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Losangelista e’ in trasferta nelle isole britanniche dove, in attesa delle olimpiadi e, fra due anni, dei Commonwealth Games, si respira un aria sicuramente meno cupa del sud europeo. Per la precisione siamo in Scozia,anche per cercare rifugio dall’iperbole realista che si e’ impadronita dei vicini a Sud – qui in Alba (il nome gaelico) prevedibilmente il livello di isteria giubilare e’assai minore. Molto presente invece il sentimento indipendenstista che si e’ rafforzato con l’ascesa dei conservatori al governo di Londra. La Scozia e’ tradizionalmente anti-Torie e c’e’ un solo un rappresentante conservatore scozzese nel parlamento inglese. In quello scozzese invece (organo di governo autonomo locale riunito a Edinburgo) la maggioranza e’ detenuta ta dallo Sottish Nationalist Party che ha indetto un referendum popolare sull’indipendenza – primo della storia – per il 2014. Qualunque sara’ l’esito, arrivare qui da una Londra letteralmente fasciata diUnion Jack e fervore patriotico, da la misura di quanto distanti siano le due culture – sicuraemente sul tema della famiglia reale e quella curiosa isteria che si impossessa regolarmente dell’Inghilterra – democrazia occidentale sicuramente fra le piu’ avanzate, sobrie e razionali d’Europa, ad ogni matrimonio, funerale e anniversario reale. Le celebrazioni del giubileo sono speculari con quelle per la trasferta del “santo padre” – festival cortigiano in versione teocratica italica, ma con budget di molto inferiore (in compenso la piaggeria dei nostri media non ha nulla da invidiare alla BBC che pure si e’ profondaemente prostrata per i festeggiamenti iniziati ieri con la parata navale sul Tamigi).
In questa Scozia prosperosa e amichevole, con una giovane forza lavoro pan-europea, si e’ abbastanza rimossi per fortuna dalla febbre da regina , ma non vorremmo per questo dare l’idea sbagliata; ieri a sapsso per Glasgow ci siamo imbattuti in almeno due Orange Walk – le parate di integralisti protestanti tradizionali qui e in Irlanda del Nord per celebrare la vittoria di William d’Orange sul Cattolico re James nel 1690. Per dire quanto la cosa ancora sia trascinata nella rivalita; fra le due comunita’, il parlamento scozzese proprio quest’anno ha vietato inni allo stadio durante il derby cittadino che facessero riferimento alla battaglia per evitare di fomentare violenza fra i tifosi dei Celtics (cattolici) e Rangers (protestanti). (Quest’ultima storica squadra rischia ora di chiudere i battenti dopo 140 anni di esisitenza per una bancarotta fraudolenta – ma questa e’una storia per un altro giorno). Le concomitanti parate, papali, navali e arancioni ci fanno riflettere invece in generale sulle antiche ossessioni di un Europa incorreggiblmente anacronistica e settaria che avendo apparentemnte archiviato la rivoluzione francese, l’illuminismo,il matrialsmo storico, l’analisi marxista e le ideologie, in un momento di recrudescenza delle antiche divisioni con le drammatiche conseguenze che stanno dilaniando il continente, non trova di meglio di aggrappoarsi ad antichi riti circensi, mitre, damaschi e corone.
pubblicato il 4 giugno 2012
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