Lunedì 29 novembre 2010, dalle ore 14 inaugurazione sul tetto della facoltà di architettura di piazza borghese a Roma della nuova "piazza dell'Università libera, pubblica e aperta". L'università, la ricerca, la cultura, lo spettacolo e la comunicazione saranno uniti per difendere un'espressione libera e democratica, il diritto di tutti ad un'istruzione pubblica contro i tagli alla ricerca, alla formazione e al mondo della cultura e dello spettacolo. Vi invitamo a partecipare alla prima giornata in difesa dell'università pubblica, della ricerca e della cultura. Hanno aderito sino ad ora: Antonello Venditti, Michele Mirabella (ANART), Ulderico Pesce, Alessandro Rossetti (ANAC), Franco Piersanti, Letizia Compatangelo (ASST), Roberto Faenza, Stefano Rulli (100 autori), Nicola Piovani, Benedetta Buccellato (APTI), Giovanni Arnone (MOVEM 09), Susanna Conti (Rete Ricerca Pubblica), Simona Marchini, Silvano Conti, Tommaso Fuffaro (articolo 21), Percussionisti Accademia Santa Cecilia, Giovanna Marini, Enrico Capuano, Curzio Maltese, Stefania Montorsi, Nino Crescenti, con contributi scritti di Giorgio Parisi, Ascanio Celestini, Massimo Carlotto Quelli del tetto di Piazza Borghese
pubblicato il 28 novembre 2010
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Arroganza, speculazione, corruzione, autoritarismo contro le popolazioni e oltraggio criminale al territorio. Questo è quanto imposto, negli ultimi vent’anni, dalle istituzioni nazionali e locali sul problema rifiuti in Campania, trasformato in un affare per pochi, e una tragedia infinita per la maggioranza dei cittadini, innanzitutto per coloro costretti a convivere con discariche e inceneritori e per gli ignari consumatori di acqua, aria e prodotti agricoli avvelenati. I disastri fatti in Campania hanno precise responsabilità politiche.
Da un lato, l’attuale Governo, per garantire il “miracolo” ha utilizzato la solita ricetta fatta di “discariche e inceneritori” e attraverso Leggi speciali, la militarizzazione dei territori facendo mancare sia le risorse per le cosiddette compensazioni ambientali ai comuni campani che ospitano impianti per il trattamento dei rifiuti, sia quelle per finanziare la raccolta differenziata. Dall’altro la totale incapacità di molte istituzioni locali di gestire in maniera adeguata l’intero ciclo dei rifiuti ha prodotto lo scempio al quale oggi tutto il mondo assiste.
Chi si oppone a questi disastri, difendendo il diritto alla vita e agli spazi ancora esistenti di democrazia e verità, pur forte dell’appoggio delle comunità locali, soffre, oltre che di una repressione violenta, anche dell’isolamento dovuto al controllo dell’informazione da parte delle stesse forze di governo che spargono bugie per insinuare il sospetto che dietro i manifestanti vi siano chissà quali sovversivi e quella stessa camorra che ha tratto i veri vantaggi dalle scelte politiche fin qui fatte. Le molteplici iniziative dei movimenti civici napoletani e campani che hanno visto una grande partecipazione delle popolazioni locali, hanno indicato più volte e con precisione e competenza la strada per superare l’emergenza rifiuti in modo definitivo.Ciò nonostante la paralisi delle istituzioni locali e l’attivismo aggressivo e militare del governo ha peggiorato la situazione senza realizzare alcun risultato tangibile e permanente sul problema. Deve essere chiaro: l’unico modo per uscire dall’emergenza è realizzare la raccolta differenziata ! E’ necessario, allora, rilanciare la mobilitazione per dare nuova forza a questo patrimonio di democrazia e cultura. Proponiamo di uscire da questo isolamento organizzando insieme ai comitati locali di difesa del territorio e della salute, alle forze sociali, sindacali e politiche che si oppongono all’erosione della democrazia e ai reiterati attacchi alla vita e alla dignità dei cittadini campani, una grande manifestazione nazionale nella città di Napoli per sostenere con forza l’abrogazione della legge 123/2008 e l’approvazione di un nuovo piano rifiuti fondato esclusivamente sul raggiungimento dei seguenti obiettivi: riduzione della produzione dei rifiuti, raccolta differenziata, realizzazione di un numero sufficiente di impianti di compostaggio per il trattamento della frazione organica. Ma proponiamo anche, perché ci sembra assolutamente necessario, un confronto tra le Istituzioni e le comunità locali per stringere un patto di responsabilità territoriale.
Primi firmatari: Sergio D’Angelo, Andrea Morniroli, Ornella De Zordo, Cristiano Lucchi, Guido Piccoli, Domenico Fininguerra, Claudio Giorno, Tonino Perna, Chiara Sasso, Guido Viale, Marco Boschini, Angelo Mastrandrea, Pierluigi Sullo.
Per sottoscrivere l’appello: www.campolibero.it
pubblicato il 20 novembre 2010
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