranno questo appello. Utilizzo un esempio per esemplificare il mio punto di vista, che credo ampiamente condiviso dai musulmani. Se una donna con il niqab vuole frequentare l’Università e vuole anche fare degli esami ha il diritto di farlo, specialmente se vive in un Paese dove il 90% e più dei suoi concittadini non la considera affatto una delinquente da espellere ma una persona esemplare, che si comporta con una riservatezza che molte non praticherebbero ma che comunque apprezzano. Probabilmente dovrebbe fare gli esami facendosi riconoscere da insegnanti donne, alle quali può tranquillamente mostrarsi, rispettando così la propria religione e il proprio modo di viverla (che sono comunque due cose distinte). Invece il rettore di Manouba ha scelto di interdirla, scatenando le proteste di tanti e non solo dei salafiti, cioè comportandosi in modo identico ma speculare a chi divide il mondo fra muslimin e kafirun, con l’aggravante di non capire lo spirito del tempo in cui vive. Nello stesso modo, non capisce il suo tempo chi, appena dopo le uniche elezioni regolari della storia della Tunisia, parla di “derive neo-fasciste” perché piccoli gruppi mettono in pratica proteste violente ma incommensurabili rispetto a 50 anni di dittatura laica. Diciamoci la verità: spesso la democrazia piace quando a vincere siamo noi, mentre se vincono degli altri cominciamo a rimpiangere la dittatura. Queste elite lontane dal proprio popolo e vicine allo stile di vita europeo o americano si sentono a disagio nella nuova Tunisia, esattamente come il popolo percepisce loro come un lascito del passato, recente ma anche coloniale. E’ proprio in quel passato che l’Occidente ha tentato di cancellare l’identità islamica, neutralizzandola e deridendola quotidianamente e reprimendola quando la derisione non funzionava, durante il colonialismo e poi nel post-colonialismo. Oggi la situazione è cambiata, qualcuno dice al-hamdu-lillah qualcun altro dirà purtroppo. Con questo non ho alcuna intenzione di convincerla. Ho solo la convinzione che forse parlandosi ci si capisca meglio che facendo proclami o spaccando i cinema.
26 gennaio 2012 alle 16:08
@Giuliana Sgrena
cara Signora vorrei porle una domanda : è con chi ragiona alla Walter di Nuzio che lei si propone di fare una società “multiculturale” ? Non pensa che ne avremo invece una fondata sull’ apartheid (come del resto oggi avviene in GB e Francia) ?
Se un gruppo coltiva scale di valori non compatibili con la nostra Costituzione, arriveremo mai un giorno ad uno scontro, se la demografia scompensa i suoi rapporti ?
Non è forse sempre così accaduto in tutti i Paesi dove l’islam si è insediato ?
Nei suoi articoli che fanno da spunto ai nostri commenti c’è quasi sempre un fatto minore sul quale ragionare.
Eppure siamo sul punto di dare diritti di cittadinanza sulla base dello ius soli e lei ci racconta di come vengono maltrattate le donne in quei Paesi.
C’è una coerenza politica ?
26 gennaio 2012 alle 16:24
Firmo, perchè stanno oltrepassando i limiti della civile convivenza!
Scusi signor Di Nunzio, se vuole puo’ anche non rispondermi, vive in Tunisia o riceve solamente informazioni da conoscenti?
28 gennaio 2012 alle 14:01
Il sig. Carlo fa un’affermazione sbagliata: Esiste eccome una differenza tra islam come religione e islam politico, ci sono secoli di storia a dimostrarlo. L’Andalusia araba é stato nel periodo del nostro Medioevo un esempio, per quei tempi, di tolleranza religiosa, di melting pot culturale e di sviluppo delle arti. E se non ci fosse questa differenza oggi correremmo un serio pericolo con 1 miliardo e mezzo di musulmani sulla terra. Oppure vada a dirlo alle congregazioni sufi che combattono le interpretazioni “letteraliste” del Corano e sunna da secoli. No, quello che é da denunciare e che costituisce un enorme pericolo, per le popolazioni musulmane per prime, é l’islam politico che nasce, così come lo conosciamo oggi, con l’Arabia Saudita e l’ideologia “wahhabita”. e’ una lettura molto specifica dell’islam quella che compiono gli “islamisti”, intendendo con questa parola tutto l’ampio spettro che si rifà all’islam politico (dai Fratelli Musulmani e derivazioni e ai salafiti nelle loro varie articolazioni e differenza). E’ un islam molto specifico, che ha bisogno di simboli, ed infatti il velo, l’”hijab” é diventato uno dei loro simboli principali, e per questo ad esempio potrei essere favorevole alla proibizione del velo anche “hijab”, perché volenti o nolenti é diventato un simbolo politico ed anche la lettura coranica che viene fatta prevalentemente oggi, é figlia di questo “milieux” dell’islam politico, essendo in realtà tutt’altro che una prescrizione coranica. Il grosso, enorme problema che abbiamo oggi con l’islam é figlio di questo equivoco: l’islam politico ha il pressoché totale controllo delle comunità islamiche emigrate in Occidente, così come é culturalmente egemone nei paesi sunniti (ma anche tra gli shiiti non scherzano)per cui riesce ad imporre la propria visione e grazie al suo controllo di moschee, imam, sheykh e ‘ulema satellitari, associazioni islamiche, partiti/organizzazioni caritatevoli come i Fratelli Musulmani o altri salafiti ecc. e riesce a rivendere la propria interpretazione dell’islam come l’unica vera e l’unica interpretazione “ortodossa”. Ovviamente Avicenna, Averroè, Al Ghazali e tutti i grandi nomi della filosofia islamica si rivoltano nella tomba….sta a noi non avvallare il “potere” di questa gente. Per cui anche in Italia prima di “dialogare” con “autodefinentisi” rappresentanti dei musulmani, andiamo a vedere bene cosa pensano e chi sono…
29 gennaio 2012 alle 13:44
I fanatismi sono prigioni mentali fortemente intrecciate fra loro, forse vederli
singolarmente è meno efficace.
