Tuesday 21 May 2013

IL MANIFESTO BLOG
   dal Kurdistan ai Paesi Baschi … passando per Belfast – di Orsola Casagrande
Archivio di febbraio 2012
  • Da dieci giorni sono in sciopero della fame a tempo indeterminato 169 prigionieri politici nelle carceri della Turchia e del Kurdistan turco. Con questa protesta estrema i prigionieri chiedono la libertà per il leader kurdo Ocalan, la garanzia dell’istruzione nella lingua madre e la fine delle operazioni politiche e militari contro il popolo kurdo. Tra i prigionieri in sciopero della fame a Diyarbakir, Mardin, Elbistan e Bitlis ci sono anche i deputati del BDP di Şırnak, Selma Irmak e Faysal Sarıyıldız.

di orsola
pubblicato il 24 febbraio 2012
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  • Pubblichiamo la lettera di Giorgio, detenuto nel carcere di Saluzzo. Giorgio e gli altri No Tav arrestati sono stati ‘dispersi’ in varie carceri italiane.

    Saluzzo, 12 febbraio 2012

    Cari compagni/e giovedì 9 mattino sono stato portato dalle celle del transito in una sezione con altri detenuti. Non voglio cadere nel lamento che affligge gli altri detenuti, vi descrivo solo la realtà.

    E’ una sezione di isolamento con tutte le caratteristiche di quel tipo di regime carcerario. Siamo in una decina in 6 celle, un piccolo corridoio con la telecamera, celle strutturate in modo che fra una cella e l’altra vi sia uno stanzino, ora vuoto, che permette il controllo su ogni movimento. Quindi 6 celle e 3 stanzini blindati. Ogni cella utilizza la propria aria. il cortile dell’aria è un buco di 5 metri per 2 con muri molto alti. Il sole non batte mai in autunno, inverno, primavera. Solo in estate, nelle ore centrali, passano i raggi del sole. La guardia controlla il corridoio 24 ore su 24 da uno stanzino blindato. Per chiamarlo dobbiamo schiacciare un tasto. Siamo in 10. Uno di noi fa il lavorante per la sezione, che non abbandona mai. A parte il barbiere, che viene il sabato per vedere altri detenuti, bisogna andare a messa la domenica per incontrare qualcun’ altro.

    Con i compagni della mia sezione sto facendo conoscenza e amicizia. Loro hanno già fatto 2 lettere di protesta al direttore nell’ultimo mese. Sono tutti indagati in attesa di giudizio, e non capiscono perchè sono in questa sezione speciale.

    Sul registro della guardiola le guardie hanno scritto “detenuto pericoloso”, di fianco al mio nome ed effettuano 2 “battiture” al giorno, alle sbarre della finestra dove sono io. Mah… forse hanno paura che evado.

    Sabato mattina il brigadiere mi ha fatto firmare 3 fogli in cui mi rinfacciano le proteste alle vallette. Andrò nei prossimi giorni dal direttore per un “consiglio di disciplina”, così lo hanno chiamato, per prendere dei provvedimenti, non so di che tipo, visto che in una sezione di isolamento lo sono già. Qui dicono che questo direttore, Lettieri Giorgio, sia stato il vice di Buffa alle Vallette per molti anni e che siano degli amiconi. Il comandante delle guardie mi ha incontrato nel suo ufficio e ha fatto capire che non gli farebbe piacere un presidio musicale qui fuori. Si può lavorare per farlo, ma con calma e senza fretta (inizio marzo?).

    Per quello che riguarda l’inchiesta evito di cadere in quegli stati d’animo che sono il pessimismo e l’ottimismo. Sono tranquillo e di buon umore, solo un pò infreddolito (Saluzzo alcune notti -20). Quando chiacchieravo con gli altri compagni alle Vallette le mie previsioni per il tribunale del riesame erano: metà rimarremo dentro, metà usciranno. La prima udienza è andata così. Aspetto quella di martedi per fare le valutazioni di rito.

    Alle Vallette stavano per arrivare i giornali e sono stato trasferito. Adesso devo aspettare lunedì 20 per riceverli. Alle Vallette i detenuti della nostra sezione leggevano solo Torino cronaca, qui neanche quello squallido giornale. Non so ancora dove sono stati trasferiti gli altri detenuti No tav di Torino. Ho visto al tg3 di questa sera un presidio fuori da un carcere, che non ho riconosciuto, forse Alessandria, forse Asti.

    Un ringraziamento ad Anonymous.

    Un saluto a tutto il movimento No tav.

    Un abbraccio a tutti i compagni e le compagne.

    Giorgio

di orsola
pubblicato il 15 febbraio 2012
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in varie
  • Nuova operazione di polizia contro i kurdi questa mattina, lunedì. Perquisizioni sono in corso a Ankara, Istanbul, Izmir, Diyarbakir, Van, Mus, Antep. Almeno 100 le persone arrestate fino a questo momento. Tra loro molti sindacalisti, la vice sindaco di Van e numerosi esponenti del BDP (partito della pace e della democrazia). Arrestato anche un altro giornalista dell’agenzia Dicle (DIHA) a Diyarbakir. Con questo salgono a 107 i giornalisti attualmente in carcere in Turchia.

