Wednesday 19 June 2013

IL MANIFESTO BLOG
   dal Kurdistan ai Paesi Baschi … passando per Belfast – di Orsola Casagrande
Archivio di febbraio 2010
  • Riceviamo e pubblichiamo:

    Nel pieno della campagna “spegni la censura, accendi blackout!”, ad un mese dalla scadenza prevista del contratto d’affitto con cui Chiamparino cerca di mettere a tacere una storica voce libera e indipendente della città, Radio Blackout subisce questa mattina un nuovo attacco  censorio e intimidatorio.
    Con la scusa di un’operazione di polizia inconsistente, volta a criminalizzare l’Assemblea Antirazzista Torinese, che da mesi organizza appuntamenti pubblici di protesta contro l’orrore dei centri di identificazione ed espulsione, la radio viene di fatto sequestrata per più di 6 ore, impedendoci di andare in onda con il nostro consueto palinsesto di quotidiana contro-informazione. Per più di un’ora è stato anche staccato il segnale radio. Messi sotto sequestro apparecchiature informatiche fondamentali per la quotidiana attività della radio.

    La nuova “grande operazione”, fatta di 23 perquisizioni, 3 arresti “cautelari” in carcere e altre 3 custodie ai domiciliari  è costruita, ancora una volta, su reati di scarsissima rilevanza penale: insulti, reati contro il patrimonio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e una generica associazione a delinquere. Tre dei colpiti da questi provvedimenti sono nostri redattori. A ordire la trama contro i “nemici pubblici”, il sostituto Pm  Andrea Padalino, già salito agli onori delle cronache per la proposta razzista di rendere obbligatorie le impronte digitali per gli/le immigrati/e.
    Radio Blackout non si è mai sottratta dal denunciare pubblicamente con la propria attività informativa le ossessioni xenofobe di questo pubblico ministero. Non ci stupisce che con la dilatata perquisizione mattutina della nostra sede (e con l’operazione tutta) il Pm in odore di carriera cerchi anche una personale vendetta.

    L’indagine si sgonfierà presto, il tutto si risolverà ancora una volta in un nulla di fatto. Ma intanto, attraverso la scusa di misure “cautelari”, s’imprigionano e zittiscono le voci scomode. Per parte nostra diamo tutta la nostra solidarietà agli arresati e denunciati. Come mezzo di comunicazione libero e indipendente denunciamo la pretestuosità di un attacco che giudichiamo censorio e intimidatorio. Un attacco che, guarda caso, cade in un momento  particolare della vita di Radio blackout e della stessa città di Torino. Mentre si preparano le elezioni regionali e l’ostensione della sindone, le contraddizioni che attraversano la città e il territorio circostante restano tutte aperte: crisi, disoccupazione,casse integrazione che volgono al termine, l’opposizione popolare all’Alta Velocità, le ribellioni dentro i Cie, il massacro della scuola pubblica. Si cerca insomma  di normalizzare una delle poche voci libere della città.

    Ma Radio Blackout non si fa intimidire  e rilancia: la data di scadenza sul tappo continuiamo a non vederla… Spegni la censura, accendi Blackout!

    23 febbraio 2010
    La redazione di Radio Blackout

di orsola
pubblicato il 23 febbraio 2010
| 2 Commenti »


in varie
di orsola
pubblicato il 18 febbraio 2010
| 1 Commento »


in varie
  • Dalla Val di Susa sono giunte ieri sera le notizie di cariche della polizia contro il popolo No Tav. Un giovane redattore di Radio Blackout è stato ricoverato in ospedale a Torino in prognosi riservata per sospetta emorragia cerebrale.

    Ieri era stata una giornata di mobilitazioni contro la nuova trivella per i sondaggi che era arrivata in valle scortata dalla polizia.

    Le proteste dei cittadini sono state represse ancora una volta nella violenza: una prima carica di “alleggerimento” la polizia ha iniziato a caricare pesantemente.

    Numerosi i feriti, fra cui due donne ricoverate all’ospedale e un ragazzo trasportato d’urgenza alle Molinette per sospetto trauma cerebrale. Nonostante le cariche i cittadini sono rimasti per le strade in difese della loro valle.

    Alle 21.00 di ieri sera il popolo No Tav ha bloccato la statale 24 e l’autostrada. Ingente lo schieramento della polizia.

    Poco dopo la mezzanotte una nuova carica della polizia con lancio di lacrimogeni a Bussoleno. Una giornata lunghissima per il popolo No Tav che prosegue questa mattina con un presidio, alle 11, davanti alla sede della Rai di Torino e con una conferenza stampa in valle.

    Pubblichiamo qui sotto uno dei comunicati che arrivano dalla valle.

    Comunicato sui fatti dell’alba del 17 Febbraio
    Questa volta è mancato poco. Molto poco, e il cantiere della trivella veniva occupato. Pensavano di nascondersi come sempre tra il buio della notte,il luogo improbabile dell’ennesimo sondaggio truffa e il blitz a sorpresa. Invece l’allarme parte in anticipo e già alle 23.30 il popolo valsusino è mobilitato. Alle 24.00 si individua la trivella appena posizionata ma ancora da montare.

