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Le guerre per quanto pulite e nascoste, trovano il modo di lasciare il solco sulla societa’ che volentieri le ha rimosse – soprattutto quelle combattute in malafede. E’ evidente, ad appena un paio di settimane dal ritiro delle truppe americane dall’ Iraq. Una conclusione “vittoriosa”, di un conflitto decennale crudele quanto inutile, i cui strascichi proseguiranno molto a lungo. La stessa settimana (scorsa) in cui sono rimbalzate in rete le foto dei marines che oltraggiano i cadaveri dei nemici in Afghanistan, ha visto l’avvio del processo davanti alla corte marziale di Camp Pendleton, del sergente Frank Wuterich, imputato con altri otto commilitoni della strage di Haditha. L’episodio –rappresaglia contro 24 civili uccisi dai soldati – e’ uno dei piu’ cruenti della guerra che ci ha dato anche collateral murder, il video wiki che documenta il fuoco sui civili dei top gun americani, Abu Ghraib e chissa’ anche quanti altri “incidenti” mai rivelati. Ma dopo aver devastato la terra lontana dicevamo la guerra ha la consuetudine di trovare la via di casa . Il decennio che ha visto la sanzione ufficiale della tortura ha sprigionato una nube tossica morale dal subdolo effetto: difficile credere quanti pubblici commenti favorevoli la scorsa settimana ai marines che hanno urinato sui cadaveri nemici. Lo strascico nefasto della guerra questa settimana ha anche un altro volto, quello di Izcoatl Ocampo, arrestato un paio di giorni fa per l’omicidio, nell’arco di pochi giorni, di 4 homeless mentre dormivano per strada nei propri cartoni a Orange County, vicino a Los Angeles. Ocampo e’ un reduce dell’Iraq ed e’ tornato dal fronte un uomo distrutto– vittima della sindrome post-traumatica da stress, come si leggera’ sulla cartella ufficiale. Proprio come Benjamin Colton Barnes che la settimana prima ha ucciso una ranger di unparco nazionale nel Washingon State. La sindrome del reduce squilibrato e’ assurta a fama corrente dopo il Vietnam, quando sono tornati una valanga di uomini distrutti finiti a vagare per le strade americane – ce ne sono tuttora migliaia abbandonati a se stessi spesso affeti da squilibri mentali – lasciati ad esistenze invisibili ai margini della societa’ o sugli argini di un viaidotto. Era il caso di John Berry rimasto sulla strada da quando e’ tornato appunto dal Vietnam – la guerra “persa” a cui era si opravvissuto. La sua casa piu’ recente era un bivacco sugli argini del torrente Santa Ana; li e’ stato sopreso nottetempo e accoltellato da Ocampo – il figlio deforme di una guerra “onorevole” ma altrettanto mortifera.
pubblicato il 17 gennaio 2012
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