    A Ankara sono state colpite le sedi dei maggiori sindacati del pubblico impiego. Le operazioni simultanee rientrano nella più generale KCK (Unione delle comunità kurde) che ha già portato in carcere oltre 6200 esponenti del BDP dal 2009 a oggi e centinaia tra intellettuali, giornalisti, attivisti per i diritti umani. Il KCK è considerato dagli inquirenti il ‘braccio urbano’ del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan).

di orsola
pubblicato il 13 febbraio 2012
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  • I compagni No Tav detenuti presso il carcere delle Vallette ci hanno fatto avere oggi una lettera nella quale denunciano le pesanti condizioni di agibilità interna al carcere. Nella giornata di martedì, in concomitanza al presidio musicale organizzato in solidarietà agli arresti No Tav del 26 gennaio, hanno dato corso ad una protesta. Qui di seguito la loro lettera:

    Torino
    A tutti i compagni/e
    Vogliamo farvi sapere che ieri, mentre si svolgeva il concerto davanti al carcere, noi abbiamo dato corso a una protesta contro le pesanti condizioni di agibilità interna.
    Al detenuto spettano, per disposizione ministeriale, 4 ore d’aria. In più sono concesse 2 ore di socialità, in cui i detenuti dovrebbero, appunto, socializzare tra loro.
    Fino a poco tempo fa in queste ore venivano aperte le celle e si poteva passeggiare nel corridoio o, volendo, entrare in un’altra cella. Ultimamente ci fanno uscire e, dopo un quarto d’ora, ci fanno entrare nelle celle in cui vogliamo stare.
    In questi giorni d’emergenza freddo è impossibile uscire all’aria anche perchè i cortili sono invasi dalla neve e non si sono attrezzati con scarpe adatte. Se non vai all’aria ti obbligano a stare chiuso in cella.
    Ieri sera, nella nostra sezione le condizioni sono state inasprite. Invece di aprire tutte le celle contemporaneamente venivano aperte una alla volta, ti portavano alla cella che volevi e ti richiudevano nuovamente.
    Quando ci hanno aperto noi (Tobia e Giorgio) siamo rimasti in corridoio rifiutando di farci nuovamente rinchiudere. Allora han provato a metterci contro gli altri, dicendo che fino a quando noi eravamo in corridoio non avrebbero più aperto a nessuno. Dopo esserci consultati con gli altri detenuti, abbiamo deciso di non desistere.
    Dopo un po’ di minacce, hanno chiamato la squadretta, composta da mezza dozzina di agenti nerboruti, con il chiaro intento di intimidirci. Al nostro netto rifiuto di rientrare in cella, ci hanno presi di peso e sbattuti dentro, senza però usare violenza.
    Dopo una decina di minuti siamo stati convocati dal Direttore che, con modi gentili e molto paternalismo si lamentava che era la terza protesta di questo tipo che avevano messo in atto.
    Noi, dopo aver precisato che non volevamo favori ne privilegi personali, abbiamo presentato a nome di tutti i detenuti della sezione una serie di richieste di agibilità minima.
    Il direttore ha risposto che ci avrebbe riflettuto sopra e ci avrebbe fatto sapere.
    Adesso stiamo valutando il da farsi.
    Come i banchieri cercano di far pagare la crisi ai lavoratori, in carcere si cerca di far pagare il sovraffollamento ai detenuti. Vengono progressivamente ridotte le dotazioni (detersivi, carta igienica, ecc.) e, con la scusa di maggiori difficoltà di gestione, gli spazi di agibilità.

    La lotta non si fermerà.

    i Detenuti del 26 Gennaio 2012
    Giorgio e Tobia
    Carcere Lorusso e Cutugno
    Via Pianezza 300
    10151 Torino

di orsola
pubblicato il 9 febbraio 2012
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in varie
  • Il freddo siberiano non ferma i kurdi che partecipano alla Lunga Marcia per la Libertà. Oltre duecento tra artisti e kurdi della diaspora, sono partiti da Ginevra, nonostante le basse temperature e la neve il 31 gennaio scorso. Gli organizzatori della marcia (KOM-KURD, confederazione delle associazioni kurde) hanno dichiarato: “Siamo partiti  il 31 gennaio – dall’Ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra per esprimere la nostra richiesta di libertà, abbiamo sofferto molto e continuiamo a soffrire, ma non abbiamo mai abbandonato la lotta. Chiediamo alle Nazioni Unite di assumersi le loro responsabilità nei confronti del popolo kurdo e di riconoscerlo come popolo”. La marcia dovrebbe raggiungere Strasburgo il 18 di febbraio. “A Strasburgo – secondo gli organizzatori – metteremo in evidenza le condizioni di vita del leader kurdo Abdullah Ocalan, fondamentali per la soluzione della questione kurda, e per sottolineare che la libertà del popolo kurdo dipende anche dalla libertà del signor Ocalan e invochiamo la CE e il CPT ad assolvere ai loro doveri “

di orsola
pubblicato il 8 febbraio 2012
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