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Ultimo atto dell’assedio sociale alla regione Campania con almeno mille persone in corteo a sfilare tra divieti a zone rosse. Dopo tre giorni passati con le tende sotto la sede della regione, oggi 18 febbraio, lo zoccolo duro della manifestazione contro i tagli del governo Monti e le politiche regionali è scesa anche in piazza. Il questore Luigi Merolla però era stato chiaro: sfilare è consentito, ma non davanti alla regione né per via Roma. Così gli attivisti dopo essere partiti dalla metro di Montesanto hanno cambiato percorso più volte, ma senza scontrarsi con le forze dell’ordine alla fine sono arrivati a piazza del Gesù nel centro storico. Unico momento più concitato la protesta davanti alla sede del Pdl in piazza Bovio: “il partito di Caldoro”. Da mercoledì infatti è in atto un braccio di ferro tra precari, disoccupati bros, Cobas, Usb, comitati antidiscarica, studenti e licenziati delle partecipate che chiedono un incontro con il presidente della regione, ma nonostante la caparbietà e l’assedio alla giunta giorno e notte, questo è stato sempre negato.
“Eppure su questioni specifiche – spiega Francesco Amodio dei Cobas – riusciamo a interloquire con i singoli assessori non capiamo perché viene negato il confronto su istanze generali”. Amodio si riferisce alle vertenze dell’Arpac multiservizi, della Iacorosso e dell’Astir dove si sono aperti spiragli di confronto. Ma per il resto il nulla. Anche perché pare che da quando l’assessore al lavoro Severino Nappi ha ricevuto delle lettere anonime con proiettili sebbene non sia venuto fuori il mittente abbia chiuso ogni rapporto con le istanze dei disoccupati.
“Respingiamo tutto anche le insinuazioni di Caldoro – dicono dal movimento – che per uscire dalle ambasce e dalle sue contraddizioni ha cercato di descrivere il nostro movimento come teleguidato da chissà chi. Siamo guidati solo dai nostri bisogni e da una rabbia e indignazione crescente, come dimostra anche l’occupazione di ieri del cantiere dell’America’s cup, l’ennesima operazione di facciata”.
Ora l’appuntamento è per lunedì pomeriggio per un’assemblea con tutte le realtà coinvolte e per prendere ulteriori decisioni.
“Continueremo ad assediare i palazzi del potere – annuncia Mario Avoletto, uno degli organizzatori – perché siamo stanchi di non essere ascoltati. Siamo dei fantasmi del lavoro, ma stiamo per diventare il loro incubo”.
pubblicato il 18 febbraio 2012
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