Gli inizi sono sempre difficili, diceva Flajano, traducendo in un felice aforisma il dramma di cominciare, soprattutto in arte. La prima pennellata, il primo verso, la prima frase.Nei telefilm è diventato sempre più evidente che, al contrario, sono i minuti che seguono ai primi a essere i più difficili: sono quelli in cui un’idea deve diventare qualcosa di più strutturato, la prova che dietro a ogni episodio scritto e girato in tempi mozzafiato c’è anche una sostanza vera, e non solo un’impressione che potrebbe ben costruire il primo verso di una poesia che si perde nelle strofe a venire o di un film il cui secondo tempo, come sempre più spesso accade, scende nel baratro della mancanza di ispirazione. L’inizio dei telefilm ci piace e ci stupisce, ma cosa accade quando ci troviamo di fronte al secondo episodio, alla seconda serie, o anche, al secondo sguardo?
pubblicato il 15 febbraio 2012
Tag: abc, cbs, flajano, nbc, telefilm
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Un Commento a “Gli inizi sono sempre difficili”
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18 febbraio 2012 alle 09:28
Vero. Questo che accade sovente nei telefilm – davanti alla televisione o al computer, accade anche nella vita – incontrando e frequentando i contemporanei. Forse per ciò, gli uomini e le donne del nostro tempo, temendo o intuendo in sé la ‘mancanza di ispirazione’, la difficoltà di strutturare ‘un secondo sguardo’, sempre più, promettono e non mantengono, mordono e fuggono.