Wednesday 16 May 2012

IL MANIFESTO BLOG
   blog sociale a cura di Angelo Mastrandrea
Archivio di aprile 2010
  • Laboratorio Insurgencia
    Da diverse settimane stiamo lavorando con i rappresentanti stranieri della delegazione di europarlamentari che da oggi visiteranno i siti di smaltimento dei rifiuti in Campania a seguito di numerose petizioni indirizzate proprio a Bruxelles.
    In particolare sia con l’onorevole Merkies sia con l’onorevole Auken abbiamo avuto modo in queste settimana di inviare una corposa documentazione per raccontare lo scandalo del piano rifiuti e la vicenda della discarica di Chiaiano, in particolare il dramma legato ai danni riportati a causa dell’attivita’ della discarica.
    Danni alle abitazioni, danni alle strade, nessun controllo sulla qualita’ di acqua e aria. L’assenza totale dei controlli previsti dal 2008.
    Oggi è andata in scena l’ennesima vergognosa farsa !
    Intorno alle ore 13:30 i cittadini del Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano si sono recati come previsto all’ingresso della discarica. Ad attenderli quasi un centinaio di Carabinieri pronti a sbarrare la strada. Uno schieramento di forze senza nessuna giustificazione plausibile visto che la visita della commissione era stata richiesta proprio dai cittadini. Ad allarmare le forze dell’ordine e soprattutto l’esercito e’ stata la richiesta della delegazione europea di incontrare i sindaci di Marano e Mugnano ed il Presidio permanente per discutere con loro e visitare insieme la discarica. Sotto una pioggia battente la democrazia italiana ha dimostrato ancora una volta il suo vero volto. Dopo esserci rifugiati dalla pioggia all’interno di una struttura in prossimita’ della discarica, veniva impedito ai giornalisti sia delle Tv tra cui la Rai sia delle testate giornalistiche di poter partecipare all a visita ed all’incontro. Una situazione incredibile con i sindaci ed i cittadini tenuti chiusi in una toilette della struttura, la delegazione europea incredula che non comprendeva chi impedisse l’accesso ai giornalisti, e gli stessi tenuti fuori da un cordone di militari dell’esercito. A chiarire lo scenario c’ha pensato il generale Morelli che si e’ assunto la responsabilita’ di impedire l’accesso ai giornalisti tra le proteste dei deputati europei. L’onorevole Auken, danese del gruppo dei Verdi ha dichiarato l’assurdita’ di uno stato dove i militari tengono le pubbliche relazioni, denunciando l’assoluta mancanza di trasparenza nella visita. L’onorevole Merkies ha voluto incontrare i cittadini ed i sindaci con il resto della delegazione europea denunciando la loro indignazione per l’assoluta mancanza di democrazia con cui si sta svolgendo la visita. I Sindaci ed i cittadini sono stati poi invitati a lasciare l’area dai militari dell’esercito guidati dal generale Morelli. La visita dunque si e’ svolta senza i cittadini che avevano firmato la petizione, senza la stampa e senza i sindaci della zona. Una situazione vergognosa.
di angelo mastrandrea
pubblicato il 28 aprile 2010
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in varie
  • Tonio Dall'Olio
    È partita la raccolta di firme per il referendum contro la
    privatizzazione dell’acqua. Un bene comune essenziale per la vita di
    ogni essere vivente. “La sacralità dell’acqua è da sempre sinonimo di
    vita” ha ribadito Alex Zanotelli, missionario comboniano e direttore
    di Mosaico di pace, da sempre impegnato nella battaglia contro la
    privatizzazione dell’acqua. “Anche in prospettiva di risorse idriche
    che andranno sempre più scarseggiando, è vitale intraprendere una
    rivoluzione culturale, etica e morale nella gestione di un bene
    inalienabile e comune” ha detto il missionario che avverte: “a lungo
    termine, di questo passo interi gruppi sociali più poveri e
    vulnerabili verranno privati dall’accesso all’acqua potabile, che
    diventerà troppo costosa e non avranno più i mezzi per comprarsela!”.
    Per questo non possiamo far mancare la nostra firma e cercare il modo
    di contribuire a questa campagna di civiltà che mette al primo posto
    la salvaguardia di un diritto di tutti e non il profitto di alcuni.
    Ciascuno cerchi nel proprio comune dove è possibile firmare e se
    nessuno ha intrapreso l’iniziativa, ci si attivi. Abbiamo tre mesi di
    tempo per raccogliere 500mila firme. Istruzioni per l’uso:
    http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/
di angelo mastrandrea
pubblicato il 26 aprile 2010
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in varie
  • Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona.

    Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale.

    Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi.

    In Spagna,  negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati.

    Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam.

    Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane.

    E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.

    Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona il 25 giugno 2010 e arrivi a Genova.

    Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.

    Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.

    Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.

    Creiamo ponti, non muri.

    È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e.

    Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.

    Potete contattarci fin da subito all’indirizzo e-mail: contatto@losbarco.org

di angelo mastrandrea
pubblicato il 2 aprile 2010
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in varie
di angelo mastrandrea
pubblicato il 1 aprile 2010
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