-
Parte dell’irreale personalita’ mediatica di Angelina Jolie – un simulacro di gossip, glamour e mitologia da rotocalco – e’ legata al suo impegno umanitario che affiora in comunicati stampa e video youtbe dell’attrice indossante abiti etnici su altipiani spazzati dal vento, circondata da profughi. E’ ben noto altresi’ il suo lavoro di goodwill ambassador per la commissione ONU sui rifugiati, di sponsor di case popolari a New Orleans e di ‘adottrice seriale” di bambini terzomondisti. E’ vero che l’impegno umanitario e’ ormai una componente obbligatoria del corredo d’imagine di una celebrita’, spesso appaltata ad appositi consulenti affiancati agli uffici stampa. Ma nel caso della Jolie – pur nell’universo di filantropia patinata e industrialmente prodotta -l’entusiasmo – la foga diremmo – dell’impegno in zone disagiate, disastrate o devastate da guerre e carestie sembra effettivamente sincero. Una passione trasposta senza grande successo anche in film come Amore Senza Confini di Martin Campbell o Mighty Heart (Un Cuore Grande) di Michael Winterbottom. Non casualemnte sono anche i temi verso cui ha gravitato per il suo esordio da regista con Land of Blood and Honey, un film ambientato nella guerra bosniaca. A differenza dei precedenti film, la Jolie regista ha confezionato un film duro che non fa sconti (ne ai carnefici serbi di Sarajevo ne agli spettatori). Il film ha la forma di un Romeo e Giulietta dove i Montecchi serbo-bosniaci procedono alla pulizia etnica degli odiati Capuleti musulmani. Ai rispettivi ceti appartengono Danijel e Ajla, amanti prima della guerra, che durante il martirio di Sarajevo si rincontrano, lui ufficiale serbo, lei detenuta in un campo di stupro. Sullo sfondo disumano del metodico genocidio tentano di salvare il proprio amore: Danijel protegge Anja ma per farlo deve farne una prigioniera “personale” e man mano che la strage procede il rapporto diventa sempre piu’ impossibile soprattutto quando ne viene a conoscenza il padre di lui (un Rade Srebezija sosia di Ratko Mladic). Il film e’ imperfetto soprattutto perche’ il malsano e complicato rapporto fra vittima e carnefice non ha la nuance psicologica di un Portiere di Notte (Liliana Cavani) o Morte e la Fanciulla (Roman Polanski). Ma e’ un male minore per un film che fotografa in modo lucido – con le sue fucilazioni di civili, i suoi stupri sistematici e fosse comuni – la guerra genocida avvenuta nel mezzo della moderna prosperita’ sudeuropea, a mezz’ora di volo dall’Italia, e proprio per questo forse volentieri dimenticata. Un film importante, difficile da guardare che e’ forse la piu’ forte denuncia contro la guerra dai tempi di Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale o Idi i Smotri di Elem Klimov. Nel suo primo film da autrice, la star-Jolie sceglie una voce “politica” e dimostra di saperla usare; alla prima del film ad esempio, dove ha dichiarato: “Volevo che la gente sentisse cio’ che vuol dire vivere la guerra. I personaggi del film pregano invano perche’ qualcuno intervenga, qualcuno o qualcosa venga a fermare la follia prima che peggiori, prima che i rapporti si dissolvano – prima che perdano la loro umanita’. Volevo cercare di capire cos’e’ nelle guerre che puo’ trasformare delle persone decenti, normali, come noi – ecco cos’e’ che puo’ trasformare noi tutti in qualcosa di irriconoscibile e mostruoso. Solo se capiamo questo possiamo sperare di guarire”.Candidato ai Golden Globe che verranno assegnati domenica, il film meriterebbe anche un oscar, se non fosse che e’ girato in serbo bosniaco e come tale avrebbe dovuto essere candidato dalla Bosnia.
pubblicato il 13 gennaio 2012
|
È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.
Lascia un Commento
- maggio 2012
- aprile 2012
- marzo 2012
- febbraio 2012
- gennaio 2012
- dicembre 2011
- novembre 2011
- ottobre 2011
- settembre 2011
- agosto 2011
- luglio 2011
- giugno 2011
- maggio 2011
- aprile 2011
- marzo 2011
- febbraio 2011
- gennaio 2011
- dicembre 2010
- novembre 2010
- ottobre 2010
- settembre 2010
- agosto 2010
- luglio 2010
- giugno 2010
- maggio 2010
- aprile 2010
- marzo 2010
- febbraio 2010
- gennaio 2010
- dicembre 2009
- novembre 2009
- ottobre 2009
- settembre 2009
- agosto 2009
- luglio 2009
- giugno 2009
- maggio 2009
- aprile 2009
- marzo 2009
- bozo4 su Partito Comunista di Beverly Hills
- gianni pigozzo su Partito Comunista di Beverly Hills
- bozo4 su Il (non grandissimo) Dittatore
- Paolo1984 su Il (non grandissimo) Dittatore
- nostalgia canaglia su Lutto fra i Beastie Boys
- Antiviolenza
- AutoCritica
- Babel
- Chips&Salsa
- Compagni di squadra
- Dal Giappone con Furore
- EstEstEst
- FranciaEuropa
- Game Odissey
- Horror Vacuo
- Islamismo
- La finanza spiegata ai gatti
- La Rete nel cappio
- Losangelista
- Napoli centrale
- Nuvoletta Rossa
- Paci Possibili
- Popocatépetl
- Poltergeist
- Quinto Stato
- Rovesci d'Arte