Fanatismo politico : fascismo stalinismo neoliberismo …
Fanatismo religioso : cristiani musulmani ebrei indu’ …
Fanatismo riproduttivo, forse il peggiore: (far) fare bambini come senso della
vita e per esercitare potere a vari livelli.
Fanatismo del lavoro, forse il piu’ devastante dopo quello riproduttivo. I
posti di lavoro sono come i gas di scarico delle automobili: un rischio di
avvelenamento stalinista o fascista, un male necessario da ridurre il più
possibile grazie all’ aumento della produttività …
Il rimbambimento da abuso della religione è usato per farci ammazzare di lavoro
schiavista o in guerra e terrorismo.
Quando una specie esaurisce lo spazio vitale la natura usa i suoi metodi
brutali, nel caso di Homo Sapiens I fanatismi sono un segno infausto della
sovrappopolazione del pianeta.
La soluzione di sinistra per disinnescare la bomba demografica è: accordi a
livello di G20 per fare meno bambini meno migrazioni e produrre meno, sul
modello dei negoziati per la limitazione delle armi nucleari. Le soluzioni di
destra sono note: migrazioni produzione schiavismo guerra fame tumulti malattie.
11 febbraio 2012 alle 20:30
a alvise: c’è una coerenza, a maggior ragione se sono maltrattate nei loro paesi noi dobbiamo dare loro un futuro migliore nel nostro! giuliana
14 febbraio 2012 alle 12:28
@Paolo G
la ringrazio per quanto scritto, ma mi consenta una domanda.
Anche il mondo germanico aveva Kant, Goethe, Hegel, Beethoven, T. Mann etc eppure aderì al nazismo. La stragrande maggioranza di quel popolo si convinse delle stesse cose che oggi sentiamo dire dal presidente Ahmadinejad sugli ebrei.
Non credo che se lei si trovasse, per pura ipotesi, negli anni Trenta in Europa convincerebbe i suoi ascoltatori predicando che la Germania a vui dobbiamo guardare non è quella di Hitler.
Non voglio assimilare sic et simpliciter le due situazioni, ma il paragone regge . Proprio perchè sono le idee dei Fondamentalisti quelle che vengono votate a maggioranza dalla gente in Nord Africa ( ma anche dai tunisini e tunisine che vivono in Francia, i quali hanno dato 4 seggi su 10 al partito islamista Enhada).
Può darsi che in un altro futuro le cose saranno diverse, ma ne dubito.
Israele prima o poi attaccherà l’Iran e ne saremo tutti coinvolti.
Chiedo a lei , come pure agli altri che partecipano al blog, come ci si dovrà schierare in quella circostanza.
20 marzo 2012 alle 18:45
Cara Giuliana (e cari lettori del manifesto)
lo so, non c’entra forse nulla con quella del quale si parla in questo blog (o forse sì) e forse (anche) lei già conosce queste immagini.
Ma trovo importante segnalargliele, proprio perché seguo il suo lavoro, da vecchio lettore del manifesto, con molto interesse.
Si tratta di un discorso di Nasser, il presidente egiziano, di circa 50 anni fa.
Il soggetto è il velo imposto alle donne. I sottotitoli sono in francese, ma penso che tutto sia facilmente comprensibile. Ciò che colpisce non è solo il discorso tenuto da Nasser ma anche la reazione dell’uditorio.
Io penso che siano immagini molto molto interessanti. Nel caso in cui invece non foste di questo avviso, chiedo scusa per l’irruzione.
Questo è il link http://www.youtube.com/watch?v=D-DZUnh8-Ro&feature=youtu.be
Cordialmente, Spartacus
20 marzo 2012 alle 21:58
grazie molte, è molto interessante
24 marzo 2012 alle 08:26
Segnalo questo intervento, del prof. Kadar, che appare sul sito di Le Monde, oggi 24 marzo, dopo i tragici fatti di Tolosa.
http://mobile.lemonde.fr/idees/article/2012/03/23/un-monstre-issu-de-la-maladie-de-l-islam_1674747_3232.html
L’intervento è in francese