Friday 24 May 2013

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   dal Kurdistan ai Paesi Baschi … passando per Belfast – di Orsola Casagrande
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Lettera dei No Tav in carcere
  • I compagni No Tav detenuti presso il carcere delle Vallette ci hanno fatto avere oggi una lettera nella quale denunciano le pesanti condizioni di agibilità interna al carcere. Nella giornata di martedì, in concomitanza al presidio musicale organizzato in solidarietà agli arresti No Tav del 26 gennaio, hanno dato corso ad una protesta. Qui di seguito la loro lettera:

    Torino
    A tutti i compagni/e
    Vogliamo farvi sapere che ieri, mentre si svolgeva il concerto davanti al carcere, noi abbiamo dato corso a una protesta contro le pesanti condizioni di agibilità interna.
    Al detenuto spettano, per disposizione ministeriale, 4 ore d’aria. In più sono concesse 2 ore di socialità, in cui i detenuti dovrebbero, appunto, socializzare tra loro.
    Fino a poco tempo fa in queste ore venivano aperte le celle e si poteva passeggiare nel corridoio o, volendo, entrare in un’altra cella. Ultimamente ci fanno uscire e, dopo un quarto d’ora, ci fanno entrare nelle celle in cui vogliamo stare.
    In questi giorni d’emergenza freddo è impossibile uscire all’aria anche perchè i cortili sono invasi dalla neve e non si sono attrezzati con scarpe adatte. Se non vai all’aria ti obbligano a stare chiuso in cella.
    Ieri sera, nella nostra sezione le condizioni sono state inasprite. Invece di aprire tutte le celle contemporaneamente venivano aperte una alla volta, ti portavano alla cella che volevi e ti richiudevano nuovamente.
    Quando ci hanno aperto noi (Tobia e Giorgio) siamo rimasti in corridoio rifiutando di farci nuovamente rinchiudere. Allora han provato a metterci contro gli altri, dicendo che fino a quando noi eravamo in corridoio non avrebbero più aperto a nessuno. Dopo esserci consultati con gli altri detenuti, abbiamo deciso di non desistere.
    Dopo un po’ di minacce, hanno chiamato la squadretta, composta da mezza dozzina di agenti nerboruti, con il chiaro intento di intimidirci. Al nostro netto rifiuto di rientrare in cella, ci hanno presi di peso e sbattuti dentro, senza però usare violenza.
    Dopo una decina di minuti siamo stati convocati dal Direttore che, con modi gentili e molto paternalismo si lamentava che era la terza protesta di questo tipo che avevano messo in atto.
    Noi, dopo aver precisato che non volevamo favori ne privilegi personali, abbiamo presentato a nome di tutti i detenuti della sezione una serie di richieste di agibilità minima.
    Il direttore ha risposto che ci avrebbe riflettuto sopra e ci avrebbe fatto sapere.
    Adesso stiamo valutando il da farsi.
    Come i banchieri cercano di far pagare la crisi ai lavoratori, in carcere si cerca di far pagare il sovraffollamento ai detenuti. Vengono progressivamente ridotte le dotazioni (detersivi, carta igienica, ecc.) e, con la scusa di maggiori difficoltà di gestione, gli spazi di agibilità.

    La lotta non si fermerà.

    i Detenuti del 26 Gennaio 2012
    Giorgio e Tobia
    Carcere Lorusso e Cutugno
    Via Pianezza 300
    10151 Torino

di orsola
pubblicato il 9 febbraio 2012
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in varie

Un Commento a “Lettera dei No Tav in carcere”

  1. ciaciovenexian Scrive:

    Le condizioni di sovraffollamento sono causate dalle lungaggini procedurali dovute a leggi e regolamenti antidiluviani. E’ quì che tutti dovremmo batterci per convincere i politici a ripulire la legislatura togliendo orpelli e leggi inutili. Prendersela con il personale carcerario, dal direttore all’ultimo piantone non serve. Anche loro in qualche modo ne sono “vittime”. Protestiamo TUTTI contro TUTTI i politici, prospettandogli seriamente, e farlo veramente, di non votarli alle prossime elezioni. Solo così, forse , li convinceremo a muovere il culo. Non vedo cosa altro fare, di legalmente corretto.

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