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Mitt Romney al muro del pianto a dichiarare che sotto una sua amministrazione, se Israele avesse voglia di bombardare Teran, ma neanche il bisogno di una telefonata, ci macherebbe, si accomodino. Poi fund-raiser reserve’ per miliardari al King David Hotel per rimpinguare i forzieri repubblicani con infusione di cash oltranzista (il GOP quest’anno pensa di poter sottrarre fino al 20% del voto ebraico ai democratici – e sarebbe un colpaccio). Intanto in Euroland Draghi sbroglia d’incanto al matassa Euro e brinda con Timothy Geithner, l‘uomo economia cioe’ di colui che ha piu’ da perdere (a parte i cittadini erupoei naturalmente) da un collasso dell’eurozona: Barack Obama che sui default del vecchio continente si gioca la ripresa e la rielezione. Mettici pure Michelle sulla passerelle mondano-politiche della swinging olympic London e scommettersti che la campagna per la presidenza americana e’ ormai come non mai veramente globale e si gioca a Tel Aviv e Bruxelles quasi quanto a Cleveland o Miami.
pubblicato il 31 luglio 2012
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2 Commenti a “Campagna Globale”
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25 agosto 2012 alle 00:23
Considerata la dispersione della figura umana di questi tempi, con Internet e la “libertà globale” a portata di tutti, non c’è da stupirsi se anche i candidati alla Casa Bianca vanno un po’ cazzeggiando in giro. Ed è normale, per loro, come per chiunque abbia ambizioni di potere, visto che il potere è essenzialmente un affascinante giochetto da giocarci in pochi. E se ci giocano tutti? Beh, è più bello, oggi si può tutto, tutti possono tutto, c’è libertà, non si offenderanno, quindi, se anch’io come tutti faccio giochi onnipotenti e mi senti chissà chi, e mando, per giocare anch’io al potere e al denaro nel tavolo mondiale, questo post. Saluti.
25 agosto 2012 alle 15:40
(Era solo un modo di dire di come la gente oggi si senta chissà chi, e di come l’imperativo di oggi sia avere tutto, denaro, potere, e una malsana libertà di chissà che cosa poi. Tralaltro, in tempi in cui non c’è più niente, non ci sono più soldi. Questo lo vedo in Italia, in un popolo di individualisti che forse seguono l’andazzo mondiale, in cui tutti vogliono dire la loro, in un senso dell’io e una in una solitudine che va ben oltre la crisi puramente economica. E in un impazzimento generale, mondiale, in cui la parola di massa “libertà” acquisice connotati di effettiva schiavitù dell’intelletto, della morale, dello spirito. E chi chatta su Facebook acquisisce chissà quale mania di grandezza, e crede di “essere nel mondo”, mentre in realtà fornisce dati personali che vengono poi venduti a datori di lavoro che ti selezionano nel DNA per poterti sfruttare meglio e prendere a lavorare soltanto quelli che pensano rendano di più, e talvolta anche a fini di spionaggio. Uno si sente importante perché ha un computer, gode nel mandare un post, e si crede padreterno, vuol vedere tutto il mondo e si paga un viaggio con un prestito bancario che non restituirà, accompagnato dalla terza moglie o convivente e qualche figliolo piccolo avuto in giro, e tutto va in dispersione. Io, in realtà, ho molto dispiacere di avere molta gente attorno che non ha più il senso del limite, dell’umano, del genuino.) Tutto qui. Fortunatamente, nel mio piccolo paesino, c’è ancora gente alla buona, ma sono veramente rimasti in pochi.