    Il luogo è Coldimosso, tra Bussoleno e Susa, il sondaggio è l’S72. Dai presidi di S.Antonino e Susa partono decine di macchine che convergono sul luogo. Le forze dell’ordine sono prese alla sprovvista, sono ancora poche e mal posizionate, il primo posto di blocco sulla statale viene aggirato facilmente passando per i prati ghiacciati. Un attimo e un centinaio di persone si ritrovano con la trivella a meno di 10 metri e un unico cordone di poliziotti. A quel punto ecco che entra di scena il sanguinario vicequestore Spartaco Mortola (per sapere bene chi è, cosa ha fatto e che faccia ha, digitare su google il suo nome e cognome) che “a freddo” ordina ai suoi uomini di caricare. Per fortuna solo qualche contuso e tanta rabbia. Ma serve a poco, la gente non si sposta, rimane a far pressione e a vagare intorno al cantiere, mettendo in continua apprensione le forze dell’ordine.Intanto, vista la situazione difficile in cui si trovano, chiudono completamente la SS24 e l’autostrada con più blocchi sia per le auto sia per chi arriva a piedi, impedendo così a molte persone di raggiungere il luogo della trivella. Partono presidi volanti davanti ai posti di blocco. I loro rinforzi invece arrivano e sono come sempre in numero spropositato. Ma, nonostante questo, per potersi garantire una via di fuga a loro e alla trivella, non possono far altro che tagliare con il cannello il guard-rail dell’autostrada e con la ruspa costruire sul momento uno svincolo “volante” contiguo al cantiere appena installato.
    Bloccano le strade di mezza Valle di Susa, impediscono alle persone di muoversi liberamente, distruggono un guard-rail dell’autostrada e si fanno uno svincolo tutto per loro.
    Il tutto per fare un sondaggio farsa di 30 metri.
    E questi vogliono fare un opera con cantieri che durerebbero 20 anni…
    …a sarà dura…ma sempre per loro!
    Comitato no tav Spinta dal Bass – Spazio Sociale libertario Takuma

di orsola
pubblicato il 18 febbraio 2010
| 2 Commenti »


in varie
  • “Zutik Euskal Herria”, ovvero la risoluzione della sinistra indipendentista basca approvata nel fine settimana a conclusione di decine di assemblee che hanno analizzato, discusso, commentato la dichiarazione di Alsasua e Venezia del 14 novembre 2009. Una dichiarazione in cui la sinistra indipendentista si impegnava al perseguimento dei suoi obiettivi politici solo attraverso mezzi pacifici.
    Lo scorso fine settimana le assemblee territoriali sono state riunite e i 600 militanti rappresentanti della sinistra in oltre 270 località hanno approvato un importante documento che sposa nei fatti la dichiarazione di Venezia. Nelle assemblee, la militanza ha realizzato una analisi della situazione politica di Euskal Herria, si è valutato lo sviluppo del dibattito e poi si è definita la pianificazione politica della Sinistra Indipendentista per il 2010.
    “Zutik Euskal Herria” è la risoluzione approvata e che raccoglie le conclusioni del dibattito e la scommessa politica della Sinistra Indipendentista. Di seguito i contenuti più salienti di questa risoluzione:

    1. La fase politica verso la quale si sta dirigendo Euskal Herria è la fase del cambio politico, attraverso il Processo Democratico. Cioè, una volta create le condizioni del cambio, arriva l’ora di realizzarlo. Di conseguenza, l’obiettivo di questa fase politica è portare a termine questo cambio politico, creando un ambito democratico che offra le sufficienti basi affinché tutti i progetti politici siano difendibili e materializzabili nel nostro paese. Così si può ragggiungere una pace stabile e duratura per Euskal Herria. Fare propria la scommessa di materializzarlo ha comportato e comporta cambi anche in noi stessi e stesse.

    2. Per la sinistra indipendentista, l’opportunità di un vero cambio politico, l’opportunità di superare il ciclo politico attuale ed aprirne un altro democratico, sta dinnanzi a noi. Pertanto , adesso la sfida consiste in attraversare questa porta aperta dopo decadi di lotta e lavoro ed effettuare il cambio politico. Ci sono sufficienti condizioni politiche e sociali per questo.

    3. Riaffermiamo l’ impegno di usare vie e mezzi esclusivamente politici e democratici. Sono questi mezzi quelli che rendono possibile l’azione popolare e l’unità di azione delle forze democratiche e progressiste del paese, garanzia, motore e fondamentale forza di trazione della apertura ed avanzamento del Processo Democratico.. Processo Democratico che deve svilupparsi in assenza totale di violenza e senza ingerenze, articolando il dialogo e la negoziazione tra le forze politiche attraverso i principi del Senatore Mitchell.

    4. Un’ampia sommatoria di forze da unire attraverso la lotta di massa, istituzionale e ideologica è la base per portare lo stato sul terreno del confronto libero e democratico di idee e progetti politici e poter così raggiungere uno scenario dove i cittadini baschi liberamente, pacificamente e democraticamente adottino le decisioni che desiderano su il loro futuro.

    Per questo, lanciamo un appello alla società basca e all’insieme delle forze progressiste, democratiche e popolari del paese, mantenendo e rispettando ognuno la propria storia, personalità ed il proprio essere, a unire le nostre forze per rendere questo processo irreversibile. Facciamo appello, allo stesso tempo, alla comunità internazionale affinché accompagni questo processo.

    Siamo convinti che in questo cammino ed attraverso il lavoro in comune e l’attivazione popolare, i mesi a venire ci offriranno nuovi passi in avanti e scenari che rendano questo processo irreversibile.

    Sinistra Indipendentista

    15 febbraio 2010

di orsola
pubblicato il 17 febbraio 2010
| Nessun commento »


in varie